In città continuano le polemiche sulla visita del diplomatico israeliano che nelle ultime ore si sono intrecciate con le questioni locali. Luca Santovincenzo attacca il sindaco Natalia anche per la presenza al suo fianco di Paolo Patrizi che studia da primo cittadino
Le polemiche scatenate dalla visita ad Anagni dell’ambasciatore di Israele Jonathan Peled continuano a tenere banco in città. Polemiche che nelle ultime ore, al di là dell’argomento specifico (gli attacchi ad un’amministrazione che avrebbe, di fatto, legittimato le azioni del governo di Israele contro la popolazione palestinese), hanno messo in evidenza due dettagli non da poco sul piano della politica locale. (Leggi qui: Il diplomatico… indigesto: il sindaco Natalia deve fare scorta di Maalox).
Il primo legato al mondo del centrodestra, ed alle mosse future in attesa delle comunali del 2028. Il secondo alla realtà spesso complessa del centrosinistra locale.
Santovincenzo, affondo contro il sindaco

Partiamo dal dato di oggi. Alle reprimende, che a partire da sabato scorso sono piovute sulla testa del sindaco Daniele Natalia a proposito della visita dell’ambasciatore israeliano in città, si è aggiunta nelle ultime ore anche quella di Luca Santovincenzo.
Ha detto il consigliere di opposizione che “Anagni e gli anagnini non possono riconoscersi nelle dichiarazioni agghiaccianti dell’ambasciatore di Israele in visita da noi sabato scorso, il quale ha giustificato atti gravissimi, ampiamente condannati dalle Nazioni Unite e dalla Corte Penale Internazionale”.
Di qui la critica del leader di LiberAnagni nei confronti dell’amministrazione comunale che in questo clima particolare “avrebbe dovuto assolutamente evitare segnali politici ambigui in occasione di una visita di natura privata, che non comportava doveri istituzionali”. E, soprattutto “avrebbe dovuto prendere fermamente le distanze dalle dichiarazioni pubbliche che ne sono seguite”. Per Santovincenzo, da parte del primo cittadino invece solo “piaggeria, foto e silenzio“. “Il sindaco non solo ha offeso la sensibilità della comunità intera, ma ha danneggiato l’immagine della città”, ha chiosato Santovincenzo. Questa la critica, dura, ma comprensibile.
Quella presenza ingombrante

L’aspetto politico nuovo sta invece nella sottolineatura, fatta dallo stesso Santovincenzo. Ovvero, la presenza di Paolo Patrizi alla visita dell’ambasciatore israeliano. Perché è un dettaglio da valutare? Patrizi è sì uno stimatissimo dirigente della Polizia di Stato da poco in pensione. Oggi presiede la società EnergiaAnagni, voluto lì dal CdA proprio per la sua figura specchiata. Dunque, a quale titolo era lì? Domanda non peregrina, visto che (segnala sempre Santovincenzo al sindaco Natalia) lo stesso Patrizi è “da mesi al suo fianco in tante uscite ufficiali”.
E stavolta “si è sostituito direttamente al primo cittadino per illustrare alla stampa il senso dell’incontro, con dichiarazioni che banalizzano le legittime voci critiche e, soprattutto, sorvolano sulle parole agghiaccianti dell’ambasciatore”.
Le parole di Santovincenzo hanno riportato alla memoria di tutti il fatto che Patrizi, già da prima del G7 del novembre scorso ad Anagni, è stato una presenza fissa accanto al sindaco in circostanze ufficiali (consigli comunali e quant’altro) e non.
Il superpoliziotto brucia Marino e Salvati

La sua presenza anche in questa circostanza alimenta dunque l’ipotesi (il pettegolezzo, per i più maligni) secondo la quale sarebbe lui, il superpoliziotto, l’uomo in pole position per la carica di delfino del sindaco in vista delle comunali del 2028. Con quanta felicità da parte del dinamico duo composto dall’assessore Carlo Marino e dal presidente del consiglio comunale Davide Salvati (che sperano ancora di risolverla tra loro, magari con un duello all’alba) lo si può solo immaginare.
Ma le polemiche legate all’ambasciatore israeliano turista ad Anagni hanno avuto in queste ore anche un effetto dirompente sul centrosinistra. Scatenato dalle parole del segretario del Pd di Anagni Francesco Sordo.
Il Pd sempre più diviso

Sordo sui suoi social ha stigmatizzato la visita dell’ambasciatore israeliano. Ottenendo in cambio una critica feroce da parte della minoranza del suo Partito. Nei fatti è stato accusato di un eccesso di timidezza sul tema, chiedendogli di esprimersi più chiaramente.
Un attacco che ha provocato le repliche (più o meno) indignate di altri esponenti del centrosinistra cittadino contro la minoranza del Partito Democratico anagnino. Una minoranza per la quale, a volte, sembra proprio che tutto, anche le vicende di politica estera, sia da utilizzare come pretesto per rinfocolare una guerra interna che pare non avere fine.



