La Vecchia Cassino riemerge: pietre che raccontano vite spezzate

Dai ruderi della Vecchia Cassino riaffiora una storia di dolore e identità. Il recupero di via Pinchera restituisce alla città frammenti del passato e rilancia il valore della memoria collettiva.

Lorenzo Vita

Rerum Cognoscere C@usas

La ferita non si è chiusa. È ancora lì, rossastra e al tatto restituisce quel dolore sordo che non se ne va. Non fu soltanto distruzione: fu una privazione. Come la definì il mai dimenticato poeta Gino Salveti in uno dei suoi scritti più commoventi dedicati alla sua città, «Cassino, tanto tempo fa»«Il dolore più grande che può provare una persona anziana è l’impossibilità di poter rivivere i luoghi della sua infanzia». Quei vicoli, quelle viuzze animate da «chellë vie e chellë carruzzellë, chigliu lacuozzë, chellë chianchetellë».

La Vecchia Cassino non è un insieme di ruderi fatiscenti accatastati come ombre di un ricordo dimenticato: è l’ossimoro che attraversa l’identità di ogni cassinate. È trauma e sogno insieme, passato e speranza, dolore e memoria. Un intreccio di emozioni che riaffiora ogni volta che, nei pranzi di famiglia, i nonni raccontano di com’era la vecchia Villa Comunale o descrivono gli strani baffi dei sindaci di un tempo.

Annientata dai bombardamenti del 15 marzo 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi riaffiora come testimonianza silenziosa di dolore e sacrificio. Riportati alla luce in questi giorni grazie a un paziente lavoro di pulizia e valorizzazione, seguito con passione da volontari insieme al consigliere comunale Rosario Iemma, questi luoghi tornano a parlare alla coscienza collettiva. Sono pietre che raccontano vite spezzate e sogni interrotti, segni di una comunità segnata per sempre. Un richiamo al dovere della memoria: per non dimenticare, per onorare chi qui ha perso la vita e per custodire, nel tempo, il valore della pace.

Via Pinchera, il recupero a costo zero

L’opera di pulizia rientra in un progetto realizzato a costo zero per il Comune lungo via Pinchera, dove sopravvivono edificazioni, murature e fontane della Vecchia Cassino: frammenti autentici della storia cittadina, testimonianze rimaste troppo a lungo nascoste. Tracce preziose della città che sorgeva ai piedi del «Monte».

«L’amministrazione comunale è al lavoro per reperire le risorse necessarie per dotare l’area di un sistema di illuminazione ad hoc, in grado di valorizzare i ruderi e le costruzioni riemerse tra la vegetazione», fanno sapere dal Municipio. Si tratta del completamento ideale dell’opera di messa in sicurezza, recupero e riqualificazione di via Pinchera, conclusa circa un anno fa con un investimento di oltre 500 mila euro.

Entro il 2026 è inoltre prevista una rievocazione storica dedicata alla città martire, con l’obiettivo di valorizzare il ricordo di quella Cassino che continua a vivere nello spirito dei suoi cittadini. Un appuntamento che non sarà solo commemorazione, ma occasione per ricucire il filo tra generazioni diverse: quelle che hanno vissuto la distruzione, quelle che ne hanno ereditato il racconto e quelle che, forse, ne conoscono solo i contorni sbiaditi sui libri di scuola.

Perché la memoria non si conserva da sola: ha bisogno di essere curata, illuminata, restituita alla città — esattamente come queste pietre che, dopo decenni di silenzio e vegetazione, tornano finalmente a respirare.