La nuova casa di Progresso Fabraterno e l’arte politica del “saper aspettare”

Aperta la sede in pieno centro. In un'epoca di post effimeri, un gruppo di ragazzi sceglie le quattro mura fisiche. Il sindaco Querqui svela un retroscena sulla Giunta. Gli elogi della politica: Progresso è già un caso provinciale, e ora fa gola a molti. Ruggiero passa il testimone

C’era una volta la “Sezione”. Quel luogo quasi mistico, fatto di sedie spaiate, fumo denso, volantini accatastati stampati in house con l’immancabile ciclostile, tavoli sbeccati. Era la vera palestra della politica. Lì si litigava ferocemente, ma lì, soprattutto, ci si formava e si creavano le classi dirigenti. Si imparava l’alfabeto del potere e della militanza. Oggi la politica si è trasferita comodamente online, su bacheche virtuali dove basta un clic per iscriversi. Ma il web, per quanto pervasivo, non sarà mai abbastanza rispetto alla concretezza, al sudore e alla verità di un luogo fisico.

Ecco perché l’inaugurazione della nuova sede dell’Associazione Progresso Fabraterno, nel cuore di Ceccano, non è semplice folklore giovanile. È un atto politico pesantissimo. Aprire quattro mura, una porta e metterci dentro una scrivania significa dire alla città che questo gruppo c’è, resta, cresce e continua a fare sul serio. 

È una decisione forte e coraggiosa, specialmente per una realtà che ha saputo piazzare in Consiglio comunale una consigliera, Federica Pizzuti, ed ha espresso l’assessore più giovane della storia della città: Francesco Ruggiero. Risultati del genere non piovono dal cielo: non sono il frutto del caso, ma di un lavoro massacrante e ostinato.

La fatica, la comunità e la forza del gruppo

Francesco Ruggiero

La giornata di ieri ha sancito un passaggio di consegne fondamentale. Francesco Ruggiero, fondatore, leader e attuale assessore, ha lasciato la presidenza. A raccogliere il testimone è Francesco Pio Pizzuti, già Presidente del Consiglio comunale dei Giovani. Ad affiancarlo ci saranno le vicepresidenti Giada Vitaterna e Angelica Bruni, la segretaria riconfermata Aurora Ramandi, il tesoriere Mario Gigli e Alice Marzilli per la comunicazione social.

Nel suo appassionato discorso, Ruggiero ha riavvolto il nastro. Ha ricordato le origini, quel lontano 22 novembre 2020 , quando in un’Italia paralizzata dal Covid la prima riunione prese vita su un freddo schermo di Google Meet. Nati con pochi mezzi, un gruppo di ragazzini inesperti ma con una fame feroce di esserci.

Ruggiero, togliendosi per un attimo l’abito istituzionale, ha puntato dritto al cuore politico della questione: l’ego. «Progresso non è mai stato il presidente. Progresso è sempre stato il gruppo» ha scandito con chiarezza. Ha ribadito la piena consapevolezza che le che senza quel motore collettivo alle spalle, lui non siederebbe in Giunta: «Senza Progresso, senza questa comunità… io oggi non sarei quello che sono». Ha ammesso le fatiche, la stanchezza, gli errori. «Vi chiedo scusa se in alcune occasioni sono stato troppo testardo, se sono stato brusco» ha confessato. Tutto, però, fatto per la smania di far crescere il gruppo.

Il Consigliere più dell’assessore

Il taglio del nastro della nuova sede

In questa visione corale, ha voluto smontare anche  un falso mito cittadino, esaltando il lavoro silenzioso dell’Aula: «Spesso si fa l’errore di pensare che il ruolo dell’assessore sia quello più importante. Ma non è così… Il lavoro vero… lo fa il consigliere comunale». E qui è scattato il ringraziamento totale a Federica Pizzuti, definendo il suo lavoro in Consiglio «fondamentale» e «incredibile».

Il passaggio più denso del discorso, quello che spiega l’anatomia di questo successo elettorale, è prettamente umano. Ruggiero, visibilmente commosso, ha ricordato quale motivo lo abbia spinto a continuare, anche quando tutto risultava difficile oltre ogni aspettativa: “Ho sentito genitori dirmi che Progresso è stata l’ancora di salvezza per i loro figli. Nulla di cui io vada più orgoglioso ed ha aggiunto che la sede sarà intitolata a chi viaggia in direzione ostinata e contraria” omaggiando Fabrizio De Andrè.

Insomma una comunità umana, prima ancora che politica. Ed è proprio su questo terreno dei valori che Ruggiero ha piazzato, nel suo post, un messaggio: ha augurato ai suoi ragazzi di seguire sempre i buoni esempi, di guardare a chi fa politica e associazionismo per passione reale e non per inseguire opachi interessi personali. 

A disposizione del progetto

La sezione di Progresso Fabraterno

Un momento di profonda maturità istituzionale si è toccato quando Ruggiero ha rivolto un ringraziamento speciale a tutti quei candidati che si sono messi a disposizione del progetto pur sapendo che, con molta probabilità, non sarebbero riusciti a entrare in Consiglio. Un passo compiuto per puro spirito di squadra, che l’assessore ha voluto celebrare definendolo, senza mezzi termini, come la più alta forma di politica.  

È da questa generosità collettiva che sono nati i successi di questi anni: a partire dal risultato eccezionale di Andrea Querqui alle elezioni Regionali, fino alla clamorosa vittoria per il rinnovo del Consiglio comunale dei Giovani, capace di espugnare la maggioranza assoluta con una sola lista contrapposta alle tre corazzate schierate dal centrodestra locale. Una marcia trionfale che ha trovato il suo naturale compimento lo scorso maggio, quando il movimento si è attestato come la terza forza della coalizione vincente sfiorando  la soglia di quasi mille voti. Un exploit da veterani della preferenza, ma ottenuto da una squadra nata dal basso e con un’identità anagrafica ben precisa: un’età media di appena 26 anni.

L’abbraccio tra Andrea Querqui e Francesco Ruggiero

L’ultimo monito, dopo aver ringraziato il sindaco Querqui per essere stato un punto di riferimento per il gruppo, è stato rivolto al neo presidente Pizzuti e al direttivo: un richiamo alle origini e alla responsabilità di non smarrire mai lo spirito con cui tutto è cominciato. «Non dobbiamo perdere la nostra caratteristica più grande: l’umiltà». Ha intimato ai suoi di continuare a stare tra la gente, a sporcarsi le mani, a discutere e a rimanere gruppo. Perché da quello schermo vuoto di Google Meet alla sede in centro con una storia, un presente e un futuro , il bilancio è netto: «Lasciatemelo dire: ne è valsa la pena».

La rivelazione del sindaco: l’alta disciplina politica

E qui entra in gioco il peso amministrativo di Progresso. Durante l’inaugurazione, il sindaco Andrea Querqui ha svelato un retroscena illuminante sulle trattative per la formazione della Giunta. Si sa, in quei tavoli volano coltelli per un posto. 

Andrea Querqui

Il sindaco Andrea Querqui ha voluto tessere pubblicamente l’elogio più grande a Progresso Fabraterno, esaltando una dote che nella politica è ormai merce rarissima: l’arte del saper aspettare. Il primo cittadino ha sottolineato la straordinaria maturità di un gruppo che, forte di quasi mille voti e del peso di terza lista della coalizione, ha scelto consapevolmente di non chiedere nulla, quando avrebbero potuto chiedere molto di più. Una decisione lucida, mossa non dal disimpegno, ma dalla reale e profonda consapevolezza di voler fare esperienza e crescere davvero. Un atteggiamento esemplare che Querqui ha applaudito apertamente, riconoscendo in questo “passo di lato” un segno di assoluta intelligenza politica che trasforma l’attesa in una formidabile semina di credibilità per il futuro della città.

La “falange” pronta alla guerra

A suggellare questa sintonia totale è arrivato un post del sindaco: «Chi l’ha detto che i giovani non vogliono impegnarsi? Vedere giovani che scelgono di partecipare… è sempre un segnale politico positivo, a noi un po’ più grandi spetta il compito di accompagnarli».

Ma dietro la narrazione, c’è il dato reale. Querqui sa di avere in mano un’arma formidabile. Nello spietato scacchiere locale, sa di poter contare ciecamente sull’assessore Ruggiero, sulla consigliera Pizzuti e su un esercito giovanile dal potenziale enorme. Per un sindaco, avere una falange di questa portata vicinissima a sé è un’assicurazione sulla vita politica. Se ci fosse da “andare in guerra” per difendere la maggioranza, Querqui sa che loro scenderebbero in trincea al suo fianco senza esitare. Un vantaggio tattico che pochissimi sindaci possiedono.

L’eco provinciale: da De Angelis a Migliorelli

Il fenomeno Progresso non è più confinato a Ceccano. Lo certifica la presenza del PD. Il segretario provinciale Achille Migliorelli ha definito Ruggiero «un fratello», ricordando il comune percorso in Primavera Studentesca. Ancora più pesante la discesa in campo del Presidente regionale Pd Francesco De Angelis. Che un leader del suo calibro si presenti nella sede di un’associazione giovanile è il segnale definitivo: i numeri di Progresso fanno gola a molti dirigenti navigati.

La consacrazione è arrivata da un parterre trasversale. Dal consigliere Colombo Massa (Alleanza Verdi Sinistra) che ha commosso ricordando Salvatore Raoni. Da Pino Malizia (Nuova Vita). Dall’assessore Francesca Ciotoli e dalla Presidente del Consiglio Emanuela Piroli, omaggiata da Ruggiero per avergli dato spazio agli esordi. Fino al sigillo di Pierfrancesco Pizzutelli (Rete degli Studenti Medi): «Quello che avete qui, noi a Frosinone ce lo sogniamo».

Oggi Progresso fa gola a tanti. È un serbatoio di voti e un vivaio disciplinato. In molti iniziano a strizzare l’occhio a questi ragazzi. Lasciarseli scappare sarebbe un errore fatale per il centrosinistra. Loro, intanto, si sono presi la loro sede, hanno chiuso la porta alle spalle e continuano a crescere. Con i piedi per terra, ma con la testa già alla prossima battaglia.