La scuola Pietrobono all’asta: fissata la data del 7 ottobre per lo sgombero

La scuola media “Pietrobono” di Frosinone finirà all’asta il 7 ottobre alle 12.25. Il giudice dell’esecuzione ha respinto per la seconda volta l’istanza del Comune, confermando la procedura di vendita dell’immobile costruito su un terreno mai espropriato. Previsto lo sgombero di 500 studenti a fine anno scolastico.

di ALDO SIMONI

Il 7 ottobre, alle 12.25, la scuola media Pietrobono di Frosinone andrà all’asta. 500 studenti21 classi, un indirizzo musicale. Il Giudice dell’Esecuzione, Simona Di Nicola ha detto no al Comune per la seconda volta. E stavolta non ci sono più carte da giocare. Ha rigettato l’istanza del Comune di Frosinone (“non è stato aggiunto nulla rispetto al passato”) ed ha fissato la data per la vendita all’asta dell’Istituto scolastico. (Leggi qui: Una scuola all’asta: i perché dello sfratto alla “Pietrobono” ordinato dal Tribunale. E leggi anche Scuola Pietrobono, la rabbia del sindaco: ma lo sgombero non si ferma. E pure Pietrobono all’asta, il giudice non ferma lo sgombero: “Sgomberate le aule”)

Per il 7 ottobre alle ore 12.25 dunque la Scuola media “Pietrobono” ad indirizzo musicale, dovrà essere liberata dagli oggetti e dalle persone. Tradotto: via dalle classi 500 studenti, suddivisi in 21 classi: perché altrimenti il valore dell’immobile potrebbe abbassarsi, rendendolo meno attraente per un potenziale acquirente.

Per il momento resta la possibilità – per gli studenti e i professori – di restare in classe grazie all’affitto di 2 mila euro mensili che il Comune sta pagando fino al termine dell’anno scolastico. Questo, ovviamente, per non turbare la regolarità delle lezioni.

L’esproprio non perfezionato

Nulla di fatto oltre le rassicurazioni finora date agli studenti (e alle rispettive famiglie) dall’Amministrazione comunale circa la tranquilla chiusura dell’anno scolastico. La scorsa primavera, infatti, sindaco e assessori, optarono per l’«acquisizione sanante» credendo che fosse la strada giusta per addivenire ad una soluzione per salvare la «Pietrobono». Si tratta di una procedura espropriativa eccezionale che consente alla pubblica amministrazione di acquisire al proprio patrimonio un’opera realizzata su suolo privato senza un valido esproprio, riconoscendo al proprietario un indennizzo stabilito dalla legge. Perché in questo caso l’acquisizione sanante non ha funzionato?

Il Palazzo di Giustizia di Frosinone

Tutta colpa di un esproprio mai perfezionato, per cui la scuola – pur costruita dal Comune – si trova su terreno privato, della famiglia Mancini. Il problema emerge in sede esecutiva. Cioè durante una procedura con cui vendere i beni di una persona per recuperare un debito. Lì si scopre che l’area su cui sorge l’edificio scolastico risulta effettivamente di proprietà di Gianpiero Mancini, debitore esecutato, assistito dall’avvocato Fabrizio Faustini. Questo dettaglio cambia tutto: la scuola è stata costruita su un terreno che non è stato espropriato ed è ancora nelle mani del suo proprietario. Che però è sotto esecuzione. Quindi? Se il Comune avesse acquisito l’immobile, avrebbe di fatto acquisito anche il debito collegato alla procedura esecutiva. Cioè i cittadini di Frosinone si sarebbero accollati il debito di un estraneo. Una conseguenza giuridicamente inammissibile.

Per questo la carta giocata dal Comune, oggi è stata considerata non valida e per questo respinta dal Giudice che, a questo punto, ha disposto la vendita dell’immobile.