L’anti-diabete parla danese, ma il cuore batte ad Anagni

Con oltre 2 miliardi di investimento e 1.500 nuovi posti di lavoro, Novo Nordisk accende i motori del suo polo strategico in provincia di Frosinone. Il Lazio si afferma hub europeo della farmaceutica.

È cominciata. Con le ruspe e con il cemento, con la carta e l’inchiostro. Non è solo la costruzione fisica di uno stabilimento: con lei nasce anche una nuova narrazione industriale del Lazio. Da oggi Anagni non sarà più solo la città dei Papi ma anche una capitale farmaceutica d’Europa.

È un futuro con la firma di Novo Nordisk, colosso danese della farmaceutica che ha deciso di investire nel cuore industriale della Ciociaria e del Lazio meridionale più di due miliardi di euro. È l’investimento più alto realizzato da Novo Nordisk fuori dalla Danimarca negli ultimi cento anni.

L’ufficialità è arrivata con tanto di cerimonia nella Sala Tevere della Regione Lazio. Una scena che più emblematica non si può: il Governo, la Regione, l’industria e il territorio, tutti per insediare non solo una fabbrica ma un’intera visione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha firmato il decreto per nominare Francesco Rocca commissario straordinario con pieni poteri sul modello “ponte Morandi”. Il ministro Adolfo Urso ha certificato la valenza nazionale dell’operazione. Il presidente di Unindustria Frosinone Corrado Savoriti ha fatto gli onori di casa. L’Italia, per una volta, non rincorre: attrae.

Un polo d’avanguardia

Il progetto si chiama Novo Nordisk Fill and Finish Expansion Anagni, ma è molto più di un semplice ampliamento dell’ex stabilimento farmaceutico Catalent. L’obiettivo è creare uno dei tre hub globali dell’azienda – insieme a Bloomington (USA) e Bruxelles – dedicati alla produzione di farmaci contro obesità e diabete. Cioè le patologie sempre più centrali nei bilanci di salute (e nei bilanci pubblici) delle società occidentali. Mangiamo, non facciamo sport, ingrassiamo e non riusciamo a dimagrire: Novo Nordisk ha trovato la molecola che lo fa senza fatiche e senza rinunce. Oggi costa, domani facendione tante ma proprio tante il prezzo scenderà.

L’impianto sorgerà sull’ex sito anagnino di Catalent, il gruppo mondiale acquisito nel 2024 per 16,5 miliardi di dollari. Il plant di Anagni verrà rivoluzionato con automazione, robotica, tecnologie smart e sostenibili. Un centro d’eccellenza che avrà anche un impatto formidabile sull’economia reale: 1.500 nuovi posti di lavoro qualificati, migliaia di opportunità di indotto e soprattutto un’iniezione di fiducia in un’area che ha fame di infrastrutture, capitale umano e futuro.

Il Lazio capitale della farmaceutica

La provincia di Frosinone e quella di Latina guidano da anni la crescita dell’export farmaceutico, vero fiore all’occhiello del Lazio. Secondo i dati più recenti, nel primo trimestre del 2025 le esportazioni regionali hanno toccato i 9,2 miliardi di euro, con un +24% per i soli prodotti farmaceutici. La sola Frosinone è cresciuta del +39%, Latina dell’8%. Un trend che dimostra come le multinazionali, più degli osservatori, abbiano già individuato nel Lazio un “sweet spot” per l’industria del futuro.

Corrado Savoriti

Non a caso il presidente di Unindustria, Corrado Savoriti, ha colto l’occasione per rilanciare la richiesta di un’altra infrastruttura strategica: la stazione Tav in provincia di Frosinone. «Serve – ha detto – a completare un ecosistema competitivo. Oggi Novo Nordisk, domani chissà quanti altri». Non una stazione qualsiasi: il progetto per Ferentino punta a trasportare i passeggeri di giorno e le merci di notte attraverso il corridoio europeo nel quale la Tav è inserita.

Un invito non solo simbolico: in gioco c’è la capacità del territorio di capitalizzare questa svolta, accompagnandola con scelte logistiche, urbanistiche e amministrative coerenti.

Commissariato “modello Genova”

Francesco Rocca con Adolfo Urso

La novità istituzionale è la nomina del presidente Rocca a commissario straordinario. Una decisione che punta a bypassare gli ostacoli burocratici e garantire, per una volta, il rispetto dei tempi. L’obiettivo dichiarato è che entro il terzo trimestre del 2027 gran parte dell’opera sia conclusa. Il resto entro il 2029. Una corsa contro il tempo, ma anche una prova di maturità per il sistema Lazio.

«Questo è un test di credibilità per la Regione», ha detto Rocca. E ha promesso che lavorerà “fianco a fianco con il Ministero“, sapendo di avere un mandato pieno. Il messaggio tra le righe è chiaro: qui si gioca molto più che una partita industriale. È in gioco la reputazione istituzionale di una Regione che vuole scrollarsi di dosso l’immagine di farraginosità e ritardi.

Il modello piace. Al punto che Unindustria tramite Corrado Savoriti chiede di esportarlo. Non solo per Novo Nordisk che scommette su Anagni e sul Lazio Meridionale 2,5 miliardi di euro. Ma per tutti quelli che sono pronti a scommettere cifre comunque importanti.

Niente incentivi, solo attrattività

Adolfo Urso (Foto: Paola Onofri © Imagoeconomica)

Uno dei dettagli più rivelatori dell’intera operazione è che Novo Nordisk non ha chiesto un solo euro di incentivo pubblico. Nessun finanziamento, nessuna elemosina ministeriale. L’Italia, per una volta, non è terra di conquista ma di investimento.

Il ministro Adolfo Urso l’ha detto chiaramente: «Siamo diventati il Paese più attrattivo d’Europa per investimenti esteri. Questa è la dimostrazione». Non solo: il fatto che un investimento di questa portata abbia luogo in provincia, lontano dai riflettori romani o milanesi, è il segnale di un riequilibrio geografico che va salutato con ottimismo.

Il polo farmaceutico non sarà un’isola. Sarà connesso a università, centri di ricerca, aziende hi-tech, attraverso una serie di sinergie su formazione, innovazione, trasferimento tecnologico. In parallelo, la Regione Lazio ha già stanziato 2,9 milioni di euro per completare l’asse viario Selciatella ad Anagni, snodo essenziale per rendere il sito competitivo. Anche la politica infrastrutturale, insomma, si muove nella stessa direzione.

Nasce il modello-Anagni

Foto © Kaboompics / Pexels

Nel corso della conferenza stampa, il refrain più citato è stato “tempistica”. Ma dietro c’è molto di più: è in gioco la credibilità del sistema Paese, la capacità di fare squadra, la volontà di non perdere un altro treno industriale. Il treno Novo Nordisk è partito. Sarà Anagni la sua prossima fermata. Ma sarà il Lazio – e con esso l’intera Italia – a dover dimostrare di essere pronto a salire a bordo. Perché se il motore è rappresentato dai 2 miliardi di investimento privato stanziati dalla multinazionale danese, la cabina di regia è interamente nelle mani delle istituzioni regionali. Con un obiettivo chiaro: fare del Lazio una piattaforma internazionale per l’innovazione nel farmaceutico, con procedure snelle, rapidità decisionale e capacità attrattiva all’altezza dei più avanzati sistemi europei.

Roberta Angelilli

A ribadirlo è Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore a Sviluppo Economico, Industria e Internazionalizzazione: «Il Lazio con Anagni si candida ad essere un hub dell’innovazione nel settore farmaceutico a livello internazionale, con cifre da record nell’esportazione: 12 miliardi di euro, prima regione in Italia».

Ma non basta attrarre, serve anche agevolare. Per questo il modello messo in campo punta alla massima semplificazione: «Abbiamo attivato un solo punto di contatto, presieduto dal presidente Rocca in qualità di commissario straordinario, che fungerà da sportello unico per tutte le procedure e autorizzazioni» spiega Angelilli. In pratica: tutte le autorizzazioni, tutti le difficoltà, tutti i cavilli: li appiana Francesco Rocca con delega piena del Governo Italiano. No perditempo please. «È un unico tavolo di lavoro che riunisce istituzioni e attori protagonisti, con un approccio orientato al problem solving rapido ed efficace».

Il Decreto del 2023 che cambia le cose

Si corre. Come in una pista di Formula 1. Com’è possibile che avvenga nella terra della lentocrazia, dove i tempi per un’autorizzazione sono più del doppio di quelli medi di tutta l’Italia? Un’accelerazione normativa che deriva dal Decreto legge 104 del 10 agosto 2023, fortemente voluto dal ministro Adolfo Urso: “Un cambio di passo reale – sottolinea Angelilli – che consente di favorire e velocizzare gli investimenti strategici, come quello di Anagni”.

L’operazione Novo Nordisk, sottolineano dalla Giunta Rocca, è anche un biglietto da visita per la campagna d’attrazione di capitali che la Regione Lazio ha lanciato a livello europeo: «Abbiamo presentato a Bruxelles la piattaforma “Invest in Lazio” con 20 milioni di euro a supporto delle imprese estere – ricorda Angelilli – ed è in questo scenario che la scelta di Novo Nordisk acquista ancora più valore: conferma la nostra affidabilità e attrattività».

Le reazioni

Pasquale Ciacciarelli

Le reazioni non si sono fatte attendere. l’assessore Pasquale Ciacciarelli, che in Giunta rappresenta la provincia di Frosinone, sottolinea che «la nascita di un hub industriale di questo livello contribuirà a uno sviluppo duraturo e sostenibile, non solo per Frosinone ma per tutto il Lazio». In sintesi: il polo Novo Nordisk non è solo un maxi-investimento. È un test di sistema. Il primo banco di prova per capire se il Lazio sa davvero fare squadra, mettere a dieta la burocrazia e alimentare — con fatti e infrastrutture — una crescita strutturale, duratura, moderna. Se il modello-Rocca funziona qui, nulla vieta che diventi la norma. Anche fuori da Anagni.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore all’Ambiente Elena Palazzo: «Questo investimento rappresenta un’occasione fondamentale per lo sviluppo della provincia di Frosinone e dell’intera Regione. È il segnale che il nostro territorio può finalmente competere con le grandi capitali dell’industria innovativa». E ancora: «Il progetto porterà 1.500 nuovi posti di lavoro e un polo d’eccellenza nella lotta all’obesità e al diabete».

Raffaele Trequattrini

Più tecnico il professor Raffaele Trequattrini, commissario del Consorzio Industriale del Lazio. Il quale analizza che «Siamo di fronte a un investimento di portata straordinaria, che premia il nostro territorio e conferma la centralità del Lazio nel panorama industriale e farmaceutico europeo». Per il Commissario Trequattrini «di fronte a sfide di questa entità, il Consorzio Industriale del Lazio si è attivato con la massima rapidità ed efficienza per garantire risposte immediate e tempi certi. Questo importante traguardo non sarebbe stato possibile senza un gioco di squadra istituzionale. È proprio questo modello di cooperazione che dobbiamo consolidare e replicare per rendere il Lazio sempre più competitivo, attrattivo e capace di generare occupazione e innovazione». 

«La nostra missione è supportare chi sceglie di investire sul territorio, abbattendo ostacoli burocratici, facilitando le autorizzazioni e offrendo assistenza tecnica qualificata lungo tutto il processo – ha aggiunto il direttore Claudio Ferracci Il Consorzio Industriale del Lazio continuerà ad essere un interlocutore affidabile per tutti quegli investitori che credono nel potenziale della nostra regione. Questa è una sfida che vinciamo solo insieme, con visione, metodo e spirito di servizio verso il territorio».

I NUMERI DEL PROGETTO

  • 2 miliardi di euro di investimento diretto entro il 2029
  • 1.500 posti di lavoro qualificati
  • 0 euro di incentivi pubblici richiesti
  • 3 hub globali di Novo Nordisk (USA, Belgio, Italia)
  • 9,2 miliardi di export farmaceutico Lazio Q1 2025
  • +39% export provincia di Frosinone
  • +157% crescita settore farmaceutico in 10 anni