Tra cene strategiche, accordi sotterranei e rientri eccellenti, la maggioranza di Riccardo Mastrangeli si muove verso il 2027 costruendo un blocco civico blindato da Nicola Ottaviani. Fratelli d’Italia scalpita, mentre l’opposizione resta immobile in un silenzio che pesa come una resa anticipata.
La lunga marcia verso le elezioni Comunali del 2027 a Frosinone è cominciata. Che la situazione sia politicamente delicata, lo si capisce dal numero delle cene in corso negli ultimi giorni. Stanno attovagliando Consiglieri Comunali, assessori, spin doctor o sedicenti tali. Ma lo si intuisce anche dagli incontri più o meno “carbonari” nelle salette riservate di alcuni bar del Capoluogo, puntualmente spoilerati.
In tutti però c’è la sensazione che la prossima sessione del Consiglio comunale sul Bilancio, sarà comunque la via del non ritorno: sia per il completamento della Consiliatura, sia per preparare la prossima.
Le riunioni di Stato Maggiore per definire le alleanze ed il campo, sono in corso. Le coalizioni si vanno definendo e lo scenario si fa sempre più nitido: il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, con la regia dell’ex primo cittadino oggi parlamentare della Lega Nicola Ottaviani, sta allestendo un blocco civico capace di condizionare il risultato, una forza di deterrenza in grado di attrarre nuovi alleati ed al tempo stesso dissuadere dallo schierarsi contro. Potere percepito è potere acquisito.
I passaggi di fronte

Si inquadrano così le due operazioni concluse a distanza di poche ore nel fine settimana: il ritorno di Christian Alviani in maggioranza attraverso la nuova formazione politica Identità Frusinate, l’apertura delle porte della civica di Gianfranco Pizzutelli “Nuova Realtà” ad Andrea Turriziani, eletto nella lista dell’ultimo sindaco Pd Michele Marini. È il famoso cordone di sicurezza per blindare Mastrangeli e spianargli la strada verso il bis, nelle intenzioni di Ottaviani.
Il riassestamento del campo potrebbe essere solo all’inizio. La civica del presidente dell’ASP passerebbe così a 2 consiglieri: Claudio Caparrelli e Andrea Turriziani appunto. Ma potrebbe “arruolare” anche il presidente del Consiglio Comunale Max Tagliaferri, attualmente in posizione indipendente, dopo la rottura con la civica di Ottaviani.
L’approdo più naturale però per il Notaio dell’Aula sembra essere quello di Fratelli d’Italia, anche per potersi giocare poi le carte di un posto in lista alle Regionali.
Nessun rischio per la consiliatura

In ogni caso la situazione politica in maggioranza è in grande fermento. Ma è un fermento che ha il sapore acre della polvere da sparo bagnata: perché nessuno staccherà la spina. Ca va sans dire. Il Bilancio passerà, i numeri ci saranno, e la consiliatura arriverà sia al panettone del 2026 e sia alla colomba del 2027.
Perché perdere lo scranno oggi significa lasciare il Comune in mano ad una gestione commissariale, vanificando tutti i tagli dei nastri fatti fino ad oggi e sparire dai radar per un bel periodo di tempo. In sintesi: un suicidio politico che nemmeno il più temerario dei Consiglieri è disposto a commettere.

Tuttavia, sotto questa apparente stabilità numerica, a Frosinone si consuma una “Guerra Fredda” 3.0 degna dei migliori manuali di storia contemporanea. Da una parte il fortino di Mastrangeli, che con l’ingegneria politica di Ottaviani sta costruendo in Aula una linea “Maginot” di liste civiche più ex esponenti d’opposizione per rendersi autosufficiente. E se serve, c’è sempre la ciambella di salvataggio lanciata dalla sponda di Domenico Marzi: l’ex avversario di Mastrangeli al ballottaggio ha con lui un patto con il quale impedire che possa essere sfiduciato. (leggi qui: Mastrangeli vs Fratelli d’Italia, Guerra Fredda 3.0 a Frosinone).
Dall’altra, Fratelli d’Italia, il Partito di maggioranza relativa in Italia e in Regione: vive la frustrazione di chi ha i voti ma non si sente adeguatamente considerato. Come quella bellissima donna che deve chiedere al suo corteggiatore di portarla a cena fuori. Non regge.
La partita logorante

Il Partito della Presidente Meloni a Frosinone sta giocando una partita a scacchi logorante con il sindaco Mastrangeli. Sa che rompere oggi verrebbe letto come un atto di irresponsabilità ma sa anche che nel 2027 non accetterà di fare il portatore d’acqua.
L’obiettivo è chiaro: la candidatura a sindaco. Se i rapporti tra il Mastrangeli ed i Fratelli d’Italia non cambieranno, se la galassia Lega continuerà a trattare FdI come un ospite scomodo e non come un azionista di maggioranza, la rottura alle prossime urne potrebbe essere inevitabile.
Mastrangeli si ricandiderà? Sicuro. FdI avrà il suo nome? Altrettanto sicuro. E tutto avrà il “go” delle Segreterie nazionali, perché è matematico che il caso Frosinone, prima o poi, arriverà sul tavolo dei leader del centrodestra Giorgia Meloni, Matteo Salvini ed Antonio Tajani.
Il ruolo dell’opposizione

In questo quadro, già di per sé complesso e machiavellico, c’è un elemento che stona più di un violino scordato durante una “prima” alla Scala di Milano: l’Opposizione. O meglio, il suo fantasma.
Lo scenario è kafkiano. Di fronte ad una maggioranza lacerata da sfide interne, contrapposizioni e riposizionamenti tattici in Aula degni di Pep Guardiola, in qualsiasi altro Consiglio Comunale del globo terracqueo, il Centrosinistra sarebbe sulle barricate. Starebbe martellando quotidianamente sulle contraddizioni del Centrodestra, evidenziando ad esempio, come le manovre di palazzo abbiano preso il posto dell’amministrazione della città.
E invece? A Frosinone nulla. Lo zero assoluto. Un silenzio assordante, imbarazzante, quasi complice. Dall’altra parte dell’aula consiliare quasi tutti spettatori non paganti di uno “spettacolo” che non li riguarda. Nessuna strategia aggressiva, nessun affondo politico, nessuna visione alternativa, in particolare da parte del primo Partito di opposizione: il PD, ormai avvitato su stesso nella estenuante attesa della celebrazione del Congresso.
Lo scenario evanescente

Sembra quasi che i Dem abbiano che già interiorizzato la sconfitta nel 2027, 18 mesi prima del voto. Napoleone Bonaparte diceva: “Non interrompere mai il tuo nemico mentre sta commettendo un errore”. Ecco, forse il Centrosinistra a Frosinone l’ha presa troppo alla lettera: persevera.
L’opposizione in Consiglio Comunale ha deciso, per scelta, di esserci ma di non farsi notare, lasciando a Mastrangeli e a Fratelli d’Italia l’onere e l’onore di dare corso alla guerra fredda. E paradossalmente, anche quello di dettare l’agenda politica del futuro.
Un suicidio assistito che, se non verrà corretto in corsa, e anche molto presto, consegnerà le chiavi della città al centrodestra per un altro decennio. In qualunque forma si presenterà agli elettori di Frosinone.



