Enrico Coppotelli (Cisl Lazio) incontra il presidente Rocca e propone un Patto per un Lazio più inclusivo e sostenibile: partecipazione dei lavoratori, investimenti in sanità, formazione, industria e infrastrutture. Un'agenda sociale che sfida la politica regionale.
Una visione d’insieme che sfida i luoghi comuni. A proporla al Governatore del Lazio Francesco Rocca è stato il Segretario generale Cisl del Lazio Enrico Coppotelli: lo ha fatto nel corso del loro incontro ufficiale sollecitato da mesi ed avvenuto oggi.
Coppotelli non si è limitato ad invocare più sanità, più welfare e qualche investimento, come avviene spesso in queste occasioni. Ha messo in fila — con precisione tecnica — nove punti che somigliano a un’agenda di Governo alternativa. A partire da un principio ormai trascurato da molti: lo sviluppo, se non è inclusivo, è solo crescita apparente.
I 9 punti della Cisl

Ecco allora che la Cisl del Lazio propone la partecipazione dei lavoratori alle aziende in cui la Regione ha una quota — un principio che nella stagione della legge 76/2025 rischia di rimanere lettera morta se non trova interpreti. Un tema che evoca il modello renano, non certo le improvvisazioni nostrane. Ma l’innovazione vera, forse, sta nel voler calare quella visione dentro le specificità regionali: Roma Capitale come motore, certo, ma anche il resto del Lazio come territorio da riequilibrare con politiche compensative.
Non manca nulla: l’emergenza abitativa (housing sociale), la formazione con attenzione agli ITS e all’Aerospazio, le ZES e ZLS per attrarre investimenti e persino un riferimento esplicito alla Stazione Tav del Centro Italia da realizzare a Ferentino. Ma il punto di caduta — e qui il segretario della Cisl si muove con una consapevolezza non comune — è la richiesta di un Patto. Non una sommatoria di rivendicazioni ma un’architettura condivisa, partecipata, monitorata nel tempo. Cioè, politica.
Ascoltare e agire

Il presidente Francesco Rocca, in questa fase della sua legislatura, ha tutto l’interesse ad ascoltare. Il consenso si costruisce anche sui tavoli tecnici, soprattutto in tempi in cui il rumore della propaganda ha svuotato di significato persino le campagne elettorali. Ma ascoltare non basta: serve il coraggio di raccogliere la sfida.
Perché se Coppotelli indica un’altra Regione possibile, chi governa ora deve decidere se vuole limitarsi a gestire l’esistente, oppure farsi carico di una trasformazione vera. E chi ha la memoria lunga — quella che serve per guardare il presente con gli occhi della storia — sa che, talvolta, i momenti decisivi arrivano travestiti da semplici comunicati sindacali. Come quello di questa sera.



