La promessa di Rocca ferma la protesta: Ceccano sospende il presidio e aspetta

Il governatore Francesco Rocca annuncia l'impegno per la Casa di Comunità di Ceccano. Il sindaco Andrea Querqui sospende il presidio permanente, mentre la politica si prepara alla contesa sui meriti di una battaglia ancora tutta da tradurre in atti concreti.

Volevano un impegno scritto, si sono accontentati di una promessa pubblica assunta in Aula ieri sera. Nel corso della seduta straordinaria del Consiglio Regionale del Lazio dedicata alla situazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, è stato affrontato il tema del presidio sanitario di Ceccano. Il dibattito ha registrato l’impegno da parte del Presidente della Regione, Francesco Rocca, per l’istituzione della Casa di Comunità nella cittadina fabraterna, annuncio a cui ha fatto seguito la decisione dell’Amministrazione comunale di sospendere il presidio permanente. (Leggi qui: L’ affondo di Rocca su Ceccano: “Servizi salvi e 7 medici. Querqui fa baccano”. E qui: «Presidente, l’hanno informata male. Ora firmi la delibera e togliamo le tende»).

Il clima in Aula

Francesco Rocca

La seduta alla Pisana è stata caratterizzata da una massiccia partecipazione istituzionale, con moltissimi amministratori locali e sindaci giunti ad assistere ai lavori indossando la fascia tricolore. Il dibattito consiliare ha visto susseguirsi gli interventi di quasi tutti i rappresentanti della minoranza, mentre non si sono registrate prese di parola da parte dei consiglieri di maggioranza.

A tracciare il quadro complessivo è stato il Presidente Francesco Rocca che, detenendo anche la delega alla Sanità, in un lungo e lucido discorso durato quasi un’ora ha illustrato l’operato della Regione. 

Il Governatore ha citato diverse situazioni specifiche della provincia di Frosinone, tra cui proprio il caso di Ceccano, che ha visto la partecipazione in Aula di una delegazione composta dal sindaco Andrea Querqui e dalla consigliera delegata alla sanità Cristina Micheli.

Francesco Rocca con Alessio D’Amato (Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

L’intervento di Rocca ha vissuto diversi momenti di tensione ed è stato interrotto a più riprese dalle opposizioni. Un primo scontro si è verificato con l’ex assessore alla sanità Alessio D’Amato: nel corso del botta e risposta, Rocca si è rivolto all’esponente dell’opposizione chiamandolo “ammazzone“, per poi presentare le proprie scuse per l’espressione utilizzata. Il riferimento è ad un episodio che risale a quasi vent’anni fa quando Alessio D’Amato venne sottoposto ad accertamenti per avere finanziato la fondazione per l’amicizia tra Italia ed Amazzonia. (Leggi qui: Fondi per l’Amazzonia, D’Amato condannato attacca i giudici).

Successivamente, proprio durante i passaggi dedicati alla sanità in terra ciociara, si è registrato un ulteriore scontro con la consigliera del Partito Democratico Sara Battisti, la quale ha provato ad interrompere il Presidente per reclamare sulle dichiarazioni rese.

Gli interventi su Ceccano 

Sara Battisti

Entrando nel merito della vertenza cittadina, la questione è stata sollevata in Aula prima del discorso del Governatore attraverso gli interventi dei consiglieri Valerio Novelli (M5S), Sara Battisti (PD), Marietta Tidei (IV) e Claudio Marotta (SCE). Rocca ha poi affermato che “Ceccano avrà la Casa di Comunità“, pur non indicando al momento una data o tempistiche specifiche per la delibera.

Il Presidente ha difeso l’operato della giunta, sottolineando come siano stati fatti “interventi importanti sulla provincia di Frosinone“, e ha definito “strumentale” e “solo politicizzata” la polemica sollevata dal primo cittadino fabraterno. Il Governatore ha inoltre fatto riferimento al passato, sostenendo che l’originaria decisione di localizzare la struttura ad Amaseno fu presa dalla precedente amministrazione per ragioni politiche, essendo all’epoca guidata da un sindaco del Partito Democratico (Antonio Como).

Francesco Rocca

Inoltre resta anche il botta e risposta con il presidente della Regione, Francesco Rocca. Il governatore, infatti, ha invitato il sindaco a “pensare al cimitero“, in quella che appare come la seconda stoccata sul tema del camposanto. Non solo: Rocca ha rivendicato il lavoro della Regione, sostenendo di aver trovato una programmazione carente e di averla riorganizzata, rilanciando gli interventi grazie all’azione della sua amministrazione.

La sospensione della protesta 

A margine dei lavori, il Sindaco di Ceccano Andrea Querqui ha affidato a un comunicato stampa la posizione dell’Amministrazione, esprimendo “soddisfazione per l’impegno assunto dal Presidente della Regione Lazio” e definendolo un passo atteso da tempo.

A seguito di tali rassicurazioni, Querqui ha comunicato la scelta di smobilitare temporaneamente la protesta in piazza: “Abbiamo deciso di sospendere il presidio, non di annullarlo. Restiamo vigili: se a settembre non riceveremo le garanzie necessarie sui servizi e sui tempi, procederemo con ulteriori iniziative. Le parole contano, ma per noi contano ancora di più i fatti“.

Nel documento, il Sindaco ha ringraziato i cittadini per il supporto e ha rivolto un esplicito ringraziamento ai consiglieri di opposizione (Battisti, Marotta, Tidei, Novelli e Leodori) per aver sostenuto le ragioni della comunità in Aula.

La nota di Fratelli d’Italia 

Daniele Maura

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Daniele Maura, che tramite i propri canali social ha commentato l’esito della seduta rivendicando l’impegno dell’attuale maggioranza: “La Casa di Comunità di Ceccano grazie a noi si farà. Non era programmata dal centro sinistra e noi la faremo“.

Maura ha confermato le rassicurazioni fornite dal Presidente Rocca e ha criticato le modalità della protesta locale: C’è chi ha scelto di fare politica sulla sanità e sul dolore delle famiglie. Noi, invece, continuiamo a lavorare con serietà, responsabilità e risultati concreti. Le polemiche lasciano il tempo che trovano, mentre gli impegni vengono mantenuti“.

ll giorno dopo: la corsa ai meriti e il ruolo della comunicazione

(Foto: Regione Lazio Press Service)

Cosa succederà ora? È ovvio, ed è fin troppo facile prevedere, che si aprirà la classica gara per intestarsi il risultato. Con le tende smontate e una promessa sul tavolo, ognuno cercherà inevitabilmente di portare l’acqua al proprio mulino, dichiarando che il merito di questa svolta appartiene alla propria parte politica. 

In un quadro del genere a giocare un ruolo dal peso specifico enorme sarà, senza dubbio, la comunicazione. Perché in politica, specialmente al termine di una vertenza così intricata, chi riuscirà a mettere in campo una buona strategia comunicativa vincerà, di fatto, la battaglia narrativa davanti al popolo. 

Non è un passaggio scontato, tutt’altro. È esattamente in questi contesti, fatti di rassicurazioni verbali, attese e polemiche incrociate, che si verifica concretamente quanto la comunicazione possa essere non solo valida, ma di importanza vitale e tempestiva. Chi saprà spiegare meglio i fatti, costruendo la narrazione più chiara ed efficace agli occhi dell’opinione pubblica, riuscirà a trasformare questa complessa vicenda in un reale capitale politico.

Chi ha vinto davvero? Quando a trionfare è solo Ceccano

Andrea Querqui

Siamo giunti, forse, all’epilogo di una lunga e aspra battaglia, e alla fine qualcuno dovrà pur stabilire chi l’ha vinta. Da una parte c’è il sindaco Andrea Querqui e la sua amministrazione che, vuoi o non vuoi, hanno condotto la loro lotta per difendere e salvaguardare il proprio popolo. Dall’altra c’è Fratelli d’Italia e il governatore Francesco Rocca che, dal canto loro, hanno tenuto il punto, difeso la linea e fatto capire che la polemica del primo cittadino fosse puramente strumentale e politicizzata. 

Ora, com’è ovvio, partirà la corsa ai meriti, ma se le cose dovessero andare veramente come promesso  – ovvero se seguirà una delibera di giunta che trasformerà la struttura in Casa di Comunità salvaguardando tutti i servizi attualmente presenti – a vincere non saranno né l’una né l’altra parte che si sono date battaglia. A vincere saranno stati i cittadini e Ceccano. Una città che per troppi anni è stata privata di una sanità all’altezza, assistendo alla chiusura di due ospedali e a politiche sanitarie che non l’hanno certo tutelata.