La Notte Verde di Ceccano: ambiente, politica e un premio che vale un segnale

Sabato 27 settembre piazza Berardi ospita la terza edizione della Notte Verde: dibattiti, musica e il Primo Premio ambientale. Ma dietro la festa c’è una scelta politica: l’assenza di Ruspandini e la presenza di Righini raccontano molto più del programma.

La luna verde torna a splendere su Ceccano. Sabato 27 settembre, dalle 18 alle 2 di notte, Piazza Berardi diventerà il centro vivo di cultura, spettacolo, dibattito politico e dessert sotto le stelle: musica, street food, spettacoli, opinioni e confronti. A impreziosire la serata la consegna del Primo Premio Notte Verde, messo in palio nell’ambito della terza edizione di un evento nato con l’intento di connettere comunità, istituzioni e ambiente.

L’evento è promosso dall’associazione Più Ceccano e dall’ex assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco: si realizza grazie al contributo regionale di 20.000 euro ottenuto con un bando Arsial. Per chi non lo sapesse, Arsial è l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, ente strumentale della Regione che ha il compito di sostenere l’agricoltura, la filiera agro-alimentare, la valorizzazione dei territori, la promozione della sostenibilità ambientale.

Una delle precedenti edizioni della Notte Verde di Ceccano

E poi c’è il tema del SIN, che sta per Siti di Interesse Nazionale ai fini della bonifica: aree vaste del territorio che sono risultate pesantemente contaminate per attività industriali, discariche abusive o altre fonti inquinanti. Sono zone designate dalla normativa italiana perché l’inquinamento rappresenta rischio sanitario e ambientale serio e richiedono interventi coordinati di caratterizzazione, recupero e bonifica.

Il nodo del SIN resta ancora irrisolto: oggi non si sa che fine farà, se verrà davvero bonificato o se addirittura questa classificazione esisterà ancora, tra attese infinite e progetti rimasti sulla carta.

I temi della Notte Verde

L’edizione 2023

La locandina rivela i tre grandi argomenti di discussione, ognuno con i propri ospiti e con il peso di questioni che – per Ceccano e il territorio – non sono astratte.

  1. Coltiviamo il Lazio – Per garantire la sovranità alimentare.
     Si rifletterà su come garantire produzioni locali sicure, come proteggere il diritto al cibo sano e sostenibile, su politiche agricole regionali, filiere corte, lavoro agricolo e sui bisogni delle imprese e dei produttori locali. Tra gli ospiti: Colagiovanni, Maura, Savo, Savone, Cerreto, e con l’assessore regionale Giancarlo Righini che chiuderà il dibattito.
  2. Guarda in alto – La montagna, la sua forza, le sue potenzialità.
     Si parla di territori montani, fragili ma ricchi, del turismo verde, delle comunità montane che rischiano lo spopolamento, della valorizzazione paesaggistica e ambientale, delle opportunità che la montagna può offrire se ben governata.
  3. Oltre il SIN – Un nuovo futuro è possibile.
     Un panel cruciale per chi vive in aree vicine ai Siti di Interesse Nazionale: temi di bonifica, salute pubblica, gestione dei rifiuti industriali, rischi ambientali, la speranza di rigenerazione. Aspettativa che l’intervento pubblico e le istituzioni diano risposta concreta.

Ai saluti istituzionali ci sarà anche il neosindaco Andrea Querqui, che ha accettato l’invito – gesto non scontato, che sottolinea la portata politica dell’evento.

Politica in soffitta? No, tra correnti e assenze

Il senatore Massimo Ruspandini e l’assessore Riccardo Del Brocco

Come sempre, la Cultura non sfugge al confronto politico. Tra gli invitati c’è un assente eccellente: Massimo Ruspandini. Non un nome qualsiasi ma il punto di riferimento di Fratelli d’Italia in Ciociaria, il senatore e poi deputato di Ceccano che negli anni ha incarnato la linea e l’identità del Partito sul territorio. La sua assenza, in un evento di questo peso, non può passare inosservata. Significa qualcosa? Per molti osservatori, sì.

Se le voci verranno confermate, non sarebbe la prima volta che Riccardo Del Brocco e Massimo Ruspandini si trovano su fronti opposti: tra loro ci sono sempre stati tira e molla. Agli inizi cresciuti politicamente insieme, poi arrivò la frattura. Del Brocco scelse di andare contro Ruspandini sostenendo come candidato a sindaco Filippo Misserville e, al ballottaggio, pur di non schierarsi con Massimo Ruspandini, si astenne dando libertà di voto. Insomma, tra i due la politica sembra più una storia d’amore tormentata che un’alleanza di ferro: oggi vicini, domani lontani.

Oggi sembra confermato che Del Brocco abbia preso un’altra strada: non nella corrente di Ruspandini ma piuttosto orientato a quella di Giancarlo Righini. E non è un caso che a chiudere l’intervento sarà proprio Righini, così come non è un caso l’assenza di Ruspandini tra gli ospiti: i segnali politici, a volte, parlano più delle parole.

Il Premio Notte Verde: che cosa significherà davvero

Giancarlo Righini (Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

Sarà dato il Primo Premio Notte Verde, nel corso della serata. Ufficialmente, il premio rappresenta il riconoscimento per l’impegno su temi ambientali, agricoli, del territorio. Ma tra chi frequenta i corridoi della politica si sussurra un’altra verità: quel premio potrebbe diventare il sigillo che Del Brocco apporrà per segnare la sua collocazione politica.

In tanti dicono che verrà consegnato a chi Del Brocco sente vicino, a chi incarna i valori che lui vuole rappresentare ora. Non sarà solo un momento celebrativo: sarà l’ufficializzazione di una scelta, una mossa che non passa inosservata. La Notte Verde promette di essere molto più di una festa: è un banco di prova culturale, ambientale e politico.

Tra sovranità alimentare, montagna, bonifiche, assenze, correnti e selezione degli ospiti, i segni visibili si leggono chiaramente: la cultura torna a intrecciarsi con la politica, e la politica passa di nuovo per le piazze. E forse, è da qui – da quella piazza, dal dibattito, dal premio – che si capirà chi, nella nuova geografia politica locale, raccoglierà il testimone.