Latina è più vicina a Roma: la Cisterna -Valmontone cambia gli equilibri

Con la Bretella Cisterna-Valmontone Latina entra nel corridoio logistico dell’A1 e riduce la distanza economica da Roma. Mentre il territorio pontino accelera sulle infrastrutture strategiche, la provincia di Frosinone resta ancora in attesa del suo vero salto.

Per capire cosa sta succedendo nel Lazio meridionale bisogna guardare alle strade. Non in senso metaforico ma proprio alle strade vere. Perché in politica territoriale le infrastrutture sono come le correnti marine: non si vedono sempre ma spostano gli equilibri.

A Latina, questa mattina, si è celebrato un fatto che ha un peso preciso: la Bretella Cisterna–Valmontone entra finalmente nella fase operativa. Dopo venticinque anni di annunci, studi, progetti e promesse, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha fissato un punto: cantieri entro il 2026, partendo da Campoverde. E soprattutto un altro elemento che, nel linguaggio politico, conta quanto i tempi: l’opera sarà gratuita, senza pedaggio.

Ma il dato vero non sta nel taglio del nastro ancora lontano. Sta nel significato strategico dell’opera. La nuova infrastruttura collegherà direttamente la Pontina con l’Autostrada del Sole, creando un corridoio rapido tra l’Agro Pontino e il principale asse logistico del Paese. In altre parole: Latina riduce la sua distanza economica e funzionale da Roma. Non in chilometri, ma in accessibilità.

Ed è qui che la politica entra in scena.

L’opera che cambia la geografia dei rapporti

Nel teatro D’Annunzio di Latina la scena era affollata: il ministro Salvini, il presidente della Regione Francesco Rocca, il commissario straordinario Antonio Mallamo, la sindaca Matilde Celentano, parlamentari, amministratori locali, rappresentanti delle imprese. Tutto molto istituzionale. Ma sotto la superficie si muove qualcosa di più interessante.

La Cisterna–Valmontone non è soltanto una strada. È il tassello che permette alla provincia pontina di entrare stabilmente nel sistema logistico della A1, cioè nella dorsale che collega il Mezzogiorno all’Europa. Il senatore Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio del Senato, lo ha detto con chiarezza: parliamo di oltre 1,3 miliardi di euro di investimento e di un’infrastruttura che rafforza la competitività del territorio. Se a questo si aggiungono Zona Logistica Semplificata e Zone Franche Doganali, il quadro diventa più chiaro: Latina sta costruendo una propria piattaforma di sviluppo basata su logistica, collegamenti e attrazione di investimenti.

Francesco Rocca

Non a caso il governatore Francesco Rocca ha sostenuto che si tratti di “Un risultato importante reso possibile anche grazie al lavoro del Governo e al sostegno del Ministro Matteo Salvini. È il recupero di oltre dieci anni di ritardi e di assenza di visione sulle infrastrutture nel territorio pontino. Sulle infrastrutture, sulla competitività e sulla crescita del Lazio abbiamo deciso di correre, recuperando il tempo perso e restituendo ai nostri territori le opportunità che meritano».

Il fattore decisivo: la continuità istituzionale

Matteo Salvini e Pasquale Ciacciarelli

Un concetto ribadito dall’assessore regionale leghista Pasquale Ciacciarelli. Ha evidenziato i vantaggi dal punto di vista della percorribilità e della riduzione del traffico. Ricordando il gioco di squadra che c’è stato tra Regione Lazio e Ministero delle Infrastrutture. Con i territori che si sono messi a disposizione delle procedure, al fine di appianare il più possibile l’iter.

È una strategia coerente. E soprattutto riconoscibile.

La politica dei territori raramente cambia per un colpo solo. Più spesso si muove per accumulo. Nel caso pontino il punto decisivo è proprio questo: la continuità dell’interlocuzione tra istituzioni, imprese e governo.

Matteo Salvini con Giovanni Acampora

Il presidente della Camera di Commercio Giovanni Acampora ha ricordato che già nel 2023 Salvini era stato coinvolto in un confronto sulle infrastrutture strategiche. Un lavoro che ha tenuto insieme livelli diversi: istituzioni locali, Regione, governo centrale, sistema produttivo. (Leggi qui: Salvini: “Torno presto per aprire i cantieri della Roma – Latina”).

È il modello classico con cui nascono le infrastrutture che durano: pressione territoriale costante e convergenza politica. In altre parole: qualcuno ha tenuto acceso il dossier per anni.

E qui entra in gioco l’altro lato della storia.

Frosinone: il territorio che resta in attesa

Il rendering della stazione Tav di Frosinone

Perché mentre Latina accorcia la distanza da Roma, la provincia di Frosinone continua a vivere una condizione diversa. Non mancano i progetti. Non mancano nemmeno le richieste. Il tema della TAV per la provincia di Frosinone, ad esempio, è stato evocato proprio da Acampora durante l’incontro. Segno che la questione è presente sul tavolo.

Il problema è un altro: non esiste ancora un’infrastruttura simbolo capace di ridisegnare la geografia economica della provincia. E la stessa stazione Tav, avrebbe dovuto vedere sciogliere entro lo scorso 31 dicembre il nodo sulla sua fattibilità in termini economici. Al ministero nel 2025 c’erano state due riunioni operative: la seconda si era conclusa con la decisione di affidare ad una commissione tecnica la valutazione sulla convenienza di quell’opera.

Frosinone resta agganciata alla A1, ma senza un sistema trasversale che la colleghi in modo efficace ai grandi corridoi logistici o ai porti. E soprattutto senza un progetto che abbia raggiunto quella fase cruciale in cui la politica smette di discutere e iniziano i cantieri.

La differenza tra territori, in fondo, si misura proprio qui.

Le strade che decidono il peso dei territori

Mario Abbruzzese e Giovanni Acampora

Nel Lazio meridionale si sta aprendo una partita silenziosa. Da una parte Latina consolida il suo ruolo logistico: Pontina, Cisterna–Valmontone, collegamento diretto con l’A1, accesso semplificato ai mercati nazionali e internazionali.

Dall’altra Frosinone resta in attesa del proprio salto infrastrutturale.

Non è una questione di amministrazioni locali, né di singoli governi. È un tema più profondo: la capacità di un territorio di trasformare i progetti in decisioni operative. Perché le infrastrutture fanno esattamente questo: spostano i baricentri economici.

E mentre Latina accorcia la strada verso Roma, la provincia di Frosinone — almeno per ora — continua a percorrerla più lentamente.