Latina e le mozioni “orfane” di… dibattito

L'ultima seduta del consiglio comunale di Latina ha riaperto il caso delle interpellanze proposte dai consiglieri e mai discusse. Sono decine e meriterebbero maggiore attenzione. Nella riunione del 3 dicembre ne sono state inserite 13 ma Dario Bellini (Lbc) non si fida ed ha ammonito il presidente Raimondo Tiero

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Sono decine, ormai. Alcune delle quali risalenti a mesi e mesi addietro. Sono tante, e sono tutte orfane di dibattito. Vengono depositate, vengono messe all’Ordine del Giorno delle sedute del Consiglio comunale. Poi, arrivano le delibere urgenti da discutere e approvare. E loro finiscono dopo, in coda alla seduta. Seduta che va avanti per ore. E non si riescono a discutere.

Sono le mozioni, atti di Consiglio comunale che vengono presentati, discussi e approvati quando una delibera su quel tema non è possibile. Sono intenzioni: servono a dare mandato a sindaca e giunta per muoversi in favore di un riconoscimento, di una istituzione di enti, di un’azione in favore della pace o del riconoscimento dello Stato della Palestina.

L’ultimo rinvio

Venerdì è successo ancora: la seduta di Consiglio comunale ha visto l’approvazione della delibera sul respingimento del bilancio di Abc quella sull’ultima variazione di bilancio del 2025 (la settima). In coda c’erano anche otto (dicasi, otto) mozioni. Tutto rinviato: la seduta doveva concludersi entro le 15.30, in quanto il gruppo di Noi Moderati doveva recarsi a Roma per il Congresso Nazionale. (Leggi qui: Latina, respinto il bilancio di Abc. Dai “bluff” alla maggioranza ricompattata).

Dario Bellini

Così, tutto rinviato: a quando? Al 3 dicembre, ovvero alla seduta già convocata appositamente solo per le mozioni: altre 13 (dicasi: tredici), per arrivare a uno stratosferico totale di ben 21 punti all’ordine del giorno, tutte mozioni.

Tale per cui venerdì, chiudendo la seduta, Dario Bellini (Lbc) ha ammonito il presidente del Consiglio, Raimondo Tiero: “Non facciamo che vengono messi all’ordine del giorno altri punti relativi a delibere urgenti. Altrimenti, le mozioni slittano ancora”. Il timore dunque c’è.

Una mozione non si nega a nessuno

Raimondo Tiero, presidente del Consiglio comunale di Latina

Ma di cosa parlano? Di tutto e di più. Come si diceva un tempo, “una mozione non si nega a nessuno” (ah, no, era “un Ordine del Giorno”. Ma è quasi la stessa cosa). Vediamone qualcuna: Alessandro Porzi (Lista Celentano) presenta mozioni (da solo o con altri consiglieri) dedicate a “Inserimento Foce Verde nel Piano dei Porti di Interesse Economico Regionale”; “Polo di ricerca Cirene & Digital Hub AI”; “Piano strategico del centenario Marina di Latina”; “Museo del Mare”; “Piano strategico – Data center Cloud”.

Andiamo poi su temi internazionali con Nazareno Ranaldi che chiede la “Sospensione delle collaborazioni e dei rapporti istituzionali tra il Comune di Latina e il Governo israeliano, in risposta alle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario nella Striscia di Gaza”.

Il Pd tra sicurezza e Nino Corona

Andiamo poi sull’emergenza sicurezza con il Pd (Valeria Campagna e Leonardo Majocchi) con Mozione per impegni del Comune di Latina per la sicurezza urbana e la lotta alla criminalità”. La Campagna si impegna anche in nome di un sindaco di Latina: “Intitolazione del Palazzo della Cultura di Latina ad Antonio Corona, Sindaco di Latina dal 1972 al 1980 e dal 1983 al 1985”.

Valeria Campagna del Pd

Nino Corona fu il primo cittadino che si impegnò in favore delle fasce più fragili della popolazione, in particolare per le abitazioni popolari. Ma fu attivo soprattutto nel programma delle grandi opere e a lui si deve, nella seconda metà degli anni ’80, la realizzazione del Palazzo della Cultura di viale Umberto I, contenente i teatri D’Annunzio, Cafaro, Dei Mille, sale mostra, sale convegni, uffici. L’ultima vera grande opera realizzata a Latina (oggi in lunga e complessa ristrutturazione, con il solo D’Annunzio riaperto).

Coluzzi, una collezione di proposte

Tante sono poi le mozioni presentate da Giuseppe Coluzzi di FdI. Andiamo da Sopra elevazione di uno o due piani sui muri perimetrali delle case basse (piano terra o piano terra più un piano) per fini sociali, ambientali ed economici” a “Proposta tecnica per il riconoscimento urbanistico dello status di Borgo storico per la frazione Tor Tre Ponti del Comune di Latina”.

Mozioni per l’“Istituzione del Corso Laurea in Scienze monetarie nella Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza – Polo Pontino”; per la “Viabilità di collegamento tra via Epitaffio e parcheggio stazione ferroviaria (Contratti di Quartiere II I lotto) realizzazione della rotonda all’intersezione a T con Via delle Industrie”.

Giuseppe Coluzzi, consigliere di FdI

Coluzzi si è interessato anche di temi come “Intitolazione della sala riunioni dell’ex cinema ENAL al maestro elementare Nicola D’Adamo”, “Democrazia e finanziamento pubblico diretto della funzione politica”, “Istituzione del servizio sociale obbligatorio”, e “Intitolazione a Franco Pompili di una via, piazza, largo o altro luogo pubblico nel territorio di Latina Scalo”.

Ed ancora “Avvio delle procedure per l’acquisizione a titolo originario per usucapione di aree private o pubbliche per i beni patrimoniali disponibili di fatto utilizzate dal Comune” e “Portiamo il treno in città”.

Tante di queste mozioni risentono dell’età (le più “anziane” sono di luglio), e rischiano pure di essere superate dagli eventi (è già accaduto…). Da qui, è nato l’appello di Bellini. Un appello in nome della vita delle mozioni.