Dalla siccità al laghetto di Capodacqua in secca, l’estate 2025 ha messo alla prova l’agricoltura del Frusinate. Anbi Lazio ha retto l’urto: acqua sempre garantita, fossi puliti, impianti efficienti. Sonia Ricci: «Vince la prevenzione, non l’emergenza».
Non c’è bisogno di evocare metafore bibliche: basta guardare al laghetto di Capodacqua, a Castrocielo, ridotto a una distesa di terra screpolata per capire che il cambiamento climatico non è una suggestione letteraria ma una realtà che bussa ogni giorno alle porte della nostra agricoltura. Eppure, in provincia di Frosinone, l’estate 2025 non verrà ricordata per i campi inariditi o per la rabbia degli agricoltori privati dell’acqua. Verrà ricordata, semmai, per la tenuta di un sistema di irrigazione che ha retto sotto pressione, garantendo che nessuna coltura rimanesse a secco.

È questo, in sintesi, il risultato più tangibile del lavoro di Anbi Lazio sotto la regia della commissaria Sonia Ricci, che ha voluto tirare le somme della stagione con una riunione collegiale di tecnici, maestranze e amministrativi. Non un’autocelebrazione ma una fotografia realistica di ciò che accade quando organizzazione e manutenzione anticipano le emergenze.
Prevenire il clima

Perché la vera notizia è proprio questa: in un Italia che insegue i disastri e poi cerca di mettere le toppe l’Associazione Nazionale della Bonifica ha scelto di prevenire. E così, anche con un bacino storico ormai inutilizzabile come Capodacqua, la rete dei Consorzi di bonifica — guidata dai direttori Aurelio Tagliaboschi (A Sud di Anagni – Conca di Sora) e Remo Marandola (Valle del Liri Cassino) — ha saputo supplire. Lo ha fatto intervenendo sugli impianti, redistribuendo risorse, mantenendo puliti fossi e canali. Una pratica apparentemente banale, quella della manutenzione ordinaria, che però ha mostrato tutta la sua efficacia, trasformandosi nella migliore assicurazione contro il collasso del sistema.

A sottolinearlo non è stato solo il bilancio interno. La presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini ha conferito al debriefing un valore politico più ampio: riconoscere che nel Lazio i Consorzi non sono più l’anello debole della catena istituzionale, bensì strutture che restituiscono dignità, affidabilità e persino reputazione al Lazio. Righini ha parlato di un cambio di paradigma: passare dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione, sostenendo progettazioni e convenzioni che hanno già dato frutti tangibili sul territorio.
Sinergia unica
Un giudizio rafforzato dal direttore di Anbi Lazio Andrea Renna, che ha ricordato come mai in passato si fosse costruita una simile sinergia tra Regione, consorzi e comunità locali. In altre parole, non si tratta più di gestire l’acqua solo quando scarseggia ma di pianificare un modello di sviluppo che metta in sicurezza campi e comunità.

E la parola comunità non è casuale. Come dimostra il protocollo che ha visto in prima linea il direttore del Valle del Liri Remo Marandola. Un accordo con la Provincia di Frosinone per garantire, nelle aree in cui si trovano le scuole, il verde e la sistemazione idraulica delle acque piovane in caso di temporali o bombe d’acqua. Anbi Lazio ora si occupa anche di questo: i suoi mezzi sono intervenuti ed all’inizio dell’anno scolastico hanno fatto trovare agli alunni le aree delle loro scuole perfettamente equipaggiate: verde in regola, fossi fruibili.
È un ulteriore passo in difesa del territorio dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, sempre più visibili e sempre più concrete come dimostra il caso di Capodacqua.
Non bastano i proclami

È semplice e potente la lezione di questa estate, emersa dalla riunione di tutto il personale Anbi della provincia di Frosinone. Una riunione secondo la quale i cambiamenti climatici non si combattono con proclami, bensì con pompe funzionanti, fossi puliti, squadre di tecnici all’opera. È questo il volto concreto di un territorio che non vuole più essere vittima della siccità o delle alluvioni ma protagonista della propria resilienza.
Ed è un segnale che dalla provincia di Frosinone parla all’intero Lazio: non esistono battaglie impossibili, se si decide che la manutenzione e la programmazione valgono quanto (e forse più) di mille conferenze sulla sostenibilità.



