Latina, elezioni provinciali: il PD scommette sul Campo Largo

Alle consultazioni per il rinnovo del consiglio si profila una lista unitaria composta da tutte le forze di centrosinistra. La proposta è arrivata dal Partito Democratico nel corso della direzione provinciale. Una scelta di responsabilità ma anche dettata dal risultato ottenuto dalla candidata presidente Barbara Petroni. Obiettivo: 3 consiglieri

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Una lista unitaria, che conterrà Pd, Socialisti, Italia viva, Latina bene comune, Movimento 5 Stelle, Avs, Sinistra italiana. Il centrosinistra pontino, ha deciso di andare compatto alle elezioni provinciali per il rinnovo del Consiglio, fissate per il 7 giugno.

Elezioni di secondo livello, quindi riservate solo a sindaci e consiglieri comunali, al contempo elettorato attivo e passivo. Come quelle tenute lo scorso marzo per la Provincia di Frosinone.

Il Pd all’unanimità: apriamoci a tutto il centrosinistra

Nella direzione provinciale di giovedì sera, il Pd ha deciso all’unanimità: apriamoci a tutto il centrosinistra.

Barbara Petroni del Pd è stata candidata alla presidenza della Provincia

Il che deriva da due motivazioni principali: la prima è quella che arriva da quanto sta avvenendo a livello nazionale, con la costruzione di un Campo Largo che include le anime progressiste e di opposizione al Governo Meloni. La seconda è legata alle modalità di svolgimento delle elezioni Provinciali: l’obiettivo è quello di concentrare le forze per ottenere un risultato migliore. Sulla carta, si punta ad eleggere almeno 3 consiglieri provinciali su 12.

Certo, i Dem hanno posto una condizione: “Andiamo tutti insieme, ma tutti dovete candidare almeno un consigliere”.

I tempi, d’altronde, sono cambiati rispetto alle ultime elezioni, quando c’era anche Aprilia (oggi commissariata e quindi non votante): il civismo locale amministrativo, molto forte durante l’ultima quindicina di anni, oggi è in calo. E in Provincia molte amministrazioni sono ora in mano al centrodestra, soprattutto quelle “pesanti” dal punto di vista del voto ponderato.

La sinistra riflette anche se il tempo stringe

Federico Carnevale

Il centrosinistra dunque si compatta per arrivare a un risultato migliore. Confidando anche in un dato: quello maturato a marzo quando si votò per eleggere il successore del Presidente Gerardo Stefanelli. Quel giorno vinse l’elezione Federico Carnevale candidato del centrodestra: la sua antagonista Barbara Petroni del Pd ottenne il 30 %, ovvero ben al di sopra di quello che il centrosinistra pensava di avere sulla carta.

Detto in soldoni, oltre 20 elettori, non di centrosinistra, scelsero lei. E la speranza di Dem e alleati è questa anche per il voto del 7 giugno. La parola d’ordine è dunque una: abbracciare gli alleati, andare compatti e sperare. E questo anche in ottica futura nazionale: occorre evitare, anche a livello locale, e in questo caso pontino, strascichi con alleati, presenti e futuri.

Dario Bellini

Alleati che stanno già rispondendo “presente” all’appello del Pd, a poche ore dalla direzione provinciale Dem. Certo, sulle candidature è ancora presto.

Si sta valutando”, rispondono da sinistra. Ma il tempo stringe: le liste vanno depositate domenica e lunedì, entro le 12. E le voci, intanto girano. Soprattutto sugli uscenti. C’è chi dà per certa la ricandidatura di Dario Bellini, capogruppo Lbc in Consiglio comunale a Latina. E c’è chi dice che Luca Magliozzi, capogruppo uscente del Pd in via Costa, ci stia pensando.

Sarubbo: “Scelta di responsabilità”

E, a poche ore dalla Direzione Provinciale, e quando ne mancano altrettanto poche per il deposito delle liste, per cui in queste ore i Partiti stanno febbrilmente raccogliendo le firme, Omar Sarubbo, il segretario provinciale Dem, ha voluto diffondere una nota a chiarimento della scelta della lista unitaria: “Si tratta di una scelta convinta e di profonda responsabilità politica”, dichiara Sarubbo.

Omar Sarubbo, segretario provinciale del Pd di Latina

“In una fase fortemente segnata dalla presenza pervasiva di forze populiste e sovraniste, l’unità del centrosinistra rappresenta un atto dovuto e necessarioafferma Sarubbo Allo stesso tempo, la Direzione Provinciale ha inteso questa scelta come un gesto di generosità politica verso gli alleati volto a favorire la partecipazione alla competizione di ogni forza del centrosinistra.

La nota di Sarubbo continua: “In tal modo, tutte le realtà che si riconoscono in quest’area potranno esprimere le proprie candidature superando lo scoglio burocratico della raccolta firme che renderebbe altrimenti più complessa la presentazione di proprie liste autonome“.

La chiave politica

Sarubbo sottolinea anche il significato politico della nuova fase istituzionale apertasi con l’elezione di Carnevale alla guida della Provincia. “L’elezione del nuovo Presidente è stata figlia di una scelta romana delle forze di centrodestra, con l’obiettivo, pur legittimo, di chiudere la filiera di governo dal livello nazionale a quello territoriale – ha osservato il segretario – Per il centrosinistra si apre dunque una fase di opposizione responsabile, che richiamerà costantemente il presidente al suo dovere istituzionale, quello di farsi portavoce degli interessi di tutti i Comuni della provincia di Latina e non soltanto di quelli politicamente affini”.

Il presidente della Provincia Federico Carnevale nell’aula consiliare

“Su questioni decisive come la gestione del servizio idrico, la chiusura del ciclo dei rifiuti, la tutela del territorio, la viabilità, l’edilizia scolastica e tutte le deleghe strategiche in capo all’ente di via Costa, – continua il segretario dem – La nostra sarà un’azione ferma e vigile, sempre orientata alla tutela dell’interesse pubblico, dei cittadini, delle famiglie, del tessuto produttivo e dell’ambiente”.

A margine della riunione, il PD di Latina ha inoltre ribadito la necessità di superare l’attuale limbo istituzionale delle Province, trasformate in organismi di secondo livello con meno competenze e meno risorse. “È necessario restituire direttamente ai cittadini il diritto di voto per l’elezione di questi enti”, conclude Sarubbo. “La riforma è rimasta incompiuta e, di fatto, l’unica cosa che è stata davvero tagliata in questi anni è la democrazia. È una stortura che va superata al più presto per restituire piena rappresentanza e dignità ai territori e alle comunità”.