Landini a Latina, la terra dei socialisti che fecero studiare i figli dei contadini

Landini a Latina. Una terra nella quale i socialisti portarono il riscatto e la speranza di un sole nuovo. Con gli scioperi al rovescio sui Lepini, la Casa del Popolo a Roccagorga, la battaglia delle arance a Fondi. Per far studiare i figli dei proletari. E non farli più essere braccianti

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Questione di ore: sabato viene a Latina il compagno Maurizio Landini capo della Cgil. Viene a difendere vita e lavoro, a difendere la dignità. Insomma, il mestiere del sindacato davanti alla morte di Satnam Singh per disumanità nel lavoro.

Spero che Landini sia duro con le nostre colpe, con le colpe di chi fa impresa disumana, sul caporalato. Insomma dica il vero. Ma vorrei che anche ricordasse il nostro riscatto: che i più anziani ricordano, i meno giovani hanno sentito nominare, i più giovani non hanno nemmeno conosciuto.

Cos’è il riscatto

Uno sciopero al rovescio per la costruzione di una strada sui Lepini

Il riscatto per noi che stiamo nel sud del Lazio è l’occupazione delle terre compiuta dai contadini senza terra dei Lepini. Il riscatto sono gli scioperi alla rovescia e cioè per protestare contro uno Stato che diceva di non avere lavoro i disoccupati ciociari e pontini si misero a costruire strade enormi per collegare un paese e l’altro dimostrando che invece da fare ce n’era. Riscatto è la Casa del Popolo struttura pubblica e polifunzionale diremmo oggi, costruita in un solo anno dalle lavoratrici e dai lavoratori di Roccagorga: una classe operaia che aveva sogni, pensieri, progetti e decise di realizzare con le sue mani opere utili per la collettività. Una lezione di generosità e altruismo da ammirare ancora oggi” scrive Vittorio Cotesta in un suo recentissimo libro. (Leggi qui: Quel 1° Maggio da film negli scioperi alla rovescia sui Lepini. E leggi anche: Notarcola, il diario di un rivoluzionario di professione).

Un riscatto che passa per le amministrazioni socialiste e comuniste che hanno fatto studiare i figli dei contadini senza terra e lì hanno fatti laureare. Passa per la rivolta delle arance a Fondi andata in strada il 3 febbraio del 1969 quando contadini impegnati nella produzione delle arance, operai e studenti occuparono la stazione ferroviaria di Fondi. L’Italia venne tagliata in due per nove ore al fine di rivendicare un equo compenso per i produttori  delle arance.

Protesta per la speranza

Studenti Erasmus © ProImageContent / Can Stock Photo

Vorrei insomma che Landini dicesse anche della speranza di uscire dall’infame sfruttamento. Sono vecchio e ricordo i caporali che portavano in campagna le donne, la loro fatica che facevano per non farla fare ai figli e piano piano con rigore si sono riscattate. Ricordo questo, compagno Landini, perché il riscatto dei compagni indiani sta nei loro figli che vanno al liceo, che stanno facendo il futuro. La sinistra non è protesta nello stato dell’arte ma speranza di un sole nuovo.

Sono figlio dei contadini senza terra, sono figlio di chi non aveva nulla: li chiami burini, cafoni, Ignazio Silone in Fontamara li ha citati tutti gli ultimi del mondo, ma sono insieme alla mia generazione quelli che hanno fatto studiare. Questo bisogna dire e in queste storie sta il riscatto.

A Sezze i comunisti chiesero una biblioteca per cominciare ad essere uomini. Per favore Landini, ricordi agli ultimi di oggi, gli ultimi di ieri. E citi che il figlio del caporale, del padrone inumano, non va a scuola, vive del suo fumo. Invece il figlio del bracciante indiano studia ore ed ore e il domani è suo . Ci ricordi a noi che per lavorare abbiamo fatto una strada clandestina da Roccagorga al mondo e i padroni.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com).