Dai ruderi della Vecchia Cassino riaffiora una storia di dolore e identità. Il recupero di via Pinchera restituisce alla città frammenti del passato e rilancia il valore della memoria collettiva.
La ferita non si è chiusa. È ancora lì, rossastra e al tatto restituisce quel dolore sordo che non se ne va. Non fu soltanto distruzione: fu una privazione. Come la definì il mai dimenticato poeta Gino Salveti in uno dei suoi scritti più commoventi dedicati alla sua città, «Cassino, tanto tempo fa»: «Il dolore più grande che può provare una persona anziana è l’impossibilità di poter rivivere i luoghi della sua infanzia». Quei vicoli, quelle viuzze animate da «chellë vie e chellë carruzzellë, chigliu lacuozzë, chellë chianchetellë».

La Vecchia Cassino non è un insieme di ruderi fatiscenti accatastati come ombre di un ricordo dimenticato: è l’ossimoro che attraversa l’identità di ogni cassinate. È trauma e sogno insieme, passato e speranza, dolore e memoria. Un intreccio di emozioni che riaffiora ogni volta che, nei pranzi di famiglia, i nonni raccontano di com’era la vecchia Villa Comunale o descrivono gli strani baffi dei sindaci di un tempo.
Annientata dai bombardamenti del 15 marzo 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi riaffiora come testimonianza silenziosa di dolore e sacrificio. Riportati alla luce in questi giorni grazie a un paziente lavoro di pulizia e valorizzazione, seguito con passione da volontari insieme al consigliere comunale Rosario Iemma, questi luoghi tornano a parlare alla coscienza collettiva. Sono pietre che raccontano vite spezzate e sogni interrotti, segni di una comunità segnata per sempre. Un richiamo al dovere della memoria: per non dimenticare, per onorare chi qui ha perso la vita e per custodire, nel tempo, il valore della pace.
Via Pinchera, il recupero a costo zero
L’opera di pulizia rientra in un progetto realizzato a costo zero per il Comune lungo via Pinchera, dove sopravvivono edificazioni, murature e fontane della Vecchia Cassino: frammenti autentici della storia cittadina, testimonianze rimaste troppo a lungo nascoste. Tracce preziose della città che sorgeva ai piedi del «Monte».

«L’amministrazione comunale è al lavoro per reperire le risorse necessarie per dotare l’area di un sistema di illuminazione ad hoc, in grado di valorizzare i ruderi e le costruzioni riemerse tra la vegetazione», fanno sapere dal Municipio. Si tratta del completamento ideale dell’opera di messa in sicurezza, recupero e riqualificazione di via Pinchera, conclusa circa un anno fa con un investimento di oltre 500 mila euro.
Entro il 2026 è inoltre prevista una rievocazione storica dedicata alla città martire, con l’obiettivo di valorizzare il ricordo di quella Cassino che continua a vivere nello spirito dei suoi cittadini. Un appuntamento che non sarà solo commemorazione, ma occasione per ricucire il filo tra generazioni diverse: quelle che hanno vissuto la distruzione, quelle che ne hanno ereditato il racconto e quelle che, forse, ne conoscono solo i contorni sbiaditi sui libri di scuola.
Perché la memoria non si conserva da sola: ha bisogno di essere curata, illuminata, restituita alla città — esattamente come queste pietre che, dopo decenni di silenzio e vegetazione, tornano finalmente a respirare.



