La Regione Lazio scommette su Trisulti: un polo culturale per la Ciociaria

L'ente ha approvato un piano strategico per il rilancio dell'antico monastero. Stanziati oltre 500 mila per le annualità 2025-2026. L'obiettivo ambizioso è quello di rendere la Certosa autonoma e sostenibile, senza più relegarla a semplice bene monumentale

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

La Certosa di Trisulti non sarà più soltanto un monumento che si contempla in silenzio. Diventerà un luogo che respira, che accoglie e che racconta. Dal chiostro ai boschi che la circondano, tutto potrà diventare parte di un grande palcoscenico culturale, dove la storia dialoga con l’arte e la memoria con l’innovazione.

Con la delibera n. 817 pubblicata oggi sul Bollettino Ufficiale, la Regione Lazio ha acceso la miccia di questa trasformazione approvando il nuovo Piano strategico di sviluppo culturale 2025-2026. Sul piatto oltre mezzo milione di euro, destinati a scrivere una pagina nuova per il complesso di Collepardo: spettacoli, laboratori, iniziative che restituiscano alla Certosa il suo ruolo originario di centro di comunità ma con lo sguardo rivolto al futuro.

Non più quindi soltanto una cartolina da ammirare, ma un organismo vivo che si intreccia con il territorio e ne diventa motore. La rinascita di Trisulti è una promessa: che i luoghi non restino prigionieri della loro bellezza ma possano trasformarla in energia condivisa.

Il piano per Trisulti nel dettaglio

Un’immagine suggestiva della Certosa di Trisulti

Il piano prevede una serie di azioni concrete, finanziate con risorse regionali ripartite tra il 2025 e il 2026. È previsto:

  • 54mila euro per l’elaborazione del nuovo piano di comunicazione
  • 26mila 200 euro per l’attuazione di quel piano nel 2025;
  • 50.000 euro per l’attuazione del piano nel 2026;
  • 109mila e 800 euro per le visite guidate sia nel 2025 che nel 2026;
  • 62mila euro per presìdi di vigilanza e accoglienza
  • 64mila 350 euro per fare la stessa cosa nel 2026;
  • 30mila e 500 euro per attività didattiche;
  • 10mila euro per altri costi di gestione sia nel 2025 che nel 2026.

In totale 292.500 per il 2025 e 264.650 euro per il 2026, per un impegno complessivo di 557.150 euro. Il piano si inserisce nel nuovo corso avviato a giugno 2025 con l’introduzione del biglietto d’ingresso (5 euro, con riduzioni e abbonamento annuale da 10 euro).

Le novità più attese

L’interno della chiesa della Certosa (Foto © Alberto Bevere)

Il piano prevede una serie d’iniziative che dovrebbero valorizzare e rilanciare la Certosa. Stiamo parlando della riapertura al pubblico della Sala Capitolare e del Chiostro piccolo, finora chiusi, che arricchiranno il percorso di visita; il potenziamento dell’accessibilità per persone con mobilità ridotta, con percorsi senza barriere.

Sarà ampliata l’offerta culturale con eventi, mostre, residenze artistiche, attività didattiche legate all’erboristeria monastica e al patrimonio naturale circostante; un forte legame con il territorio, inserendo la Certosa nel Cammino delle Abbazie e nel rilancio di Collepardo come “paese delle erbe”.

La parabola della Certosa di Trisulti

Benjamin Harnwell e Steve Bannon

La Certosa di Trisulti, fondata nel XIII secolo, ha vissuto negli ultimi anni una parabola mediatica e politica intensa. Dopo l’assegnazione controversa all’Humanitas Dignitate Institute di Benjamin Harnwell ed il controverso progetto di Steve Bannon che intendeva farne l’accademia per formare i gladiatori del sovraniosmo mondiale, il sito è tornato sotto la gestione pubblica grazie all’intervento del Ministero della Cultura e della Regione Lazio.

La delibera attuale segna un punto di svolta: da simbolo di tensioni ideologiche a polo culturale aperto alla cittadinanza. La decisione della Regione Lazio non è solo culturale dunque, ma anche politica.

Un laboratorio culturale

La Certosa torna al centro di una strategia che punta a coniugare conservazione e sviluppo economico. La scelta di investire somme ingenti e di introdurre il ticket d’ingresso segna la volontà di rendere il complesso autonomo e sostenibile, senza più relegarlo a semplice bene monumentale, ma trasformandolo in un volano turistico ed economico per la provincia di Frosinone.

Uno scorcio della Certosa di Trisulti (Foto: AG IchnusaPapers)

Trisulti non sarà più un monastero silenzioso ai margini della vita pubblica, ma un laboratorio culturale a cielo aperto, simbolo della nuova identità turistica della Ciociaria.

Come disse un vecchio critico d’arte: “I monumenti e i musei vanno fatti vivere: devono produrre cultura, ma anche reddito. Altrimenti si trasformano in rami secchi e muoiono e con loro muore anche quello che ci rende umani: il ricordo, il sogno, la voce di chi ha vissuto prima di noi e ci ha lasciato la bellezza come eredità”.