Presentati in consiglio comunale i nuovi assessori della giunta Celentano ma scoppia subito la grana della neo assessore al bilancio, ex moglie del consulente Michele Mignano tra i rinviati a giudizio nel procedimento per il fallimento di Latina Ambiente. L'opposizione contesta la nomina e parla di vari "dominus" che governano il capoluogo. Dura la replica della Sindaca e di FdI. Intanto la gestione di Abc resta sempre al centro del dibattito politico-amministrativo
Abc al centro. E poi la gestione del patrimonio immobiliare, i servizi sociali, le scuole, il demografico. I quattro nuovi assessori della giunta comunale di Matilde Celentano si sono presentati in Consiglio comunale a Latina, per illustrare i loro programmi: Maurizio Galardo al posto di Franco Addonizio per Noi moderati (il primo andrà ai Servizi Sociali, il secondo è in predicato per diventare coordinatore comunale del Partito); Federica Censi al posto di Francesca Tesone nella Lega (Pubblica istruzione e servizi demografici); Michele Nasso (FdI) che dai Servizi sociali va all’Ambiente.
E soprattutto Antonina Rodà: è lei la nuova assessora al Bilancio e alle società partecipate, prenderà il posto della dimissionaria Ada Nasti. “Esperta revisore contabile con trentennale esperienza in diversi Comuni della provincia da Priverno a San Felice, da Ventotene a Ponza”, come l’ha definita la Celentano, che ha precisato come “è una mia scelta, e rientra, come casella di giunta, nella mia lista”.
Abc al centro del dibattito
La Rodà prende in mano la delega in uno dei momenti più delicati, quello del futuro di Abc l’Azienda dei Beni Comuni, la municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti urbani. E lei non si tira indietro: “Il primo obiettivo è l’approvazione dei bilanci di Abc, per consentire una gestione ordinata e adeguata e subito pensare a mettere in pratica il piano di raccolta dei rifiuti”.

Abc, dunque, che è anche al centro dei pensieri di Michele Nasso: già nelle prossime ore intende effettuare una visita presso la sede dell’azienda, che gestisce la raccolta dei rifiuti e prendere coscienza della situazione.
Abc, dunque: dopo avere provocato le dimissioni di due assessori, Ada Nasti e Franco Addonizio, la situazione dell’azienda resta al centro dell’azione politica e amministrativa del capoluogo con l’urgenza di approvare conti e piani industriali in appena 30 giorni (il 30 aprile è la scadenza per il Piano economico e finanziario).
E ora è tutto in mano ai gruppi di maggioranza relativa del Consiglio comunale: FdI e Lista Celentano. Che intendono avere da un lato un controllo più stretto sulle vicende e un maggiore coordinamento di azioni. Basta, dunque, ai bracci di ferro che si erano visti tra la Nasti e Addonizio.
L’opposizione contesta la nomina della Rodà

Ma la Rodà oggi in aula è stata anche oggetto di critiche da parte dell’opposizione: lei è infatti anche ex moglie di Giacomo Mignano, già consulente legale della sindaca, ma anche uno dei molti ex amministratori rinviati a giudizio nel procedimento per fallimento e bancarotta di Latina Ambiente.
E Dario Bellini (Lbc) ha posto questo tema, nel corso del dibattito: “Se un domani dalla Rodà dovessero arrivare nuovi debiti fuori bilancio da pagare a Latina Ambiente, voi della maggioranza, li votereste tranquillamente? E se dovessero arrivare antiche fatture del consulente Mignano?”.

E per il Pd, con le parole di Valeria Campagna e Leonardo Majocchi, “l’opposizione non ha mai inteso strumentalizzare la vita privata di una donna. Il punto è un altro, ed è politico e amministrativo: il grave e potenziale conflitto di interessi tra la nuova assessora Rodà e il suo ex marito, consulente della sindaca, l’avvocato Giacomo Mignano. Ci interessa invece capire chi governa davvero questa città, perché questa nomina appare come l’ennesima conferma che il Comune di Latina sia guidato da vari dominus, dei veri e propri ‘sindaci ombra’”.
La replica della Sindaca e di FdI

Ma la sindaca si spazientisce:“Ottanta anni fa abbiamo conquistato il voto per le donne, e ancora dobbiamo sentire che una professionista è ‘ex moglie di’? Ma se si sono lasciati da 20 anni!”.
E da FdI ribattono al Pd:“Definire una donna, una professionista stimata, sulla base del suo precedente matrimonio è un fatto grave. È un attacco che dice molto più su chi lo formula che su chi lo subisce. È anche una clamorosa contraddizione rispetto a tutto ciò che quella stessa parte politica sostiene da anni: emancipazione femminile, valorizzazione delle competenze, rispetto del ruolo delle donne“.
“Parole, appunto. Smentite nei fatti. Se una figura chiamata a svolgere un ruolo delicato come quello di assessore al bilancio viene giudicata non per le sue capacità, ma per la sua vita personale, allora siamo di fronte a un livello di dibattito preoccupante. Se questo è il progressismo, c’è davvero da interrogarsi”.
Il PD: mini-rimpasto autoreferenziale

Per il resto, i giudizi dell’opposizione sul “mini-rimpasto” sono improntanti alla medesima linea: un rimpasto che si limita a spostare pedine non toccando equilibri politici interni. Dal Pd, Valeria Campagna e Leonardo Majocchi osservano come “non c’è alcuna riflessione sulla città, ma solo una riorganizzazione interna alla maggioranza”.
Che era anche immaginabile, data la delicatezza proprio degli equilibri della coalizione che governa il capoluogo. D’altronde, la prima cittadina lo ha detto: “Sono avvicendamenti interni ai partiti”.



