Latina, arriva la tassa di soggiorno. Ma il turismo dov’è?

L'Amministrazione comunale istituisce l'imposta per quanti alloggeranno nelle strutture alberghiere della città. Si pagherà da 1 a 1.50 al giorno. Gli introiti serviranno per finanziare il settore turistico. Ma scoppia la polemica: dall'opposizione forti critiche della lista Latina bene comune. Dura la replica dell'assessore Gianluca Di Cocco

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Da 1 euro a 1,50 al giorno, esclusi i minori di 12 anni, i malati (o anche loro accompagnatori) che devono seguire percorsi di cura presso strutture locali e altre categorie specifiche. Il Comune di Latina istituisce l’imposta di soggiorno turistico, tassa attiva già da tempo in molti altri Comuni d’Italia, con entità che arrivano anche a 5 euro al giorno.

Presentando il Bilancio di Previsione 2026-28, approvato in Commissione Bilancio venerdì scorso, l’assessore Ada Nasti, ne aveva parlato come fosse una possibilità futura. Un provvedimento allo studio. Invece, è già realtà: martedì, sempre in commissione Bilancio, arriverà la proposta di delibera di Consiglio comunale per l’istituzione della tassa, e il relativo regolamento.

Da proposta allo studio, a realtà, in poche ore. E questo perché il Bilancio di Previsione 2026-28 del Comune di Latina è sì in equilibrio, ma è anche molto rigido e con poche leve di manovra. Se non quasi nulle. Detto in soldoni: i servizi si riescono a confermare e erogare ma nulla di più. I soldi non ci sono, anche perché stanno calando sempre di più i trasferimenti statali, erariali e regionali, mentre i costi dei servizi aumentano. Positive, almeno, le entrate, tra cui quelle patrimoniali.

Non era un’ipotesi

Matilde Celentano

In poche parole: servono altri fondi. Così, la Nasti, insieme al suo dirigente, Diego Vicaro avevano parlato di una possibilità allo studio: applicare l’imposta di soggiorno, finora mai inserita: da 1 euro a 1,50 al giorno, a seconda del livello della struttura (il numero di stelle dell’hotel, piuttosto che sia un B&B o un camping). E aveva dato anche i dati: “Su una stima di circa 40mila presenze annue, potremmo introitare tra i 120mila e i 150mila euro annui”.

Inoltre, è emerso come l’amministrazione avesse già avuto confronti con le associazioni di categoria. Resta sempre il dubbio, quando si parla di turismo a Latina, che tutto debba essere ancora organizzato al meglio: da un lato c’è quello estivo, balneare, con gli alberghi e i camping, su una costa che ha comunque urgente necessità di realizzare gli interventi di difesa e tutela contro l’erosione.

I giardini di Ninfa

Dall’altro quello che dovrebbe toccare i centri limitrofi: i Giardini di Ninfa, ad esempio, come l’Appia Regina Viarum, centri storici che vanno dalla Sermoneta medioevale all’area archeologica dell’Antica Norba, solo per citarne alcuni. Ma quello che sembra sempre carente è una sinergia per mettere insieme tutto questo.

Delibera e regolamento, la tassa diventa realtà

Ora l’imposta di soggiorno diventa realtà e il Comune intende applicarla da subito, già dal 2026, ovvero tra pochi giorni: martedì la commissione è convocata, con tanto di atti come la proposta di delibera di Consiglio di istituzione e il relativo regolamento.

Documenti che precisano come, in ossequio alle norme nazionali in materia di federalismo municipale, il gettito derivante dall’imposta “sia destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, dei relativi servizi pubblici locali, nonché i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”.

Risorse da reinvestire nel comparto

Quindi, “il Comune di Latina, in coerenza con le strategie di valorizzazione dell’offerta turistica e con gli obiettivi di promozione culturale e ambientale del territorio, intende rafforzare le azioni volte al miglioramento della qualità dei servizi pubblici locali connessi all’accoglienza, alla fruibilità urbana, alla tutela del decoro e alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e naturalistico”.

Il Consiglio comunale di Latina

Per cui “l’istituzione dell’imposta di soggiorno, prevista dall’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, consenta di destinare risorse specifiche al finanziamento di interventi in materia di turismo, anche a sostegno delle strutture ricettive, nonché alla manutenzione, fruizione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali del territorio e al miglioramento dei servizi pubblici locali ad essi connessi”.

Il regolamento

Otto poi le pagine del regolamento, che sostanzialmente ricalca le normative nazionali. Fissa l’imposta (per chiunque pernotti in qualunque tipo di struttura ricettiva presente nel territorio comunale e non risulti residente a Latina), per un massimo di 5 pernottamenti consecutivi. Stabilisce forme forfettarie per abbonamenti mensili e stagionali per camping e strutture assimiliabili.

La reception di un hotel (Fotol © Dmitry Kalinovsky | Dreamstime.com)

Detta le esenzioni a partire dai minori di 12 anni, malati soggetti a terapie, accompagnatori delegati di ricoverati, persone disabili non autosufficienti e loro accompagnatori. Poi autisti di pullman e capigruppo di gruppi organizzati da agenzie di viaggio e turismo. Appartenenti alle forze dell’ordine che pernottino per documentate esigenze di servizio. Gli stessi dipendenti della struttura ricettiva. Previste anche sanzioni in caso di mancato versamento dell’imposta o omessa dichiarazione.

Polemiche, botta e risposta

Dario Bellini

La convocazione, con tanto di atti, ha scatenato subito le polemiche da parte dell’opposizione: “Stupisce che dopo la pessima figura fatta quando Latina fu candidata a capitale della cultura proprio sulla insufficiente accoglienza turistica, adesso invece si cerca di fare cassa usando una tassa che a Latina sarà non solo poco applicabile ma poco utile per il turismo e gli operatori”, affermano movimento e gruppo consiliare di Latina bene comune.

“Si parla di fatto di turismo senza avere la minima consapevolezza che Latina al momento non ospita turisti – sottolineano i consiglieri e la segretaria di Lbc – Ospita tutt’al più persone che arrivano per motivi di lavoro e che non hanno il tempo di godersi la città. Dal confronto con i gestori e titolari di strutture ricettive emerge che la quantità di fatture emesse dagli hotel è relativa esclusivamente a clientela business. La tassa di soggiorno finirebbe dunque per spingere questi flussi verso Comuni limitrofi che non hanno istituito la tassa, aggravando l’economia del territorio. Inoltre l’amministrazione intende istituire una tassa assurda senza riuscire a garantire servizi base”.

Ed aggiungono da Lbc: “Mancano collegamenti adeguati da e per la stazione, tanto che chi arriva è costretto a spendere 15 euro di taxi per raggiungere la città. Non ci sono punti di informazione turistica, perfino indicazioni con numeri per chiamare taxi o conoscere gli orari degli autobus; raggiungere il lido dagli alberghi è un’impresa impossibile”.

Damiano Coletta, leader di Latina bene comune

Mancano completamente informazioni su orari di apertura dei musei e costi di ingresso – hanno continuato da Latina bene comune – Le stime di questa entrata sono costruite su dati non attendibili e su presenze stimate comprensive anche di soggetti esenti e dunque non indicative del potenziale gettito in entrata. Senza considerare che Latina è stata fino ad oggi anche la base per raggiungere altre mete, come Roma, Napoli, Ponza”.

Di Cocco: “Chi critica non ha lasciato niente”

“Sterile e strumentale polemica”, la definisce l’assessore al turismo, Gianluca Di Cocco, secondo cui “gli importi previsti sono contenuti, pari a 1,00 euro e 1,50 euro a notte a persona, in linea con quanto già avviene in moltissime città italiane, comprese realtà territorialmente comparabili alla nostra. La misura consentirà di reinvestire le risorse raccolte esclusivamente nel comparto turistico, permettendo di digitalizzare il sistema turistico comunale, migliorare l’accoglienza, sostenere eventi culturali e rafforzare i servizi legati ai flussi turistici”.

L’assessore al turismo Gianluca Di Cocco

L’assessore Di Cocco non le manda a dire all’opposizione: Colpisce che chi oggi critica questa scelta non abbia introdotto strumenti analoghi quando era alla guida della città, né abbia lasciato una strategia concreta di sviluppo turistico. Alimentare timori infondati su un contributo di un euro o un euro e cinquanta significa fare opposizione senza proposta, ignorando esperienze consolidate a livello nazionale e locale”.

L’Amministrazione comunale proseguirà con determinazione su questa strada, convinta che il turismo rappresenti un volano fondamentale per l’economia locale e per la valorizzazione del territorio, operando con responsabilità, trasparenza e visione”, ha chiosato l’assessore.