La Provincia ritrova la sua identità politica ed amministrativa

Tra bilancio, benefit ambientali, riforme tributarie e aggiornamenti contabili, l'ultima seduta del consiglio ha restituito l’immagine di un Ente che, in un’epoca di Province dimenticate, si è ritagliato un equilibrio ed un ruolo all'interno della riforma Delrio

Niente urla, nessuna barricata: il Consiglio Provinciale di Frosinone convocato ieri dal presidente Luca Di Stefano ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno. Sono passati con approvazioni nette, senza polemiche o tentennamenti. Ma, attenzione, non si è trattato di meri atti tecnici. Anzi. Tra bilancio, benefit ambientali, riforme tributarie e aggiornamenti contabili, la seduta ha restituito l’immagine di un Ente che, in un’epoca di Province dimenticate e che stavano per essere abolite, ha trovato invece un suo equilibrio ed un suo ruolo all’interno della riforma Delrio.

Benefit ambientale: il principio di equità che vale 2%

Il punto più “politico” riguarda la proposta di legge regionale per il riconoscimento del cosiddetto benefit ambientale. Tradotto: chi accoglie i rifiuti ha diritto a essere risarcito, anche se i rifiuti arrivano da fuori provincia. Il principio, già sancito nella legge regionale, viene ora rafforzato: il 2% della tariffa dovrà tornare ai territori che sopportano l’impatto. Una battaglia di giustizia territoriale, che pone la Provincia di Frosinone all’avanguardia in tema di compensazione ambientale. Mentre altri si limitano a protestare, a Frosinone si prova a prendere la contromisura.

Luca Di Stefano, presidente della Provincia

Altro tema interessante: l’usucapione a favore della Pubblica Amministrazione. La delibera approvata mira a far diventare legittima – e soprattutto definitiva – l’occupazione di aree da parte dell’Ente per servizi pubblici, quando questa dura da oltre vent’anni. Niente più contenziosi infiniti né emorragie di bilancio per situazioni ormai consolidate. Non si aggira la legge, la si interpreta nell’interesse comune.

Il PNRR (quando funziona davvero)

I fondi del PNRR sono spesso intrappolati tra burocrazia e ambizioni frustrate, la Provincia di Frosinone intercetta oltre 900mila euro per la digitalizzazione grazie al progetto nazionale “Abilitazione al Cloud”. Un bel colpo, che conferma capacità progettuale e visione. Parola d’ordine: modernizzare. Lo ha sottolineato lo stesso Di Stefano, consapevole che oggi non bastano i ponti e le strade: servono reti informatiche e servizi intelligenti per far funzionare le istituzioni.

Confermate le aliquote tributarie: RC Auto, IPT, TARSU. Nessun aumento, nessun ritocco, nessuna sorpresa. Alla faccia delle pubblicità con l’assicurazione auto che rincara in continuazione: questa volta non sarà colpa della provincia, alla quale va una percentuale delle assicurazioni. Frosinone ha detto no all’aumento della suo quota.

Anche sul piano delle regole interne, il Consiglio si è mosso con intelligenza. L’aggiornamento del Regolamento di Contabilità introduce novità puntuali, come l’uso tracciato della carta di credito provinciale e un potenziamento del ruolo dei Revisori. Si parla tanto, altrove, di “trasparenza”. Qui la si implementa.

Una politica sobria, quasi democristiana

Luca Di Stefano

Lo stile? Sottotraccia, pragmatico, persino un po’ democristiano nel senso migliore del termine. Nessuna grandeur, nessun hashtag. Solo atti approvati, risorse intercettate, conti in ordine. Di Stefano lo ha ribadito nel suo intervento conclusivo: “Continuiamo a lavorare ogni giorno per una Provincia efficiente, moderna e vicina ai Comuni“. E non è solo retorica.

Da sempre la Provincia di Frosinone ha lavorato per cercare un ruolo nella riforma e non ridursi ad un ente in cerca d’autore. Piazza Gramsci conferma che le province possono ancora essere utili, se ben amministrate. Non cambieranno il mondo, ma possono migliorare la vita dei territori. Un compito modesto, forse. Ma oggi, anche solo il buon senso, è rivoluzionario.