Il Lazio scommette sulle città fortificate per la Capitale della Cultura 2028

Via libera dal Consiglio regionale al sostegno politico ed economico per la candidatura di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli. Un progetto che unisce storia e futuro, puntando a trasformare la Ciociaria in laboratorio culturale e turistico.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Il Ministero della Cultura ha aperto il percorso verso la designazione della Capitale Italiana della Cultura 2028: tra le 25 città italiane che hanno manifestato interesse, spicca  per la Ciociaria con Anagni, capofila di una cordata che coinvolge anche Alatri, Ferentino e Veroli

Un progetto ambizioso che punta a valorizzare il patrimonio storico, artistico e identitario della provincia di Frosinone, rilanciando l’economia e il turismo del territorio attraverso la cultura. (Leggi qui: Capitale della Cultura, la sfida delle Città Fortificate per un grande rilancio).

Volano di sviluppo

Il titolo di Capitale Italiana della Cultura, assegnato annualmente dal Ministero, mira a promuovere politiche pubbliche innovative basate sulla cultura come leva di crescita, inclusione e rigenerazione urbana. Le città selezionate negli anni precedenti — da Matera a Procida, da Parma a Pesaro — hanno dimostrato come questo riconoscimento possa trasformarsi in un volano per lo sviluppo locale, attirando investimenti, visitatori e nuove opportunità.

Le precedenti edizioni della Capitale della Cultura infatti hanno dimostrato come questo riconoscimento possa cambiare il destino di un territorio: aumento dell’occupazione culturale e turistica, riqualificazione urbana, maggiore visibilità mediatica e crescita dell’indotto.

Entro la fine del mese di settembre 2025, i Comuni interessati dovranno presentare un dossier dettagliato contenente il progetto culturale, le strategie di sviluppo territoriale, il piano di sostenibilità economica e gli obiettivi attesi. La proclamazione della città vincitrice avverrà entro marzo 2026.

Il sostegno della Regione Lazio

A rafforzare le ambizioni delle città laziali, il Consiglio regionale, nella seduta d’aula di questa settimana, ha approvato una mozione che impegna la Giunta a sostenere le candidature delle 3 città del Lazio che hanno presentato la domanda: Anagni e le città fortificate, Tarquinia e Pomezia

Presentata dalla Consigliera Roberta Della Casa e sottoscritta da Daniele Maura, Daniele Sabatini e Luciano Crea (presidente della Commissione Cultura), la mozione prevede non solo supporto politico ma anche risorse economiche da destinare alla città vincitrice nel primo bilancio utile.

Un segnale forte che arriva in un momento cruciale per la costruzione dei dossier e che testimonia la volontà della Regione di investire concretamente nella valorizzazione del patrimonio culturale del Lazio.

Le città fortificate

I sindaci delle Città Fortificate firmano il protocollo per la Capitale della Cultura 2028

La candidatura di Anagni non è isolata: la città dei papi si presenta come capofila di una rete territoriale che include Alatri, Ferentino e Veroli — autentici scrigni di storia, arte e spiritualità, uniti da un comune denominatore: sono tutte antiche città fortificate. 

Anagni dunque con il suo centro storico intatto, le sue basiliche medievali, il Palazzo di Bonifacio VIII e una rete museale in espansione, ha deciso di candidarsi come simbolo di una Ciociaria che guarda al futuro attraverso la valorizzazione delle proprie radici. Al suo fianco, città con altrettanta forte identità storica e culturale, come Alatri, Veroli e Ferentino, unite in una cordata territoriale che vuole rappresentare l’intera area del basso Lazio.

Un’alleanza strategica, dunque,  che punta a mettere a  sistema le eccellenze della Ciociaria, valorizzando il patrimonio medievale, le tradizioni locali, i percorsi enogastronomici e le risorse paesaggistiche.

La scommessa sul turismo

Le bandiere a mezz’asta sul palazzo della Regione

Il riconoscimento come Capitale Italiana della Cultura per Anagni – Alatri – Ferentino – Veroli, potrebbe rappresentare una importante opportunità per l’intera provincia di Frosinone: incremento del turismo, riqualificazione urbana, nuove opportunità per le imprese culturali e creative e una ritrovata centralità nel panorama nazionale.

La candidatura delle quattro città fortificate si configura come un progetto di rilancio territoriale, capace di coniugare identità e innovazione, memoria e visione. Un’occasione da non perdere che potrebbe trasformare la Ciociaria in un laboratorio culturale a cielo aperto. La Regione Lazio ci crede.

 Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho, una volta ha detto: “Credo che solo una cosa renda impossibile la realizzazione di un sogno: la paura di fallire!”