La mossa di Berretta che guarda già al dopo Fiorletta

La mossa di Maurizio Berretta guarda già alle prossime Comunali. E punta alla creazione di un campo per la successione all'attuale amministrazione. Perché dividersi da Pizzotti? Proprio lui potrebbe essere l'avversario. Le forze in campo

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Giurano che non è vero. Che non erano stati informati prima. E non sapevano che il loro collega Maurizio Berretta stava per staccarsi dal Gruppo consiliare nel quale è stato eletto in maggioranza, per dare vita ad un monogruppo autonomo composto da lui stesso. I capigruppo della altre forze che sostengono il sindaco Piergianni Fiorletta non erano state consultate. Eppure Berretta aveva assicurato il contrario: mettendolo in evidenza per sottolineare la sua correttezza politica. Ripercorriamo i passi.

L’antefatto

Maurizio Berretta

Tutto nasce dalla decisione di Maurizio Berretta che nei giorni scorsi ha lasciato la civica Nuova Ferentino, nella quale era stato eletto insieme al Consigliere Claudio Pizzotti. Le divergenze sono nate subito: così in fretta da poter dire che il Gruppo non sia mai esistito. A dividerli è stato il fatto che Berretta voleva una rappresentanza in Giunta, invece la lista è stata scelta per esprimere il presidente del Consiglio Comunale. Una scelta quasi naturale: Pizzotti aveva ricoperto quell’incarico anche nella precedente Consiliatura e tutti ne avevano apprezzato l’equilibrio.

Al di là delle ambizioni personali: dietro a quelle aspettative c’era anche un gioco di incastri politico. Se uno tra Berretta e Pizzotti fosse stato chiamato in Giunta a fare l’assessore (a prescindere da chi dei due fosse) si sarebbe dovuto dimettere da Consigliere lasciando il posto alla prima dei non eletti nella lista Maria Vittoria Coppotelli. Vicinissima a Berretta.

Così l’altra mattina Maurizio Berretta ha lasciato Nuova Ferentino per creare il monogruppo consiliare Città Futura. Alla domanda perché 2 gruppi da 1 Consigliere dovessero funzionare meglio di 1 Gruppo con 2 Consiglieri ha risposto dicendo che le divergenze interne rallentavano l’azione. Cosa significa: Berretta si sta muovendo a 360 gradi pur non avendo deleghe (sul Centro Alzheimer, sui parcheggi in centro), un attivismo che indica con chiarezza la sua volontà di andare oltre l’attuale ruolo.

Nella dichiarazione alla stampa ripercorreva i passi compiuti, assicurando di avere informato della sua scelta il sindaco e gli altri capigruppo. (Leggi qui: Berretta dimezza il Gruppo e si mette in proprio).

Non lo sapevamo

Claudio Pizzotti

Pizzotti giura che non sapeva di questa mossa. La stessa cosa dice Gianni Bernardini della civica che ha eletto anche Ugo Galassi ed esprime in giunta Piera Dominici. Berretta aveva avvertito per tempo della sua scelta il consigliere Galassi che avrebbe comunicato la cosa al suo Gruppo. Bernardini se l’è presa. Uniti per Ferentino era stata avvisata con un messaggio il giorno precedente, girato a Giuseppe Virgili (coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia).

L’operazione invece è stata anticipata con una decina di giorni d’anticipo durante un pranzo a tre alla civica Raddoppiamo l’Impegno dell’ex presidente del Consiglio provinciale Luca Zaccari. In quell’occasione c’era pure la civica Enea dell’ex consigliere provinciale Alessandro Rea. Secondo alcune fonti l’ex vicesindaco Luigi Vittori (oggi Consigliere provinciale) era stato avvertito, secondo altre invece era all’oscuro. Berretta assicura di averglielo riferito in presenza di terzi.

La differenza? Nessuna sul piano politico: lo spostamento di Berretta dal vecchio gruppo con Pizzotti a quello in cui sta da solo cambia nulla sulle dinamiche d’Aula. Cambia invece la prospettiva futura per il dopo Fiorletta, cioè quando si decideranno i campi con i rispettivi candidati sindaco per la successione all’attuale amministrazione. Che è un unicum extralarge: composta da esponenti del centrosinistra e del centrodestra, eletti da liste civche, non in ossequio all’antipolitica ma per aderire ad un progetto amministrativo e non politico.

Lo scontro in casa

Luigi Pizzotti e Maurizio Berretta

Al momento, nessuno nella maggioranza Fiorletta vuole parlare del dopo. Lasciano aperto il campo ad una riedizione del campo extralarge (senza l’attuale sindaco, indisponibile a concorrere per quello che sarebbe il suo quarto mandato). Altri ipotizzano un ritorno al confronto bipolare tra centrodestra e centrosinistra.

A quella competizione potrebbe partecipare l’ex presidente della Provincia Antonio Pompeo, due volte sindaco, prima di cedere il passo a Fiorletta. Con certezza – e qui l’operazione diventa più comprensibile – ha delle legittime aspirazioni proprio Maurizio Berretta: o con un campo civico o con un campo di centrodestra. L’avversario più accreditato viene indicato in Claudio Pizzotti, cioè il Consigliere eletto con Berretta. Pizzotti è agevolato dal fatto che il consigliere Alessandro Rea (che lo ha superato nelle preferenze alle ultime elezioni) al momento non sembra interessato. Inoltre, su di lui c’è l’interesse di Luigi Vittori, uomo chiave nelle elezioni degli ultimi 25 anni a Ferentino.

Maurizio Berretta dal canto suo dovrebbe fare i conti con le altrettanto legittime aspirazioni di Luca Zaccari (Lega) e di Giuseppe Virgili (Fratelli d’Italia). Che però si sta concentrando sull’esperienza politica extra comunale ed è in una fase nella quale le sue aziende stanno lavorando sempre di più nel Nord d’Italia.

Forza Italia continua a sognare la creazione di un campo guidato da Antonio Pompeo, magari trasferitosi in Forza Italia. Il coordinatore Comunale Pietro Stabile glielo ha proposto senza giri di parole. Ma molto dipenderà dalle linee che usciranno dai congressi cittadini dei Partiti ormai prossimi allo svolgimento.