Latina e la Trasparenza in… ostaggio

Scontro al vetriolo tra maggioranza ed opposizione sulla commissione presieduta da Maria Grazia Ciolfi. Scambio di accuse, seduta rinviata e lavori bloccati su un tema delicato riguardante l'Azienda dei beni comuni. Nell'occhio del ciclone l'esponente del M5S

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Niente, la commissione Trasparenza del Comune di Latina non riesce a svolgere una seduta sui temi caldi. E soprattutto non riesce a vivere i lavori in tranquillità. Vero che le dialettiche maggioranza-minoranza sono “accese” in qualsivoglia assise di qualsivoglia grado ma a Latina, se si toccano l’acqua o i rifiuti, gli animi si scaldano. E la maggioranza, soprattutto lancia accuse all’attuale presidente dell’organo consiliare, Maria Grazia Ciolfi del Movimento 5 Stelle, eletta allo scranno più alto della Commissione lo scorso 26 settembre, nel naturale avvicendamento di metà consiliatura, prendendo il posto di Floriana Coletta di Lbc.

Accuse cui ovviamente ribatte l’opposizione.

Temi impegnativi

La Ciolfi convoca su temi evidentemente roventi. Nell’ordine: l’Azienda dei beni comuni, che gestisce i rifiuti; Acqualatina e l’aumento di capitale; la piscina comunale e la convenzione di gestione (su questo, almeno, il 23 ottobre, si è potuto discutere). Ma è anche oggetto – appunto – della Trasparenza, verificare che gli iter siano “trasparenti”.

La sede dell’Azienda beni comuni di Latina

Il punto è che, a differenza di quanto accadeva con la Coletta, che pure era spesso “sotto attacco” da parte della maggioranza, quest’ultima ora si è messa decisamente di traverso: i documenti non arrivano in commissione? Allora si rinvii la seduta. È successo anche oggi sui rifiuti, come era successo il 6 novembre su Acqualatina, mentre il 16 ottobre, alla prima convocazione sui rifiuti, la maggioranza semplicemente non si era presentata, addirittura annunciando l’assenza il giorno prima a mezzo stampa.

La maggioranza dunque vuole i documenti e li vuole con largo anticipo, per poterli studiare. Ma avviene anche in altre commissioni? Normalmente gli atti sono allegati alle convocazioni. Ma non accade sempre: spesso sono gli assessori o i tecnici a relazionare. 

Una seduta da rinviare

Oggi la scena si è ripetuta: la convocazione aveva come oggetto il parere legale chiesto dal Cda dell’Azienda dei beni comuni in merito alla modifica dell’articolo 8 della convenzione e al taglio da mezzo milione di euro del corrispettivo annuo del contratto di servizio, decisi dal Comune di Latina unilateralmente e retroattivamente quattro mesi fa.

L’assessore Franco Addonizio

È quel parere legale, alla base oggi della nuova proposta di delibera di Consiglio comunale di respingimento del Bilancio consuntivo 2024 di Abc che presentava gli utili, che si sarebbe dovuto esaminare oggi in commissione Trasparenza. Quel documento però non è arrivato. La Ciolfi lo ha chiesto contestualmente alla convocazione, avvenuta il 17, ovvero tre giorni prima della seduta.

La maggioranza ha dunque chiesto che la seduta fosse rinviata, visto che il documento da esaminare non c’era. In seduta c’erano però tutti soggetti che quel documento probabilmente lo conoscono: gli assessori al Bilancio, Ada Nasti, all’Ambiente, Franco Addonizio, la segretaria generale, Alessandra Macrì, e anche i revisori dei conti di Abc, e il suo direttore generale, Antonello Malucelli. A un certo punto, arriva pure il presidente del Consiglio, Raimondo Tiero.

Forte contrapposizione maggioranza-opposizione

Tra loro, ci sono anche figure che hanno contribuito alla stesura della nuova delibera di consiglio, che anche di quel documento è figlia. Un parere legale secondo il quale dovrebbe appunto essere il Consiglio comunale a respingere il Bilancio di Abc, imponendo all’azienda di modificarlo, senza gli utili, in modo da poter riapprovare il consolidato del Comune.

Il Consiglio comunale di Latina

Stavolta con i conti allineati tra l’amministrazione e la sua azienda speciale. Sarebbe stato dunque il cda a chiedere all’amministrazione l’imposizione del Consiglio di respingimento del proprio bilancio e la modifica.

Di tutto questo si sarebbe dovuto parlare oggi in Trasparenza. Ma, ancora una volta, è saltato tutto: un’ora e passa di dura contrapposizione maggioranza e opposizione, e alla fine il voto – chiesto dalla maggioranza – di rinvio di fronte all’assenza dei documenti.

Le minoranze insorgono: “Atto di ostruzionismo”

Seguono poi le note, roventi, di ambo le parti. L’opposizione parla di “ennesimo gravissimo atto di ostruzionismo da parte di alcuni consiglieri della maggioranza”. E, di fronte all’assenza dei documenti, ricorda che “ieri è arrivato un sollecito, questa mattina una formale diffida agli uffici, eppure nessun documento è stato consegnato, nonostante fossero nella disponibilità del Comune. È del tutto evidente – spiegano le opposizioni – che si vuole limitare l’azione della commissione Trasparenza impedendo ai consiglieri di svolgere il proprio ruolo”.

Valeria Campagna, consigliera d’opposizione del Pd

Non è un episodio isolato, ma un comportamento sistematico e prevaricante – hanno aggiunto le minoranze – I consiglieri di minoranza, dal canto loro, hanno chiesto di proseguire i lavori per consentire ai presenti di intervenire su un tema di evidente interesse per la cittadinanza. Ancora una volta l’atteggiamento ostruzionistico di alcuni componenti della maggioranza non ha permesso nemmeno di ascoltare le figure istituzionali coinvolte. I cittadini collegati alla diretta hanno assistito soltanto a polemiche, senza ricevere alcuna informazione utile”.

E concludono: Alcuni esponenti della maggioranza stanno impedendo alla commissione Trasparenza di svolgere il ruolo che il Regolamento e la legge le assegnano. Non è più tollerabile”.

La maggioranza tuona contro la Ciolfi

Dura la replica della maggioranza, che parla di “ferma indignazione per il metodo di lavoro tenuto dalla presidente Ciolfi e per l’ennesima gestione caotica e improduttiva della commissione Trasparenza. Anche questa volta la Commissione è stata convocata senza che fossero disponibili gli atti necessari, nonostante l’ordine del giorno, “Analisi del parere legale richiesto dall’Azienda Speciale ABC sulle modifiche unilaterali e retroattive del contratto di servizio”, prevedesse proprio l’esame del parere in questione”.

Vincenzo Valletta, capogruppo della Lega

La maggioranza è un fiume in piena. Un parere che, peraltro, non è mai stato portato sul tavolo della Commissione, nemmeno oggi, dopo le diverse illazioni dei commissari di opposizione, rendendo di fatto impossibile qualsiasi discussione seria e informata. Di fronte alla richiesta della maggioranza di aggiornare la seduta per evitare ulteriore dispendio di risorse pubbliche e di gettoni di presenza inutili, la presidente Ciolfi ha invece ignorato le istanze dei commissari e non ha messo prontamente ai voti l’aggiornamento richiesto, violando le più elementari regole di corretto funzionamento della commissione”.

“Serve una conduzione imparziale”

La maggioranza ha chiesto che la presidente Ciolfiabbandoni immediatamente queste prassi scorrette e che le future convocazioni avvengano nel pieno rispetto delle regole, con gli atti disponibili e con una conduzione imparziale, affinché la Commissione possa finalmente svolgere la propria funzione in modo utile, trasparente e responsabile. La presidente non gode di prerogative diverse dagli altri presidenti di commissione, che convocano solo quando la documentazione necessaria è disponibile”.

Simona Mulè, consigliera di FdI

Non è pensabile che la Presidente convochi una seduta sapendo di non avere gli atti e lasciando agli uffici appena due giorni per adempiere: un tempo non ragionevole per garantire la correttezza dell’iter di convocazione. È inutile che si tenti di coprire questa responsabilità con accuse infondate di ostruzionismo o con attacchi impropri: la verità è che si è cercato di piegare la Commissione a fini propagandistici, usando approssimazione e irresponsabilità”.