Ad Anagni senza pace l'associazione. Il direttivo ha deciso per l'espulsione del consigliere comunale di Idea Anagni Guglielmo Vecchi per via di alcune esternazioni ritenute lesive nei confronti degli organi dirigenti. Per quanto riguarda la proposta di querela si è preso tempo. Ma il nodo resta politico: sullo sfondo la mancata staffetta in giunta e le ambizioni da sindaco di Carlo Marino. Si aspetta il ritorno dalla vacanze di Natalia per provare a sbrogliare una matassa che sta mettendo in difficoltà la maggioranza
Due ore di riunione, a tratti concitata, pur senza arrivare allo scontro aperto che in molti paventavano. Si è chiusa con un risultato concreto e con un altro rimasto in sospeso, in attesa del rientro del primo cittadino, attualmente in vacanza, l’attesissima seduta del direttivo della Pro Loco di Anagni, tenutasi mercoledì sera nella sede di piazza Innocenzo III.
Un appuntamento chiamato a sbrogliare una matassa complessa, legata alle recenti prese di posizione di Guglielmo Vecchi. Il Consigliere comunale di Idea Anagni è infatti entrato da tempo, come esponente della Pro Loco, a gamba tesa sulle dinamiche dell’associazione, mettendo in discussione l’operato del direttivo.
Il caso-Vecchi tra querela e espulsione

Proprio per questo, all’ordine del giorno figuravano due questioni centrali: la proposta di una querela nei confronti di Vecchi e la richiesta del suo allontanamento dalla Pro Loco per via delle esternazioni ritenute lesive della dignità del direttivo stesso. Su questo secondo punto l’organo esecutivo si è espresso favorevolmente: ora, come da statuto, spetterà all’assemblea dei soci esprimersi e ratificare la decisione. Per quanto riguarda la querela, invece, non c’è ancora l’ufficialità, anche se l’orientamento emerso sembra andare proprio in quella direzione.
La riunione, lunga e articolata, ha confermato in modo plastico ciò che era già evidente da tempo: la Pro Loco è diventata il principale teatro di scontro di una profonda frattura interna alla maggioranza di centrodestra che governa Anagni, guidata dal sindaco Daniele Natalia. Ed è per questo che ora tutti guardano con apprensione al rientro del primo cittadino dagli Stati Uniti, previsto per domani. Tra le varie rogne che Natalia si troverà a dover disinnescare al suo ritorno,questa è senza dubbio una delle più spinose.
La bufera nata dalla vicenda Savone

La bufera che ha come epicentro Vecchi trae origine da un’altra querelle che ha travolto un membro dell’associazione, Fabrizio Savone, di cui è stato chiesto l’allontanamento con la motivazione del mancato pagamento della quota associativa annuale e delle assenze a diverse assemblee. Spiegazioni che, seppur ineccepibili dal punto di vista formale, per molti rappresentano solo un pretesto per coprire il reale motivo della spaccatura.
Da un lato c’è Savone, che rappresenta una corrente minoritaria della Pro Loco legata politicamente al gruppo consiliare che fa riferimento a Guglielmo Vecchi e alla lista Idea Anagni; dall’altro, la maggioranza del direttivo guidata dal presidente Augusto Terilli, considerato da più parti molto vicino all’assessore alla cultura, Carlo Marino. L’intransigenza mostrata nei confronti di Savone (che non ha partecipato alla riunione di mercoledì ma ha inviato una lettera in cui si dissociava apertamente dalle posizioni assunte dal direttivo nei confronti di Guglielmo Vecchi) ha poi scatenato la dura reazione polemica di Vecchi, innescando l’effetto domino.

Ecco perché, in attesa che l’assemblea si pronunci sull’allontanamento di Vecchi dalla Pro loco e che sciolga il nodo della querela, diventa fondamentale il confronto con il sindaco, che viene dato già per fissato già a poche ore dal suo sbarco in Italia. Il quadro è reso ancora più complesso dal fatto che, all’interno di questo chiarimento, si intreccerà inevitabilmente un’altra questione scottante: il rispetto del patto sulla “staffetta”, ossia l’alternanza in Giunta tra la lista di Forza Italia e quella di Idea Anagni.
La palla passa al sindaco Natalia: in ballo la staffetta
Si tratta, come noto, di un accordo siglato nel 2023 per garantire gli equilibri interni della coalizione. L’avvicendamento è stato applicato solo nel primo anno, con la staffetta tra Anna De Lellis e Chiara Stavole, per poi bloccarsi, con la Stavole rimasta saldamente al suo posto. È del tutto probabile che gli esponenti di Idea Anagni torneranno a pretendere in modo perentorio il rispetto degli accordi, sia per far valere il proprio peso politico sia per reagire alle recenti fibrillazioni esplose in seno alla Pro Loco.

Resta da capire in che modo Natalia riuscirà a disinnescare una grana che rischia di minare la tenuta stessa della maggioranza. Per diversi osservatori, infatti, la chiave di lettura politica è semplice: l’atteggiamento all’interno della Pro Loco sarebbe funzionale a misurare i rapporti di forza a favore dell’assessore Carlo Marino, in vista di una sua possibile candidatura a sindaco per il centrodestra alle elezioni comunali del 2028.
Un’autocandidatura prematura che incontra forti resistenze non solo nell’area di Idea Anagni (e quindi di Vecchi e Savone), ma anche tra i banchi della Lega e di Fratelli d’Italia. Non a caso, durante l’assenza del sindaco, si sono moltiplicate le indiscrezioni su vertici e assemblee trasversali tra vari settori della maggioranza, con l’obiettivo di riposizionarsi sullo scacchiere politico in vista della composizione dei futuri schieramenti. Una guerra di posizione che, a quanto pare, è soltanto all’inizio.



