La sentenza sulla comandante Picano ricompatta le minoranze

La sentenza che riabilita Rosanna Picano e annulla la nomina di Giuseppina Sciarra produce effetti politici immediati: fronte compatto delle opposizioni e convocazione lampo della commissione Trasparenza. Nel mirino le scelte dell’amministrazione Gianluca Taddeo e le possibili conseguenze amministrative.

Primi effetti politici alla sentenza del TAR che ha delegittimato l’attuale dirigente della Polizia Locale del Comune di Formia Giuseppina Sciarra, stabilendo che quel ruolo spetta alla vincitrice del concorso da comandate Rosanna Picano. Il provvedimento dei giudici amministrativi ha galvanizzato le minoranze. In poche ore hanno raccolto le firme per convocare la commissione Trasparenza: in altre circostanze avrebbe dovuto attendere mesi e mesi per riunirsi. (Leggi qui: Il TAR smonta tutto: la comandante Picano è riabilitata, il Comune nel caos).

Il miracolo politico si è verificato subito dopo che gli organi di informazione avevano riportato il contenuto della sentenza dell’8 aprile con cui la Prima Sezione del Tar di Latina annulla le delibere di giunta sulla riorganizzazione dell’ente. In pratica i giudici hanno bocciato la scelta fatta nel 2024 dalla giunta Taddeo di inglobare il Corpo di Polizia Municipale all’interno di un settore amministrativo più ampio. Annullato anche il decreto numero 3 del 3 febbraio 2025 contenente la nomina attribuita alla dottoressa Sciarra.

Via alla Commissione Trasparenza

Imma Arnone

I consiglieri Alessandro Carta, Luca Magliozzi, Imma Arnone (PD), Paola Villa (Un’altra città), Antonio Di Rocco e Nicola Riccardelli (Lega) hanno ottenuto la convocazione della commissione presieduta dal consigliere Amato La MuraUn obiettivo politico è già stato centrato: il ricompattamento di un fronte trasversale che, con l’integrazione del Partito Democratico, potrebbe diventare una coalizione elettorale anti-Taddeo alle amministrative della primavera 2027.

La commissione Trasparenza dovrebbe svolgersi tra martedì e giovedì prossimi. Gli invitati a parteciparvi sono il primo cittadino e soprattutto la Segretaria Generale comunale Marina Saccoccia. È l’alta dirigente di Supino che ha emesso il parere di legittimità su tutti gli atti ora annullati dal TAR. In pratica, è stata lei a dire al sindaco che era tecnicamente possibile procedere all’inclusione della Polizia Locale in un altro settore dell’ente. Facendo saltare la comandante Picano e spianando la strada alla sua sostituzione.

La scelta di affidare la guida della Polizia Locale ad una dirigente nominata con incarico fiduciario (mentre la dottoressa Picano aveva vinto un regolare concorso pubblico nel 1997) secondo le minoranze, oltre ad essere stata «smentita in sede giudiziaria», non può essere considerata «un passaggio secondario». Si tratta di «una precisa decisione politica e organizzativa dell’amministrazione Taddeo su un settore particolarmente delicato»

La forzatura

Nelle 15 pagine di sentenza, il Tar ha ribadito che la Polizia Locale deve mantenere autonomia operativa e organizzativa. In pratica: non può essere inglobata in un settore che comprenda ambiti come Affari Legali, Attività Produttive o Commercio. Le minoranze ora hanno stigmatizzato quella che hanno definito una «forzatura» nella gestione del personale«diventata una vera emergenza, con ricadute dirette sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini».

Foto Sara Minelli © Imagoeconomica

La riunione della Commissione serve per «chiarire quali possano essere le conseguenze amministrative ed economiche della sentenza, quali atti il Comune intenda adottare, se esistano ulteriori profili di rischio e se questa vicenda possa incidere sugli atti adottati nel periodo interessato». Una valutazione condivisa anche da ambienti interni alla stessa maggioranza, che descrivono la gestione del personale come «un vero tallone d’Achille»dirigenti che se ne vanno, uffici in affanno, assetti modificati più volte e procedure trascinate per anni.

Il giallo dell’ordinanza firmata dopo la sentenza

La commissione Trasparenza è stata convocata anche per chiarire un ulteriore giallo. La dirigente Sciarra, nella giornata di venerdì 10 aprile — a 24 ore dalla notifica a tutte le parti della sentenza del TAR — ha firmato senza tentennamenti l’ordinanza 127 che rimodula la viabilità nel centro urbano di Formia dal 13 al 20 aprile, per consentire ad Acqualatina la manutenzione straordinaria della rete idrica in via Vitruvio. Un provvedimento di normale amministrazione con un aspetto che le minoranze definiscono inverosimile: la dirigente richiama nel testo il decreto sindacale con cui era stata nominata, che il TAR ha già annullato.

Giuseppina Sciarra

I consiglieri firmatari non nutrono soltanto «dubbi in ordine alla correttezza amministrativa della situazione, nonché agli eventuali profili di illegittimità — anche di natura penale — e alle possibili criticità che potrebbero derivarne», ma evidenziano come la gestione del personale «non rispetti regole e principi, con il rischio che si trasformi in una forma di prevaricazione, con conseguenze pesanti per l’intero ente».

La commissione Trasparenza, concludono, «è necessaria per fare piena luce su quanto accaduto, comprendere le responsabilità e evitare che errori di questa portata si ripetano».

Picano aspetta, Taddeo annuncia ricorso

Rosanna Picano

La comandante Picano è intanto in attesa di essere convocata per ricevere notifica del decreto che la reinsedierebbe alla guida della Polizia Locale. Difficilmente lo otterrà. O comunque non a breve: il sindaco Gianluca Taddeo ha già dichiarato che «per noi, anche con questa sentenza del TAR, non cambia nulla. Faremo ricorso al Consiglio di Stato».

Nel frattempo, il giudice del lavoro del Tribunale di Cassino Annalisa Gualtieri si è riservata la decisione circa il reintegro della comandante Picano, accompagnato da una milionaria richiesta di risarcimento danni. I suoi legali, gli avvocati Luca Scipione e Giuseppe Masiello, hanno scelto di sedersi lungo le rive del fiume e attendere il pronunciamento del Giudice del Lavoro. 

Le opzioni sul tavolo sono due: richiedere al TAR la nomina di un commissario ad acta che obblighi il Comune a rispettare la sentenza di reintegro, oppure — nell’ipotesi peggiore — chiedere alla Procura di Cassino di indagare, dopo la soppressione dell’abuso d’ufficio, per un reato tuttora vigente nel Codice penale: l’usurpazione di pubblici uffici. 

Tra un anno decideranno i formiani. Senza appello.