Latina, scontro in Commissione: «Ho registrato la sua telefonata»

A Latina scontro acceso in commissione Istruzione tra il presidente Anzalone (FI) e l'assessore Censi (Lega), con una telefonata registrata al centro del diverbio. La sindaca Celentano parla di "periodo politico nevrotico" mentre la maggioranza si allarga a Futuro Nazionale.

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

«È un periodo politico nevrotico». E se lo dice lei, c’è da crederci. A parlare è la sindaca di Latina Matilde Celentano, a margine della conferenza stampa di presentazione del “Villaggio dello Sport“. Il momento è caldo, e i giornalisti lo sanno bene. Chiedono come sia la situazione politica. Lei ostenta serenità e determinazione: «Stiamo dialogando e potremo appianare tutto nei prossimi giorni».

Ma non è la prima volta che la sua coalizione rischia di implodere: già nei mesi (o negli anni) scorsi, la maggioranza è dovuta ricorrere ai livelli romani per appianare divisioni.

Il diverbio in commissione

Mauro Anzalone

Ma la giornata è intensa: pochi istanti prima, in Commissione Istruzione, c’è stato un duro diverbio tra il presidente, Mauro Anzalone (FI), e l’assessore al ramo, Federica Censi (Lega). Sono già diverse settimane che Anzalone è sul piede di guerra per la vicenda degli asili nido, della nuova gara, dell’apertura “in ritardo” (che secondo la Censi in ritardo non è stata), e soprattutto per non essere (a suo dire) mai messo a parte delle decisioni della Giunta in merito e delle procedure in atto.

La Censi gli ha risposto dura ma precisa, da avvocato quale è: «Anche questa convocazione, come in precedenza, è avvenuta senza che io fossi informata dal presidente: non si tratta di cortesia istituzionale, ma di regole. L’articolo 9 del regolamento sulle commissioni prevede che il presidente, informato preventivamente l’assessore al ramo, convoca. Questo passaggio non è avvenuto per la seconda volta: è un precedente che non deve più ripetersi e io non sono disposta a accettare scorrettezze istituzionali» (e lo ripete due volte).

A quel punto, Anzalone ribatte, da par suo: «In precedenti consiliature, sotto diversi sindaci, come si usa fare tra assessori civili e quando c’è il rispetto del ruolo istituzionale, il sabato sera l’assessore chiamava il presidente per fare il punto sulla settimana a venire. Qui manca il collante politico e amministrativo. Questo modo quasi di minaccia, che lei fa riferimento agli articoli del regolamento…».

La bomba della telefonata registrata

Federica Censi

E poi sgancia la bomba: «Io ho registrato una telefonata che mi ha fatto lei la sera della commissione che se la rendessi pubblica, in tutti i Comuni d’Italia lei sarebbe radiata, se la rendessi pubblica, con le parole che ha usato…». «Cos’è? Una minaccia?», ribatte la Censi.

La discussione sta prendendo una piega da profili penali, quando Cesare Bruni (FdI) ci mette una pezza chiedendo una sospensione. In cui volano gli stracci. Che però riescono a fare scendere la tensione. Infatti, al rientro in Aula gli animi si sono calmati. Ma bisognerà valutare eventuali strascichi.

Il dado ormai è tratto: un presidente di Commissione ha registrato la telefonata con un assessore. Potrebbe essere accaduto forse anche in passato, ma non si può sapere; stavolta, invece, è stato reso pubblico. Registrato. In diretta streaming.

La spina nel fianco di Forza Italia

Alessandro Fanti

Quella di Anzalone e di FI è da molti mesi una spina nel fianco per Matilde Celentano, alle prese con una maggioranza in cui Forza Italia chiede metodo condiviso e spazio al pari di Lega, Noi Moderati e Lista Celentano (in pratica, rimane solo FdI).

Cui ora si è aggiunto Futuro Nazionale: il consigliere comunale di Vannacci, Alessandro Fanti, è stato chiaro, qualche giorno fa, parlando di «progressivo ed inaccettabile esautoramento del Consiglio Comunale, organo eletto dai cittadini che è stato di fatto svuotato del proprio ruolo fondamentale di indirizzo e controllo politico a favore di scelte verticistiche, giunte in ritardo o calate dall’alto».

E di «crisi politica odierna, che è la naturale conseguenza di una serie di risultati negativi e di inefficienze gestionali che si sono sommati l’uno sull’altro. I punti di caduta di questa gestione sono ormai sotto gli occhi di tutti: l’insufficiente risultato finale dei lavori per Parco Falcone e Borsellino; la vicenda degli asili nido; la totale inerzia sui temi della sicurezza e del decoro urbano. Di fronte a questo scenario, Futuro Nazionale non è disposta ad avallare il galleggiamento di questa amministrazione».

Celentano: «Momento interlocutorio»

Matilde Celentano

Chiaro a questo punto che Matilde Celentano abbia più di qualche mal di testa politico. Ma lei è voluta apparire fiduciosa in conferenza stampa: «È un periodo politico nevrotico — riconosce la prima cittadina — ci sono dibattiti interni. Anche ieri abbiamo fatto una Capigruppo. È una maggioranza variegata: ci siamo messi insieme per governare. Ora stiamo adottando il metodo della condivisione, con una cerniera di connessione più salda tra esecutivo e Consiglio. Il dialogo e le consultazioni che stiamo facendo aiuteranno. È un momento interlocutorio che potremo appianare nei prossimi incontri».