La tempesta e le piccole imprese di Confimprese

A Fiuggi il Trentennale di Confimprese Italia ospita una ministra, un eurodeputato, un leader di partito e un rappresentante Ue in collegamento da New York. Il tema è uno solo: cosa resta delle micro e piccole imprese dentro la tempesta globale.

Guido Spegli di Presene

Historiae lumen veritatis est

Tempesta. La prova viene pronunciata da New York e rimbomba nel cuore di Fiuggi. Non una crisi di settore settoriale, non un rincaro congiunturale: una tempesta perfetta, capace di travolgere insieme il prezzo del petrolio e il fatturato di una microimpresa della Ciociaria. È dentro questa cornice che si è chiusa al Teatro Comunale la seconda giornata del Trentennale di Confimprese Italia, con una serie di panel coordinati dal giornalista Claudio Brachino, già volto di Mediaset, direttore del Settimanale ed editorialista di Italpress.

Il capitale umano, prima di tutto

Alessandra Locatelli

Ha aperto il filo la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli e lo ha fatto scegliendo un terreno che non è usuale per un summit di impresa: il lavoro come dignità, non come adempimento. «La sfida più grande è superare il mero assistenzialismo per passare alla piena valorizzazione delle persone, investendo su talenti e competenze senza fermarsi ai limiti», ha detto, rivendicando la riforma sulla disabilità come una strada già tracciata.

È un capovolgimento di prospettiva non scontato: l’inclusione non più come costo sociale delle imprese ma come leva della loro stessa crescita. Locatelli lo dice apertamente: il tessuto aziendale ha «un ruolo fondamentale nel supportare realtà territoriali e creare opportunità concrete di lavoro, formazione e dignità». Al summit, insieme a lei, è intervenuto da remoto anche l’eurodeputato Stefano Bonaccini, a completare il fronte istituzionale sul tema della coesione sociale.

La spina dorsale che rischia di rompersi

Marco Rizzo intervistato da Claudio Brachino

Cambia registro, ma non gravità, l’intervento del leader di Italia Domani Marco Rizzo. Il tema è la sopravvivenza economica delle micro, piccole e medie imprese, schiacciate tra energia cara e carburanti che non calano. «Confimprese dà l’idea di quanto l’Italia abbia come spina dorsale la piccola e media impresa», ha detto. Poi la parte meno consolatoria: «Purtroppo il contesto socioeconomico e geopolitico ci mette nelle condizioni di dire che le piccole e medie imprese soffriranno sempre di più».

Non basta, per Rizzo, il rimedio del momento: «Dopo tante pressioni Eni mette un tetto a benzina e gasolio: è un inizio, ma non basta. Serve programmazione». E cita Charles de Gaulle per certificare la diagnosi: «Come diceva Charles de Gaulle, “per comandare bisogna prevedere”. In Italia, purtroppo, prevedono in pochi».

È un’accusa rivolta a chi governa, pronunciata però dal palco di chi dovrebbe essere governato: la piccola impresa che chiede previsione, non assistenza. La differenza, in questa distinzione, è tutta la differenza tra una politica industriale e un tampone elettorale.

New York entra a Fiuggi

Il collegamento da New York con Luigi Di Maio

Ma è il collegamento da New York a spostare l’asse del discorso dalla cronaca nazionale alla mappa del mondo. Luigi Di Maio, rappresentante speciale dell’Unione Europea per la regione del Golfo, parla dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e la sua analisi non lascia margini di rassicurazione: «Siamo in una tempesta perfetta. La settimana scorsa JP Morgan ha detto di non essere più in grado di elaborare modelli per prevedere il prezzo del petrolio».

Il punto politico è ancora più netto: «Anche se riusciremo a risolvere queste crisi, non torneremo alla situazione precedente: per questo è importante diversificare i fornitori energetici e le rotte». E disegna la geografia che ne segue (corridoi terrestri dal Golfo al Mediterraneo, pipeline, ferrovie merci, dati) dentro cui, sostiene, «le imprese italiane avranno un grande ruolo nella connettività e nello sviluppo di corridoi alternativi». L’orizzonte immediato è il summit di fine ottobre in Arabia Saudita tra i 27 leader europei e i Paesi del Golfo.

Un rappresentante dell’Unione Europea parla da un’aula Onu a un pubblico di piccoli imprenditori della provincia: il messaggio è che quella distanza, oggi, non esiste più. La geopolitica del petrolio arabo e il listino prezzi di un’officina di provincia sono ormai, per stessa ammissione di chi tratta a quel livello, la stessa equazione.

Il rischio per i dati sensibili

Nicola Zingaretti

C’è poi l’aspetto dell’Intelligenza Artificiale: che piaccia o meno già oggi AI condiziona la nostra vita. E se non facciamo parte di coloro che ne governano il vapore rischiamo di rimanerne schiacciati: soprattutto le piccole, le medie e le microimprese cioè il mondo di Confimprese Italia. Ne ha parlato nel suo intervento Nicola Zingaretti, anche lui intervistato da Claudio Brachino. Ha spiegato che se i padroni del vapore di AI decidono di escludere le piccole attività di Sora, tanto per fare un esempio, quelle micro imprese si troveranno fuori dal mercato globale ed i loro prodotti non appariranno mai nelle ricerche anche se sono i più belli e quelli fatti meglio.

L’ex Governatore del Lazio chiede un investimento pubblico per tutelare i dati sensibili: «Non possono essere lasciati nelle mani di privati ma devono essere sotto la tutela dello Stato».

Riconvertirsi per rinascere

Raffaele Trequattrini

C’è poi il tema delle riconversione. Lo hanno affrontato il senatore Alessandro Morelli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il professor Raffaele Trequattrini commissario del Consorzio Industriale del Lazio. È da lui che arrivano gli spunti più interessanti, soprattutto quando dice che «un sito dismesso non è un semplice capannone inutilizzato. È una parte del territorio che ha perso la propria funzione economica e rischia di perdere anche quella sociale». E spiega che «Recuperarlo significa eliminare una situazione di degrado, restituire valore al territorio, attrarre nuovi investimenti e ridurre il consumo di suolo».

Per questo il Consorzio Industriale del Lazio ha già avviato un percorso di mappatura dei capannoni che possono essere affittati, attraverso il progetto Invest in Lazio, censendo sia le aree libere sia i siti produttivi esistenti e non più utilizzati. «L’obiettivo è rendere queste aree conoscibili, accessibili e concretamente disponibili agli investitori, riducendo l’incertezza sui tempi, sulle condizioni e sugli interventi necessari per l’insediamento. La sfida è trasformare il degrado in sviluppo. Ogni sito recuperato significa meno consumo di suolo, maggiore sicurezza, nuovi investimenti e nuove opportunità di lavoro».

L’etica dell’economia

Fabio Sbianchi

Molti dinamico anche il panel sull’etica dell’Economia. Lo alimentano le opinioni della dottoressa Antonella Magliocco di Bankitalia, Giovanni Maione di ViviBanca, Fabio Sbianchi presidente di Banca Popolare del Frusinate scortato dal direttore generale Domenico Astolfi, il professor Marco lacchini ed il senatore Elio Lannutti.

È stato quasi un esame di coscienza del sistema bancario. «Le banche del territorio hanno la responsabilità di essere un punto di riferimento solido e affidabile per le comunità» ha detto il presidente di Bpf Fabio Sbianchi, specificando che devono sostenere «famiglie e imprese con strumenti concreti e con una visione capace di coniugare prudenza, responsabilità e sviluppo. In questo percorso, la sostenibilità non può più essere considerata un tema accessorio o una semplice dichiarazione di principio».

Allora cosa deve essere? Per il presidente Sbianchi «deve tradursi in scelte concrete che riguardano l’ambiente, l’inclusione, le pari opportunità e il rapporto con le comunità. È con questa consapevolezza che continuiamo a lavorare ogni giorno, forti delle nostre radici e delle responsabilità che ci sono affidate, con l’obiettivo di contribuire a uno sviluppo equilibrato e di creare nuove opportunità per il territorio, per i nostri soci e per le nuove generazioni».

Il documento che resta da scrivere

Guido D’Amico

Il summit non si è fermato alla fotografia dello stato delle cose. Le istanze raccolte in questi giorni confluiranno nella Carta di Fiuggi, il manifesto programmatico su credito, lavoro, innovazione ed export delle micro, piccole e medie imprese italiane che Confimprese si prepara a presentare. La giornata conclusiva del Trentennale, in programma il giorno successivo, sarà dedicata ai mercati esteri, con le conclusioni affidate al presidente Guido D’Amico.

Il vertice di Fiuggi non chiede soltanto ascolto alle istituzioni: chiede che quell’ascolto si traduca in un testo, con un nome e una data di consegna. Se la Carta di Fiuggi manterrà la promessa fatta in questi tre giorni, o resterà l’ennesimo manifesto di buone intenzioni, lo dirà solo la sua applicazione — non il teatro in cui è stata annunciata.