La lezione di Cianfrocca: Alatri abbraccia il Pride

Al Pride 2024 c'era il vice presidente della Provincia di Frosinone con tanto di fascia istituzionale. Meno scontato il patrocinio del Comune di Alatri: che è guidato dal centrodestra. Il Consiglio rumoreggia per non essere stato coinvolto: Lega e FdI potrebbero disertare la seduta di giovedì. Gli assessori ribadiscono "Fieri della scelta fatta”

Il vicepresidente della Provincia Enrico Pittiglio c’è andato con la fascia azzurra che rappresenta in modo ufficiale l’ente. Poco di strano: al timone dell’amministrazione provinciale di Frosinone c’è un presidente civico alla guida di un’amministrazione di secondo livello che coinvolge praticamente tutti da destra a sinistra. Nulla di anomalo allora che al Pride, la festa dell’orgoglio Lgbtq+, ci fosse anche il vice presidente in versione ufficiale con tanto di fascia. Al suo fianco, il Consigliere Regionale Sara Battisti (Pd), il Segretario provinciale Dem Luca Fantini, il Consigliere provinciale Luigi Vacana, il dirigente provinciale Pd Umberto Zimarri.

Meno scontato che ci fosse anche il patrocinio del Comune di Alatri: amministrazione di destracentro guidata da un sindaco sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia oltre ai civici. Maurizio Cianfrocca con la sua giunta non hanno avuto dubbi: il loro è uno dei tre Comuni ciociari che hanno dato il patrocinio ufficiale all’iniziativa.

Ma non tutti hanno gradito

Un momento del Pride 2024 a Frosinone

Una scelta che non è piaciuta a tutti. In Consiglio Lega e Fdi sono sul piede di guerra. E non solo per questo. Ad agitare le acque c’è anche un’altra iniziativa del sindaco che giudicano eccessivamente Prog. Quale? La tre giorni sul progetto BeYourself ideato dalla cooperativa StileLibero: socialità, arte e riflessione sull’unicità naturale di ciascuno; presente Maximiliano Ulivieri, Diversity Manager del Comune di Bologna e presidente Comitato “LoveGiver”. Per il Carroccio di Alatri e parte dei Fratelli d’Italia si tratta di una “lezione gender.

La situazione è così di imbarazzo che i Consiglieri di Lega e Fdi non sono intenzionati ad andare in Consiglio comunale giovedì. Contestano la scelta in se, contestano la mancata condivisione del patrocinio: “Se è un Patrocinio del Comune allora deve esserci quantomeno il coinvolgimento di tutti. Invece nulla”. A rendere più complicata la questione è che non ci sia stata nessuna votazione nemmeno in Giunta. Come conferma l’assessore Giorgio Tagliaferri (FdI): “Si è trattato di una chiacchierata al termine della Giunta ma nessuno di noi ha votato alcunché, nessun ordine del giorno formale sul quale confrontarci è stato protocollato. Io stesso ho detto che la questione andava affrontata coinvolgendo i Consiglieri e questo a prescindere dal contenuto. Mi sono ritrovato davanti alle cose già fatte”.

Una questione che è uscita dai confini comunali. Un rapido giro di telefonate ha confermato un certo disagio da parte del consigliere regionale Daniele Maura e del deputato Massimo Ruspandini (entrambi di FdI) “per il merito e per il metodo” fa sapere una fonte vicina ad entrambi che però non rilasciano dichiarazioni ufficiali in materia.

Orgogliosi della scelta

Il sindaco Maurizio Cianfrocca con il vice Roberto Addesse

Ma in Giunta c’è chi ribadisce la scelta del sindaco e la fa propria. Lo fanno rispondendo alle critiche apparse sui social: “Gli assessori di Alatri della Lega e Fratelli d’Italia che votano a favore del patrocinio al Pride sono una vergogna per tutti gli elettori di destra che li hanno votati! Aggiungerei che l’hanno fatto all’oscuro dei Consiglieri. E che il comune di Alatri ha patrocinato un evento dove si è parlato di utero in affitto, che abortire a 14 anni non è reato”.

L’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Addesse (Lega) non ha ripensamenti: “Fiero di averlo fatto! In questo delicatissimo momento di emergenza sociale e con un’aria così pesante un piccolo gesto per evitare altre tensioni”. Lo ha scritto a commento del post. E sulla stessa lunghezza d’onda c’è l’assessore alle Attività produttive Gianni Padovani: “Non mi devo vergognare di nulla rispecchio pienamente il mio elettorato e tutte le persone che amano manifestare per le proprie idee”.

Tra i commenti c’è chi prova a tracciare una rotta. E ricorda che ad essere sbagliata è la “politicizzazione “ di un evento come il Pride. Ed evidenzia come non si sia compreso che si tratta di questioni legate all’essere dell’individuo, alla sua essenza ed ai diritti che ognuno dovrebbe avere in qualità di cittadino. Ed è quel dovrebbe a fare la differenza.