La due giorni in piazza Cavour, organizzata dalla lista "LiberAnagni, ha dato il via al forum Liba nato per studiare da vicino le proposte e le pratiche amministrative provenienti da diversi comuni italiani. Ma l'incontro ha acuito le divisioni tra la civica e il resto del centrosinistra.
Due giorni di confronto, idee in circolo e pratiche amministrative importate da altri comuni per cercare di Cambiare il volto di Anagni. Si è chiusa con un bilancio ritenuto positivo dagli organizzatori “Libra”, la due giorni organizzata tra sabato e domenica in Piazza Cavour dalla lista civica LiberAnagni, che in Consiglio comunale esprime, unico esponente di opposizione, Luca Santovincenzo. Una sorta di laboratorio politico e seminario pratico nato con un obiettivo chiaro: studiare da vicino le esperienze considerate virtuose di altre amministrazioni per riproporle sul territorio anagnino.
Relatori provenienti da tutta Italia

Tra sabato e domenica, la piazza si è animata grazie alla presenza di amministratori giunti da diversi Comuni per trasmettere ai presenti le esperienze del proprio territorio. Sabato sono intervenuti Danilo Chiodetti, vicesindaco e assessore alla Cultura di Spoleto e Marco Donati, consigliere comunale di Arezzo.
La domenica ha visto una tavola rotonda con protagonisti Lorenzo Fiordelmondo, sindaco di Jesi e Luca Brecciaroli, assessore alla Cultura, Eventi, Gemellaggi e Memoria Storica della cittadina marchigiana, oltre al collegamento esterno con Sauro Pellerucci, presidente di Democrazia Futura.
I motori dello sviluppo socio-economico

I temi toccati durante il weekend hanno elaborato una visione precisa di come potrebbe essere la città ideale: cultura, vivibilità, inclusione, ambiente e sostenibilità usate come veri motori di sviluppo socio-economico. Dagli interventi degli ospiti sono emersi spunti concreti a partire dalla la gestione di festival capaci di diventare un patrimonio nazionale cinquantennale (sullo stile di Spoleto).
Poi la valorizzazione dell’artigianato e delle tipicità per rilanciare l’economia (come si è fatto ad Arezzo), fino alla necessità di garantire luoghi pubblici e musei sempre aperti e fruibili, migliorando la mobilità dei cittadini. Il messaggio emerso è chiaro: non servono eventi isolati e spot, ma un tessuto culturale permanente capace di far vivere la città 365 giorni all’anno.
La chiave politica di Libra

L’appuntamento di Piazza Cavour non è stato soltanto un insieme di proposte di buon governo ma ha evidenziato una marcata e dichiarata valenza politica.
L’evento ha ribadito con forza l’intenzione di LiberAnagni di accreditarsi fin da ora come perno e punto di riferimento fondamentale in vista delle elezioni comunali del 2028. Lo stesso Luca Santovincenzo, nel suo intervento di sabato pomeriggio, non ne ha fatto mistero. Ha rivendicato con orgoglio il lavoro svolto finora dal movimento sia in città sia tra i banchi dell’opposizione consiliare.
È proprio nel quadro politico locale, tuttavia, che l’entusiasmo della piazza lascia il posto a nodi ancora irrisolti. Nel corso del suo discorso, Santovincenzo ha denunciato una sorta di conventio ad excludendum sistematica nei confronti di LiberAnagni. Parlando di una “opposizione all’opposizione”, con tanto di destra e sinistra “radicali” che si danno “pacche sulle spalle”.
Tanto da chiedersi, come ha fatto il rappresentante dell’opposizione, “perché sono tutti contro di noi”. Un riferimento non solo e non tanto al centrodestra di governo, ma al centrosinistra dei partiti tradizionali, dal quale la distanza resta siderale.
Frammentati e divisi

Insomma, il problema resta lo stesso; LiberAnagni elabora programmi guardando al futuro ma il perimetro del centrosinistra locale, guardato nel suo complesso, continua a presentarsi frammentato, sfilacciato e imprigionato in veti incrociati, personalismi e diffidenze reciproche.
Senza una vera ricomposizione politica e senza il superamento delle rivalità di fazione, il rischio per il centrosinistra è chiarissimo: presentarsi all’appuntamento elettorale del 2028 spaccato e incapace di rappresentare un’alternativa valida al centrodestra cittadina.



