La rinascita del Teatro Romano simbolo di una nuova visione della città

Il Comune di Ferentino inaugurerà tra il 15 e il 23 settembre l'antico monumento dopo un importante restauro. In programma una serie di manifestazioni tra cui un convegno ed il concerto di Danilo Rea. "E' il pilastro della nostra prospettiva politico-amministrativa: investire nella cultura per valorizzare il territorio e creare nuove opportunità", ha detto il consigliere Luca Zaccari

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Ferentino riaccende i riflettori sulla sua storia. E lo fa nel modo più spettacolare possibile: con un sipario che si alza dopo duemila anni. Il Teatro Romano – per secoli sepolto sotto i “si dice” ed i “prima o poi” – si prepara finalmente a tornare protagonista.

Lo farà tra il 15 e il 23 settembre, con una settimana di eventi, riflessioni e musica colta. Il clou sarà il 17 settembre con il concerto di Danilo Rea, preceduto da un convegno che chiamerà a raccolta autorità locali e nazionali, ministri presenti e passati. Il tutto nel nome di un sogno diventato realtà dopo trent’anni di battaglie politiche, impegno civico e – va detto – una buona dose di testardaggine ciociara. Perché se l’Antica Roma ha insegnato qualcosa, è che le grandi opere hanno bisogno di visione. E di tempo. Ma quando arrivano, fanno la Storia.

Il recupero del Teatro Romano è stato possibile soprattutto grazie alla testardaggine del sindaco Piergianni Fiorletta che ne ebbe la visione durante i suoi primi due mandati oltre vent’anni fa. E grazie anche al lavoro portato avanti poi dal suo successore Antonio Pompeo che andò letteralmente a caccia di un finanziamento di 2 milioni di euro ottenuto tramite l’allora ministro della Cultura Dario Franceschini.

Un successo di tutti

Luca Zaccari

Luca Zaccari, consigliere comunale con delega alla Cultura, ripercorre le tappe di questo lungo percorso.Sono almeno 30 anni che si parla del Teatro Romano a Ferentino anche se l’impulso decisivo c’è stato con la seconda legislatura di Piergianni Fiorletta. È un suo pallino. Va detto con onestà che tutti hanno contribuito in questi anni a rendere realtà un sogno che sembrava impossibile – spiega Zaccari È vero che c’è stato il finanziamento ottenuto tramite l’allora ministro Dario Franceschini. Erano gli anni in cui il Pd ciociaro contava molto e la congiunzione Governo-Regione-Provincia-Comune è stata fondamentale. Non dimentichiamo che era senatore un certo Francesco Scalia”.

È quasi un’opera collettiva: anche il Fondo Ambiente Italiano ha avuto un ruolo con la sua sezione Giovani.

Vero. Nci abbiamo creduto e tanto. Poi una cosa che mi piace sottolineare ma di cui quasi nessuno parla è proprio l’azione fatta dal FAI giovani guidato allora a livello provinciale da Alessandro Cocco di Ferentino che nel 2016 raccolse miglia di firme e pose l’attenzione ai ministeri competenti sul Teatro Romano di Ferentino”.

Il “foro” della città

Qual è l’importanza politica ed amministrativa del Teatro Romano?
Il Teatro Romano di Ferentino

E’ un simbolo della nostra visione amministrativa: investire nella cultura per valorizzare il territorio e creare nuove opportunità per la città.

La riapertura è più un atto amministrativo o politico?

La riapertura del teatro romano non è solo un recupero archeologico, ma un atto politico preciso: rendere Ferentino più attrattiva, viva e consapevole del proprio patrimonio. È un risultato concreto di un lavoro di squadra tra Comune, istituzioni e cittadini.

Diventerà una sorta di “foro” della città?

“Sì, possiamo dire che sarà il nuovo “foro” della città, nel senso più ampio del termine: un luogo di incontro, di cultura, di scambio. Questo spazio tornerà a vivere non solo come sito archeologico, ma come centro pulsante della vita cittadina, aperto a eventi, spettacoli, incontri e partecipazione. È un modo per restituire un pezzo della nostra storia alla comunità e per guardare al futuro con radici solide”.

Uno straordinario attrattore turistico

Il teatro non rischia di diventare una cattedrale nel deserto?

“Il Teatro Romano diventerà un attrattore culturale e turistico di primo piano per Ferentino. Ma non sarà un intervento isolato: si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città, che comprende anche il centro storico, il museo e le tante iniziative culturali già presenti“.

I sindaci delle Città Fortificate firmano il protocollo per la Capitale della Cultura 2028
Che ruolo avrà nella corsa per diventare “Capitale Italiana della Cultura”?

Insieme ai Comuni di Anagni, Veroli e Alatri, abbiamo candidato il nostro territorio a Capitale Italiana della Cultura 2028: un progetto ambizioso che guarda a un’offerta culturale integrata, di rete, capace di unire le eccellenze di tutta l’area. Il Teatro Romano sarà uno dei pilastri di questo percorso, uno spazio che coniuga storia, identità e futuro”.

Il problema dei parcheggi

Non sono solo rose e fiori. Il Teatro Romano è inserito nel contesto urbano del quartiere Santa Lucia. Mancano i parcheggi per renderlo completamente fruibile.

“Guardi il problema dei parcheggi in centro esiste e non è certo nuovo – ha ammesso Zaccari Credo che ce lo portiamo avanti da almeno trenta anni ma stiamo lavorando duramente per risolverlo e posso garantire che a breve presenteremo un piano particolareggiato sul tema con il quale risolvere l’annoso problema”.

Un scorcio del Teatro Romano

Come Comune abbiamo investito fondi per le finiture e per tenere illuminato il Teatro anche di notte. Ora vorremmo creare una scala di collegamento tra il Teatro ed il quartiere Santa Lucia ed un parcheggio a ridosso dell’ area. Il Teatro Romano avrà una capienza tra i 200 ed i 400 posti a sedere. Poi ci concentreremo sull’apertura del museo civico sotto il palazzo Martino Filetico. Una città turistica non può non avere un museo”.