La manutenzione di Mastrangeli sulla Giunta per arrivare al 2027

Mastrangeli punta su ritocchi minimi e rinvii strategici per procedere senza scosse fino al 2027. Nessuno vuole tornare alle urne, tra Bilanci da approvare, equilibri interni da preservare e partite provinciali decisive.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Come quelle serie infinite su Netflix, che durano anche 10 o 11 stagioni e dove ogni puntata promette un colpo di scena ma alla fine è sempre la stessa trama: la situazione politica al comune di Frosinone è esattamente così.

Il set è l’Aula consiliare ed il copione, sebbene ricco di sorprese tra i banchi di maggioranza, è già spoilerato fino al 2027. Chi immagina un azzeramento della Giunta o addirittura una caduta anticipata del sindaco Riccardo Mastrangeli, non ha afferrato l’essenza vera della politica, che è quella descritta dal sempre attuale Giulio Andreotti: «il potere logora chi non ce l’ha». 

E in questo momento, a Frosinone nessuno dei protagonisti vuole auto-logorarsi.

Mastrangeli alla via così fino al 2027

La verità, cruda e semplice (ampiamente raccontata da questo giornale) è che l’attuale consiliatura arriverà al suo termine naturale. Il Bilancio di previsione sarà approvato, forse non senza qualche maldipancia di rito, ma alla fine passerà. Perché? Semplice: non c’è una sola forza politica, né in maggioranza né in una opposizione, che abbia interesse e volontà a tornare alle urne prima del tempo.

Dare le dimissioni oggi, o approvare qualche improbabile mozione di sfiducia verso il sindaco, significherebbe ammettere una sconfitta politica bruciante, innescando un meccanismo di auto-cannibalizzazione che lascerebbe sul campo solo disastri. In particolare per Fratelli d’Italia e la Lega, i due Partiti di riferimento della coalizione di governo cittadino che stanno giocando una partita a scacchi logorante e strategica al tavolo dell’amministrazione.

Per loro, una caduta equivarrebbe a un segnale di profonda debolezza. E la debolezza, in politica, si paga con gli interessi. Mentre oggi i tagli dei nastri a Frosinone stanno distribuendo dei dividendi politici importanti, non solo a Mastrangeli, ma a tutta la maggioranza. Ognuno potrà rivendicarne meriti nel 2027.

La tappa di piazza Gramsci

Ma c’è anche un appuntamento politico che sta per arrivare all’inizio del prossimo anno, ben più concreto delle fibrillazioni interne, che comunque ci sono e sono visibili, a chiunque: le prossime elezioni per il Consiglio Provinciale. Non si vota con le preferenze dei cittadini, ma con i voti ponderati dei consiglieri comunali (il loro voto pesa in modo diverso sulla base della fascia di abitanti nel loro Comune). I voti di Frosinone non sono solo importanti: ma fondamentali, per eleggere i propri candidati.

 Ogni Partito deve massimizzare il consenso tra i Consiglieri della sua area. Non avere un Consigliere provinciale eletto a causa dello scioglimento anticipato dell’assise comunale del Capoluogo, è un lusso che nessuno può permettersi. Ed in senso assolutamente trasversale. È il classico momento in cui gli interessi personali e di Partito superano qualsiasi ostacolo. Un po come in quelle famiglie che si insultano a Natale ma poi si vogliono bene a Capodanno,  almeno fino al cenone.

Tenere comunque unita la maggioranza Mastrangeli significa tenere in piedi il proprio bacino di voti ponderati ed esprimere una rappresentanza in Provincia. Che ha un valore di acquisto interno bassissimo, ma un valore di scambio esterno enorme. Un gioco al massacro adesso a Frosinone sarebbe un autogol epocale.

Azzeramento no…

Il sindaco Riccardo Mastrangeli tutto questo lo sa perfettamente e sa interpretare benissimo ogni dinamica politica: come quando nella sua farmacia riesce a leggere e a capire quello che c’è scritto in maniera incomprensibile nelle ricette mediche. Per questo non prenderà mai in considerazione l’azzeramento della Giunta è una ipotesi da scartare in maniera assoluta.

Non lo farà, per due motivi ben precisi. Non vuole e non può  rinnegare il lavoro svolto fino ad oggi: azzerare integralmente la Giunta sarebbe come stracciare il 70% degli atti e delle delibere del suo governo in più di 3 anni di consiliatura, dando un segnale di discontinuità che sconfesserebbe la sua stessa leadership.

Non vuole o forse non può) ridimensionare la galassia della Lega: l’azzeramento darebbe spazio a rivendicazioni di chi chiede un ridimensionamento della rappresentanza della Lega e dei suoi alleati in funzione dei nuovi (e più forti) equilibri in aula Consiliare.

… Manutenzione straordinaria si

Riccardo Mastrangeli (Foto © Stefano Strani)

Mastrangeli quindi, concertata anche con i Partiti e le liste della sua maggioranza, ha studiato una mossa che potrebbe essere definita di  “manutenzione straordinaria” dell’esecutivo. Un solo ora, al massimo due tra qualche mese,  nuovi ingressi, utilizzando l’assessorato che Mastrangeli detiene ad interim (quello alla Polizia Municipale).  Una mossa per allargare la base e dare ossigeno a chi scala la montagna, senza ribaltare il carro.

A fronte di questa mossa di “pace armata”, Mastrangeli pone però due condizioni ben precise ai Gruppi che lo sostengono. Un patto che è la vera polizza di assicurazione sulla vita della consiliatura. Arrivare al 2027 senza scossoni. Un accordo di fatto, già in banca, perché come ampiamente detto e spiegato a casa prima del tempo non ci vuole andare nessuno.

La Garanzia sul 2027. Su questo punto l’intesa può rappresentare un problema,  il vero nodo gordiano. Mastrangeli chiede la garanzia che tutti lo sostengano come candidato unitario del centrodestra alla carica di sindaco del Capoluogo, anche alle prossime elezioni. E qui, le cose si complicano maledettamente. Fratelli d’Italia, oggi la forza politica più grande per percentuali e numero di consiglieri in aula, potrebbe non firmare una simile cambiale in bianco. L’ipotesi di rivendicare la candidatura a sindaco di Frosinone infatti è scritta a caratteri grassetto maiuscolo sull’agenda del Partito.

Come si scioglie il nodo

Il capogruppo FdI Franco Carfagna

La domanda delle cento pistole è: Come se ne esce allora? Come si scioglie il nodo gordiano? Con la più classica delle soluzioni politiche all’italiana: il rinvio della decisione. La Giunta sarà ritoccata al minimo per ristabilire una parvenza di unità in maggioranza, il Bilancio verrà approvato ed i voti ponderati delle Provinciali serviranno per eleggere i consiglieri già decisi a tavolino. E tutti fingeranno che il punto 2 del lodo Mastrangeli sia stato accettato.

FdI e Lega continueranno a fronteggiarsi come due giocatori di scacchi che, pur stanchi, non possono abbandonare la partita. E il sindaco, con mosse prudenti, cercherà di tagliare più nastri possibili e inaugurare opere fino al 2027.

Perché tutti sanno che la partita, quella vera, si giocherà tra 18 mesi : con l’indicazione del candidato sindaco. Per tutto il resto c’è Mastercard.