Latina, respinto il bilancio di Abc. Dai “bluff” alla maggioranza ricompattata

Il Consiglio comunale ha bocciato il documento contabile dell'azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti. La coalizione di governo ha ritrovato l'unità ed ha fatto quadrato. Duro l'intervento della sindaca Matilde Celentano, forti critiche dall'opposizione. Incerto il futuro della società che ora avrà sette giorni per riscrivere le carte

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

La maggioranza di centrodestra a Latina si ricompatta sull’Azienda dei Beni Comuni, la società in house che gestisce la distribuzione dell’acqua e la depurazione. Dopo mesi – se non anni – passati a farsi sgambetti non appena in Aula arrivava una delibera inerente Abc, ieri sera il Consiglio comunale ha respinto al mittente (con 20 voti a favore di tutta la maggioranza e 8 contrari dell’opposizione) il Bilancio 2024 dell’azienda.

In estrema sintesi, tutto nasce dal fatto che gli ultimi bilanci presentavano degli utili e, secondo l’assessore al Bilancio, Ada Nasti (protagonista di un duro braccio di ferro negli ultimi mesi con il collega all’Ambiente, Franco Addonizio), secondo il Testo Unico degli Enti Locali, l’azienda speciale non può presentare utili ma ha l’obbligo del pareggio di bilancio. Gli utili inoltre genererebbero un aumento delle bollette Tari, di 1 milione di euro all’anno”. 

Tradotto per tutti: un’azienda speciale del Comune non è il portafogli di casa dove si devono mettere da parte i risparmi da portare in banca. È una realtà che deve garantire un servizio efficiente e non devono avanzare soldi altrimenti significa che le bollette sono troppo alte.

Sette giorni per riscrivere il documento contabile

Abc ha presentato utili nel 2024 per circa 600 mila euro, derivanti dal riconoscimento dell’Istat accordato tra 2022 e 2023 dall’allora commissario straordinario Carmine Valente (di cui la stessa Nasti fu sub commissaria con delega al bilancio). Quell’adeguamento Istat, del valore di 1,2 milioni di euro, secondo la relazione della Nasti, “è andato per 600 mila euro in spese del personale e il restante ha generato utile”.

Il Consiglio comunale di Latina

L’assessore ha poi risposto alle critiche, affermando che “il taglio del corrispettivo non è stato unilaterale, in quanto c’è sempre stato un dialogo con l’azienda. E non è vero che l’azienda è in stallo perché abbiamo tagliato il corrispettivo: fu l’azienda stessa, già nel 2022, a dichiarare che con il corrispettivo di allora, pari a 16 milioni di euro, non avrebbe potuto completare il piano di raccolta differenziata porta a porta anche nel centro storico”

Traduzione per chi non è commercialista: l’assessore risponde dicendo che il Comune non ha tagliato i pagamenti all’azienda da solo e senza confronto, perché ci sono sempre state trattative. Aggiunge anche che non è vero che l’azienda si è bloccata per il taglio del corrispettivo. Perché proprio l’azienda, già nel 2022, aveva detto che con i 16 milioni che riceveva allora non sarebbe comunque riuscita a completare il servizio di raccolta porta a porta nel centro storico.

Celentano: Atto politico

Matilde Celentano, sindaca di Latina

Ora l’azienda ha sette giorni di tempo per riscrivere il bilancio cancellando la posta degli utili; il bilancio corretto tornerà in Consiglio per la sua riapprovazione e subito dopo l’assise potrà anche approvare definitivamente il proprio Consolidato. Cioè il bilancio con i conti del Comune e quelli delle società in cui ha quote.

Ancora più netto è stato però l’intervento del sindaco, Matilde Celentano, che, parlando di “atto politico” e di “necessario riallineamento dei conti”, ha definito il Piano alla base di Abc, ovvero la raccolta differenziata porta a porta integrale su tutto il territorio comunale “il più grande bluff della storia politica: doveva essere conveniente, invece era inutilizzabile per le condizioni geografiche di Latina”.

Bluff reciproci

Dure le repliche dell’opposizione, con Dario Bellini (Lbc) che ha ribattuto come “il più grande bluff è quello che state facendo voi, farete rientrare il privato dalla finestra”. Mentre Daniela Fiore (misto) ha bocciato sia l’istituzione stessa di Abc, voluta nel 2016 da Lbc, sia l’atto di oggi: “Il Bilancio non è votabile per precisa scelta politica del Comune: il riallineamento non arriverà con questa delibera”.

Valeria Campagna

E per Valeria Campagna (Pd) “l’assessora Nasti oggi parla di atto dovuto. E ha ragione. Ma omette di dire che questa amministrazione è rimasta ferma per quasi tre anni su ABC: senza bilanci approvati e senza piano industriale. Gli atti votati oggi sono solo toppe tecnico-contabili, necessarie per coprire un enorme vuoto politico. Senza bilanci e senza piano industriale si creano problemi di natura contabile e di efficienza del servizio. Basta farsi un giro in città tra i cumuli di rifiuti per rendersene conto”.

Un futuro incerto

Abc è dunque a un guado. Da un lato, sul piatto c’è il nuovo progetto, per portare la raccolta differenziata anche in centro, votato un mese fa dal Consiglio comunale, che elimina gli amati-odiati mastellini, in favore di cassonetti stradali intelligenti e cassoni condominiali.

La sede di Abc

Dall’altro c’è una incognita enorme: Abc nacque, nel 2017, perché più “conveniente” rispetto al mercato, ovvero a un gestore privato esterno. Ma quella “convenienza” fu di appena 5 mila euro in meno, rispetto a un’impresa esterna. Oggi si va verso un aumento notevole: da 17 milioni di euro attuali a 20,5 milioni di euro con la rimodulazione del progetto. Questo, di costo puro: perché poi bisogna aggiungere molte altre voci, per un Pef (pagato dalle bollette…) che dai 34 milioni di euro attuali potrebbe arrivare a sforare i 39.

E il nuovo progetto, cui sta lavorando il settore Ambiente, darà vita al nuovo piano industriale, i cui conti dovranno essere asseverati. Dunque, Abc sarà sempre “conveniente”? O si sta aprendo la porta a una sua liquidazione? Si saprà il 30 aprile 2026, termine di approvazione del Pef. O forse anche prima.