L’ambizione di Anagni: diventare un salotto di riflessione politica mondiale

Sale l'attesa in città per Rimland, il Forum di Geopolitica e Geoeconomia che si terrà il 1 dicembre nella Sala della Ragione. Ospiti di grande prestigio come il Sottosegretario Maria Tripoli e l'Onorevole Lorenzo Guerini. L'obiettivo di Davide Salvati, presidente dl Consiglio comunale ed uno dei promotori, è quello di organizzare un appuntamento annuale tra esperti ed istituzioni per fare il punto sulla situazione internazionale con uno sguardo rivolto ai giovani

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Un’iniziativa che può essere letta da diversi punti di vista. Il primo è quello relativo alla necessità di avere uno sguardo più ampio su quello che accade al di fuori del proprio comune. Geopolitica e geoeconomia non sono soltanto materie da studiare a scuola, ma necessari punti di riferimento per un futuro sempre più interconnesso. Nel quale, come si vede già oggi, ciò che accadrà in Medio Oriente o al confine tra la Russia e l’Ucraina non riguarderà soltanto i paesi coinvolti nel territorio, ma anche noi.

Il secondo è la necessità di creare un circolo virtuoso di formazione che possa fornire a politici e giovani, che diventeranno la classe dirigente di domani, una base solida di conoscenze, meno legata al politichese spicciolo ed alle convenienze locali. Il terzo, anche se nessuno lo confermerà mai, è la possibilità di strutturare, per chi sta organizzando l’evento, una base di relazioni che potrebbero essere molto importanti e fruttuose in un prossimo futuro. Per esempio, quando nel 2028, o anche prima, si terranno ad Anagni le elezioni comunali.

Un forum ad Anagni

Queste le chiavi di lettura di Rimland, il Forum di Geopolitica e Geoeconomia che si terrà ad Anagni il prossimo 1 dicembre a partire dal 17, all’interno della Sala della Ragione. Un’iniziativa organizzata dalla fondazione MedOr, insieme con Rial (Rete delle imprese dell’aerospazio-difesa del Lazio), in collaborazione ovviamente anche con il comune di Anagni. (Leggi qui: Geopolitica e globalizzazione per spingere la candidatura di Salvati).

Un momento del forum dell’anno scorso

Un evento che vedrà due passaggi fondamentali. Il primo sarà uno sguardo attento al Mediterraneo nel mondo che cambia. A dire la propria saranno Anna Maria Cossiga, vice direttore dell’Ufficio analisi della Med Or italian Foundation, assieme a Luciano Pollichieni sempre della Med Or Italia Foundation, Francesco Meriano e Federico Deiana, analisti della Med Or. L’intervento conclusivo sarà poi affidato ad Andrea Manciulli, direttore delle relazioni istituzionali di Med Or Italia Foundation.

Gli interventi di Maria Tripodi e Lorenzo Guerini

Il secondo panel sarà invece indirizzato ad una realtà più ampia, con uno sguardo sulla difesa, sull’economia e sui territori nella globalizzazione competitiva. Anche in questo caso, con un parterre di tutto rilievo, a partire dal Sottosegretario di Stato agli affari esteri Maria Tripodi, per passare all’onorevole Lorenzo Guerini, presidente del Copasir e già il ministro della difesa.

Daniele Natalia con Lorenzo Guerini e Davide Salvati

Poi ci sarà il generale Alessio Nardi, consigliere per le politiche di sicurezza in materia di giustizia e di cooperazione. Tra i partecipanti, non mancherà il presidente del consiglio comunale di Anagni Davide Salvati, tra i più convinti sostenitori dell’evento.

In un ambito più tecnico un contributo importante sarà dato poi dal dottor Jacopo Recchia, presidente di Rial ed esperto di Stato Maggiore Difesa, e dal dottor Filippo del Monte, anch’esso in veste di esperto di Stato Maggiore Difesa. A moderare il tutto Ginevra Leganza de Il Foglio. 

In primo piano Medio Oriente e Russia-Ucraina

A dare uno sguardo più ampio a tutto l’evento ci ha pensato quello che, di fatto, è l’ispiratore del progetto già dalla prima edizione: il presidente del consiglio comunale di Anagni Davide Salvati, esponente di Fratelli d’Italia. “Quello che ci ha spinto ad andare avanti con il progetto – ha detto Salvati è stata l’idea di fare di Anagni un vero e proprio centro della politica internazionale, superando la visione di centro legato soprattutto alla realtà turistico culturale. Che è certo una forza della città, ma che in qualche circostanza è stato anche un limite”.

Davide Salvati

L’idea è di fare dell’evento una sorta di appuntamento annuale: “Un salotto tra esperti ed istituzioni che possa fare, ad ogni fine anno, il punto su quello che accade nel mondo. Quest’anno, spazio a Medio Oriente, conflitto Russia-Ucraina e Sud America. Tre punti chiave per il presente e per il futuro prossimo venturo. Tre sguardi importanti, così come lo scorso anno si era parlato della rivalità Russia-Cina.

I promotori puntano a trasformare Anagni in una sorta di osservatorio del mondo, “un centro di riflessione politica internazionale. C’è quest’idea che la politica estera non ci riguarda; mentre invece è qualcosa che quotidianamente ricade sopra le nostre teste, soprattutto quando a poche centinaia di miglia abbiamo conflitti tremendi e tragici”.

Un’occasione di riflessione per i giovani

Il conflitto Russia-Ucraina tra i temi in in discussione il 1 dicembre

La realtà è che il mondo ormai è interconnesso; tutti dobbiamo renderci conto di quello che accade intorno a noi”. Evitando la trappola delle semplificazioni e provando ad avere uno sguardo più attento. “Dietro ogni scelta, negativa o positiva, condivisibile o non condivisibile – ha spiegato ancora SalvatiC’è una strategia, ci sono degli interessi, soprattutto economici, ci sono tutta una serie di dinamiche. Cerchiamo di analizzarle e discuterne”.

Anche per superare “quell’analfabetismo che, purtroppo, spesso contorna queste vicende. Politici e cittadini giudicano magari da due frasi in croce che leggono, analizzando in maniera troppo semplicistica concetti molto più complessi e profondi”. Di qui la necessità di “creare una nuova sensibilità. Questo è il mio desiderio da giovane amministratore ma che comunque fa politica da tanto tempo. Innescare un processo di riflessione, di ragionamento, anche nei giovani”.

Un bombardamento a Gaza (Foto: courtesy Gaza Tv News)

Soprattutto perché saranno loro la nuova classe dirigente. Loro più degli altri devono sapere che “il mondo non è solo il proprio comune, il proprio centro, la propria regione, la propria nazione, ma è sempre più globalizzato. Chi verrà dopo, quando dovrà trovarsi a fare delle scelte, dovrà farlo con cognizione di causa”. Anche con l’aiuto di player importanti nel settore bellico e militare: “Non si tratta di strizzare l’occhio all’industria bellica – ha chiarito Salvati quanto di rendersi conto che questi mondi si intrecciano con la società, si intrecciano con la politica, si intrecciano con l’economia”.

L’invito finale di Salvati è quello ad “alzare il livello. Anche da un piccolo centro si possono aprire dei momenti di riflessione e di confronto. Se la politica locale dimostra di essere capace di alzare il livello del dibattito, poi si può avere più forza, per evitare di farsi trattare come territori di serie B a discapito delle grandi città”.