Ordine del giorno monotematico sui fondi per le coste poi integrato da due punti su opere viarie: via Massaro e rotonda in Casilina
Il Consiglio comunale di Latina torna in Aula. Dopo la lunga pausa estiva (l’ultima seduta della massima assise si era tenuta il 9 agosto, in piena stagione balneare), si torna con più sedute e temi di massima importanza per la città. La prima sarà nelle prossime ore.
Era nata inizialmente come seduta monotematica, dedicata al rischio di perdere i 5,5 milioni di euro di finanziamenti per le opere di tutela della costa e di lotta all’erosione. Un tema vitale per Latina, visto che l’erosione ha letteralmente spazzato via con le ultime mareggiate di quest’inverno la spiaggia in corrispondenza degli stabilimenti della Polizia di Stato. Quelli e del Nausicaa, posti a ridosso dell’ultimo pennello che fu realizzato ormai venti anni fa.
L’altra strada con la Pisana

Il rischio di perdere i finanziamenti per completare i pennelli fino a Capoportiere emerse a luglio, quando la Regione dichiarò chiusa la procedura di valutazione ambientale, non avendo il Comune di Latina presentato uno studio richiesto per valutare gli impatti dei pennelli sulla costa a sud. L’amministrazione si affrettò a dichiarare che nulla era ancora perduto e che lo studio in oggetto sarebbe costato quasi metà del finanziamento. Inoltre che si sarebbe dovuta trovare un’altra strada con la Regione.
Oggi però l’ordine del giorno delle prossime ore è stato aggiornato, inserendo anche le due delibere, passate due giorni fa in commissione. Per la realizzazione del raddoppio di via Massaro alla Marina. Un’opera attesa da decenni, il cui progetto originario risale al 2012 e fu finanziato poi nel 2017 dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con 8,3 milioni di euro. Fu nell’ambito dell’intervento “Latina anche città di mare” (il cui totale assomma a 18 milioni di euro).
L’opera più grande: la rotonda

Si tratta della più grande opera pubblica degli ultimi anni per Latina. Cioè il completamento della strada dalla rotonda di via Casilina fino a un incrocio a raso semaforico con viale Antonio Pennacchi. Serve per snellire il traffico estivo sul lungomare. Arriva al termine di quasi quattro anni di conferenza di servizi (da cui sono emerse molte prescrizioni, soprattutto per la tutela dell’ambiente).
Le due delibere rappresentano la prima la variante. Cioè lo spostamento leggermente a nord della strada e poi il cambio di destinazione d’uso delle aree da verde a viabilità. Poi la seconda, con l’approvazione definitiva del progetto.
La gara d’appalto si terrà entro la primavera, e l’apertura dei cantieri entro dicembre 2025, per un tempo stimato di intervento di 20-22 mesi. Entro il 2027 dovrà essere tutto completato per non perdere i finanziamenti.
A fine mese Jus scholae ed autonomia

La successiva seduta di Consiglio si terrà poi entro fine settembre, il 26. E’ necessario infatti approvare i bilanci consuntivi 2022 e 2023 dell’Azienda per i beni comuni, che gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti. Atti senza i quali l’azienda non può procedere neanche a nuove assunzioni, necessarie per migliorare il servizio. (10 unità in particolare, per ampliare il servizio di riassetto nelle aree dove ci sono ancora i cassonetti stradali).
Una ulteriore seduta è stata convocata infatti per il 26 settembre. E con l’ordine del giorno composto da quattro mozioni, divise tra quelle di maggioranza e quelle di opposizione. Tra queste, la richiesta di gratuità per i gruppi consiliari nell’utilizzo delle sale comunali. La richiesta di supporto del Comune al referendum per l’abrogazione dell’autonomia differenziata.

Il sostegno dell’amministrazione alla proposta di Ius Scholae. Una, di maggioranza, per l’acquisto della S.l.m., la Società logistica merci, antica partecipata del Comune dedicata allo sviluppo del polo ferroviario di Latina Scalo, in liquidazione da anni.
Per quanto riguarda l’Azienda per i beni comuni l’amministrazione ha atteso i risultati delle due diligence sulla situazione dell’azienda per varare i bilanci, che risultano comunque in utile.
La protesta delle Rsu
Il tutto, mentre le rsu aziendali hanno vibratamene protestato, minacciando anche astensioni dal lavoro. Questo a causa di diverse problematiche come turni molto lunghi, carenza di personale e altro.
Dopo i bilanci, il Comune dovrà poi provvedere anche al varo del nuovo piano industriale, che escluderà il porta a porta nel centro storico.



