Latina e il Centenario dopo il Consiglio “solenne”. Cosa accadrà ora

La Legge sul centenario porterà a Latina 8 milioni in 8 anni. Ma adesso quali sono le tappe? Il ruolo del Ministero. Il totonomi sulla presidenza. Ed il Comitato Scientifico. Le adesioni e l'obbligo di dialogo

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Con ancora negli occhi e soprattutto nella mente le tre ore di opulenza di Consiglio comunale “solenne e straordinario“, Latina ora si interroga: va bene la celebrazione della legge sul Centenario che porterà in città 8 milioni di euro in 8 anni, ma concretamente, che succederà? (leggi qui: Centenario di Latina, una storia proiettata al futuro senza nostalgie).

Il ruolo del Ministero

Alessandro Giuli (Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

In primo luogo. La legge voluta dal senatore Nicola Calandrini, oltre a stabilire il corposo finanziamento, istituisce anche un organo che dovrà dirigere il tutto: la Fondazione Latina 2032. Come ogni Fondazione, è di competenza del ministero della Cultura. Il dicastero, dunque, sarà chiamato a approvare due atti fondamentali. Il primo è l’atto costitutivo, il secondo è lo Statuto. A questi, dovrà seguire la nomina della presidenza, sempre a cura del ministero.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, l’altro giorno a Latina, non ha fornito tempi, anche se ha assicurato come il dicastero si impegna nella vicenda. Tutte le approvazioni però, dovranno avvenire entro il 31 dicembre, ovvero in appena un’ottantina di giorni, per non perdere la prima erogazione, essenziale: 200mila euro a disposizione della Fondazione stessa, per far partire le attività.

Il totonomi

Il prefetto Pierluigi Faloni (Foto: Paolo Cerroni © Imagoeconomica)

I nomi che girano per la presidenza si articolano in tre fondamentali settori. Il primo è quello dei ruoli istituzionali: Calandrini ha accennato più volte che, secondo quanto immagina lui, la figura “istituzionale” si adatterebbe a quella di un Prefetto, per il ruolo che svolgono nei territori i rappresentanti del Governo. Così, ovviamente, non può però essere, in quanto sarebbe incompatibile un Prefetto in carica. Ma uno in pensione? Forse si, anche se in realtà un Prefetto non va mai veramente in pensione. Ma due nomi di ex Prefetti di Latina girano. Sono quelli di Perluigi Faloni e di Maria Rosa Trio.

C’è poi il settore delle alte figure intellettuali, e si pensa a un Giordano Bruno Guerri.

Infine, gli ex politici, non ultimi l’ex sindaco Vincenzo Zaccheo e l’ex senatore Riccardo Pedrizzi, entrambi, ai tempi, di Alleanza nazionale. Fattibile? Dipende. Dalle parole di Calandrini, infatti, egli potrebbe preferirebbe infatti nomi in grado di unire e di rendere quanto più condiviso il percorso. Non va dimenticato che il senatore è riuscito nell’impresa di far approvare un testo in maniera bipartisan, lasciando margini per gli emendamenti del mondo progressista che hanno cancellato ogni ipotetica ombra d’una legge di parte.

Un altro elemento è già certo: la sede. Come annunciato dalla sindaca, infatti, la Fondazione avrà casa nel municipio stesso, con l’intenzione di rendere più veloce e agevole anche il dialogo con l’amministrazione. 

Le adesioni

Una volta creata la Fondazione, si dovranno attrarre in essa quante più realtà possibile, pubbliche e private: la Regione (che ha assicurato la sua presenza), la Provincia (che l’ha già votata), i 33 Comuni della provincia, la Camera di Commercio (il cui presidente, Giovanni Acampora, ha garantito che l’ente sarà pronto a fare la propria parte, a patto che sia accompagnata da concreti percorsi paralleli, dallo sviluppo infrastrutturale a quello turistico), le associazioni di categoria, le industrie. Con lo scopo, non secondario, di attrarre ulteriori fondi e investimenti.

C’è poi un altro tema: uno degli emendamenti alla legge presentati dall’opposizione (e trasformato in Ordine del Giorno) istituisce infatti anche il Comitato scientifico del Centenario. Anche questo andrà formato, e sarà un organo tecnico, composto di intellettuali e storici, chiamati a valutare le iniziative per il Centenario. 

Obbligo di dialogo

Nicola Calandrini con Matilde Celentano

Fatto tutto questo, per cui occorreranno diversi mesi, si potrà partire. Fondazione, Comitato, amministrazioni, associazioni, corpi sociali, saranno chiamati a dialogare in maniera condivisa e operare le scelte. Un logo dell’evento, ad esempio; la creazione di un brand “Latina” per “esportare la sua unicità” nel mondo; raccogliere le testimonianze dei centenari che fondarono Littoria; eventi per attrarre turisti dall’Italia e dal mondo per mostrare le bellezze, naturali, artistiche e architettoniche, e valorizzare la storia della sua nascita; riscoprire l’opera di intellettuali pontini.

All’appuntamento però, dovrà arrivarci anche con un “vestito nuovo“; andranno colmate le carenze infrastrutturali; dovranno essere riaperti parchi e chioschi; dovrà essere riqualificato il centro storico, solo per dire le principali. Il tutto, per dare un’identità e una cultura propria a un territorio che si proietterà nel futuro facendo pace con le proprie origini. Che non furono tutte rose e fiori dell’umanesimo del lavoro. (Leggi qui: Calandrini porta in Senato i 100 anni di Latina “senza negare e senza nostalgia”).