L'ultimo Consiglio comunale ha confermato il momento critico della coalizione che sostiene la sindaca Celentano. L'importante delibera sulla compensazione è passata con soli 19 voti e grazie anche Daniela Fiore, esponente di spicco del centrosinistra fuoriuscita dal Pd. Intanto la prima cittadina incontrerà di nuovo i partiti
“Non ci sono più le maggioranze di una volta”, verrebbe quasi da pensare, leggendo le diatribe della squadra di centrodestra che governa il Comune di Latina. Impegnata, negli ultimi mesi, a “scontrarsi” sul futuro dell’Azienda dei Beni Comuni e sulla sua gestione dei rifiuti urbani. Ma non solo.
Più che altro, si parla di “maggioranze variabili“, che alla sindaca, Matilde Celentano, non stanno bene, come anche ai suoi fedelissimi. Perché poi, con la “variabilità”, si rischia, e non poco.
La stampella dell’opposizione
Ieri in Consiglio comunale è stata esaminata la delibera sulla compensazione, figlia di quella di un anno fa sull’inserimento della perequazione urbanistica nelle Norme Tecniche Attuative del Piano Regolatore Generale. Venne sonoramente bocciata dalla Regione Lazio per carenze tecniche nonché di comunicazione all’ente romano. E venne acceso il semaforo rosso anche per carenza di confronto pubblico: cioè quelle cose andavano affisse all’Albo, i cittadini dovevano poter sollevare i loro rilievi. Com’è andata a finire ieri? È stata approvata con 19 voti a favore, 2 contrari e 1 astenuto dall’opposizione.

Diciannove voti, ovvero appena due in più del numero legale, rispetto ai 23 su cui conterebbe la maggioranza (24 con la sindaca, Matilde Celentano). Non solo: di quei 19 voti a favore, uno è di Daniela Fiore, oggi nel Gruppo Misto, formalmente all’opposizione. La Fiore è una figura rilevante della politica pontina: da sempre nel Partito Democratico, candidata alle Primarie per il sindaco di coalizione di centrosinistra del 2023 (vinte poi da Damiano Coletta), un mese fa ha sbattuto la porta (dei Dem) e è oggi nel misto.
Con la premessa che sarebbe rimasta all’opposizione. Ma anche che avrebbe valutato di volta in volta. Come ieri, quando ha motivato il suo voto a favore spiegando che “è necessario approvare una delibera che superi il vaglio regionale e possa dare ai cittadini la fiducia in una pianificazione innovativa, ma sempre orientata al bene pubblico. L’aggiornamento delle norme tecniche del Piano regolatore e l’introduzione di strumenti moderni, capaci di realizzare opere pubbliche senza gravare sulle finanze comunali, restano obiettivi condivisibili e utili alla città”. E dunque, vota con la maggioranza.
La querelle delle commissioni

Un’uscita dai Dem, la sua, che ha creato scompiglio anche nelle Commissioni, la cui composizione è stato necessario aggiornare, con una delibera, approvata sempre ieri. Una vicenda in cui spicca un dato. Dopo la sua uscita dai Dem, la Fiore si è confrontata con i suoi ex colleghi di Gruppo per capire come riorganizzare i seggi, pronta, secondo le indiscrezioni, anche a lasciare degli scranni.
Ma la sorpresa è stata che i Dem, rimasti in due (Valeria Campagna e Leonardo Majocchi), hanno preferito mantenere la loro presenza in Commissione Trasparenza e in commissione Servizi sociali, rinunciando di fatto a commissioni “regine” come Bilancio, Urbanistica e Lavori pubblici. Quelle che per prassi vengono considerate le più importanti.

Ieri la Campagna lo ha motivato: “La Fiore ha deciso di uscire e il Pd ha perso alcuni seggi, costringendoci a fare delle scelte, dato che i seggi non basano per coprire tutte le Commissioni. Abbiamo chiesto di poter stare in Trasparenza, che è una commissione importante per svolgere la nostra funzione di controllo. E di restare nella Commissione Servizi Sociali, perché l’attenzione alle fragilità e alle marginalità sono al centro dell’azione politica del Pd e vista anche la situazione del welfare in questo Comune”.
E, visto che in futuro dovrà essere istituita la commissione Affari istituzionali, che avrà la presenza di tutti i gruppi e il voto ponderato, la Campagna ha chiesto che si ispirino a questo modello anche le altre Commissioni, con una modifica del regolamento di Consiglio.
Vertice Celentano-partiti di maggioranza
In maggioranza, intanto, si attende: nelle prossime ore, la sindaca Matilde Celentano dovrà incontrare nuovamente le forze politiche del suo governo (FdI, Lista Celentano, Lega, Noi moderati, Forza Italia) dopo le scaramucce di questi giorni con attacchi reciproci da una parte e dall’altra sul futuro di Abc. Stavolta, però, gli incontri saranno separati.

Una settimana fa, nell’incontro di maggioranza, la prima cittadina era stata chiara: “Chi vuole stare in maggioranza, deve rispettare le regole di coalizione”. Basta quindi ad assenze “strategiche” o a voti di astensione. Aggiungendo un “pensateci, e fatemi sapere”.
I giorni dati per la riflessione sono ormai agli sgoccioli. E, per evitare che in riunione le forze politiche si mettano a rinfacciarsi gli sgarbi, come già accaduto, gli incontri saranno singoli.



