Latina universitaria cresce, ma senza servizi resta incompiuta

Nel Consiglio straordinario con la rettrice Antonella Polimeni, Latina rafforza il progetto di polo accademico con nuovi spazi e investimenti della Sapienza Università di Roma. Ma dal dibattito emerge un nodo chiaro: senza servizi, autonomia e un vero campus integrato, la trasformazione in città universitaria rischia di restare a metà.

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Tanti investimenti da parte dell’ateneo ma per una Latina realmente città universitaria occorrono anche più servizi per gli studenti. È il cuore del Consiglio comunale straordinario e monotematico che ha visto oggi la partecipazione della Magnifica Rettrice dell’Università La Sapienza di Roma, Antonella Polimeni. Che insieme a presidi e direttori di dipartimenti del polo didattico pontino ha illustrato all’Aula progetti e programmi per il capoluogo.

Al centro di tutto, il destino della sede dell’ex Banca d’Italia di piazza della Libertà, acquistata sei anni fa dal Comune e concessa per 30 anni — insieme all’ex Garage Ruspi — all’ateneo.

Il destino delle infrastrutture

Il Ruspi dopo i lavori

Se il Ruspi, già ristrutturato grazie a finanziamenti statali, è oggi aula di studio, per l’ex Banca d’Italia il discorso sarà più lungo e complesso. Il responsabile dell’area gestione edilizia della Sapienza, Enrico Bentivoglio, ha annunciato che entro brevissimo tempo aprirà la sala grande al piano terra come centro servizi per gli studenti. Poi si passerà al progetto esecutivo per il resto dell’edificio: nei due piani sovrastanti troveranno posto aule di didattica, aule studio, laboratori di informatica e una biblioteca.

L’esecutivo sarà pronto in ottobre, le gare si svolgeranno a dicembre, saranno aggiudicate a gennaio 2027 e a febbraio partiranno i cantieri. Tempo di realizzazione: 15 mesi.

Contemporaneamente sono quasi terminati i lavori presso l’ex tipografia e l’ex falegnameria, a servizio della facoltà di Medicina, mentre prossimamente sarà realizzato lo studentato presso l’ex caserma «82» — poi trasformata dagli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Ottanta in campo profughi — che farà parte del «grande campus», con un collegamento anche con il Conservatorio.

4.173 studenti e 19 corsi di laurea

L’università La Sapienza

Secondo la rettrice Polimeni«negli anni si è sviluppata una maggiore coesione tra tutti i dipartimenti presenti a Latina. Abbiamo in campo progettualità di offerta formativa e di ricerca».

Presidi e responsabili di dipartimenti hanno illustrato tutte le attività della Sapienza a Latina, dove sono presenti 4 aree disciplinari con 19 corsi di laurea e 4.173 studenti iscritti. Oltre a Economia e Ingegneria, il maggior numero — pari al 66%, cioè 2.739 studenti — è nell’area sanitaria e farmaceutica: 1.049 per Medicina e chirurgia, 1.394 per le professioni sanitarie, 195 per Chimica e farmacia, 101 per il corso internazionale in Molecular Biology, Medicinal chemistry and computer science for pharmaceutical application.

Centrali, in tutto questo, i rapporti con la ASL e le strutture sanitarie del territorio per i tirocini, come anche quelli con le aziende farmaceutiche, in una città che rappresenta uno dei primi poli del settore.

Patti di ferro

La firma tra la sindaca Matilde Celentano e la rettrice Antonella Polimeni

La sindaca Matilde Celentano ha parlato di «sigillo su un patto di ferro tra la città di Latina e la più grande università d’Europa», celebrando «la nascita di una nuova Latina, nel solco della lungimirante idea di oltre 35 anni fa».

La prima cittadina ha poi ricordato i siti universitari recuperati: «Per troppo tempo, alcuni luoghi della nostra memoria urbana sono rimasti “muti”, per poi tornare a vivere con grandi progetti e nuove funzioni». Ha citato la sede di Economia realizzata sull’area dell’ex campo profughi, il campus universitario in costruzione, la facoltà di Medicina — «concessa dal Comune a Sapienza, in forza di una convenzione che rinnoviamo quest’anno per la terza volta» — e l’ex Garage Ruspi, diventato «molto di più di un luogo di studio: uno spazio aperto a diverse esigenze dei giovani e della comunità».

La sfida del vero campus integrato

Nicola Catani

Nel sintetico dibattito seguito — cinque minuti a testa per i soli capigruppo — è stata evidenziata la necessità di maggiore autonomia per il polo didattico e di più servizi per gli studenti. 

Nicola Catani (Noi Moderati) ha puntato l’accento sulla necessità di «concentrare sempre più funzioni e attività nel capoluogo, lavorando alla costruzione di un vero e proprio campus universitario integrato, capace di attrarre studenti, servizi e investimenti», sottolineando l’importanza di «superare i limiti dell’attuale Cersites, arrivando all’istituzione di un vero Dipartimento tra Economia e Ingegneria».

Anche Leonardo Majocchi (PD) ha insistito sulla necessità di «investire su infrastrutture, servizi e spazi, sulla cultura e sull’autonomia gestionale e progettuale»Daniela Fiore (Misto) ha avvertito: «Se si concede un immobile strategico per trent’anni, bisogna pretendere un salto di qualità, altrimenti l’investimento rischia di restare sterile»Maria Grazia Ciolfi (M5S) ha chiesto «tempi certi di attuazione dei progetti, partecipazione e condivisione della cittadinanza e regolamenti chiari per l’utilizzo degli spazi».

Cesare Bruni

Fausto Furlanetto (FI) ha proposto di pensare anche a corsi di laurea come Veterinaria e Agraria da insediare nei borghi. Nazareno Ranaldi (Per Latina 2032) ha suggerito che «il Ruspi dovrebbe essere concesso alla Fondazione Latina 2032 come hub tecnologico-culturale»Cesare Bruni (FdI) ha concluso con l’auspicio che «il centenario possa sorgere su una città pienamente universitaria, e che il Palazzo “M” possa diventare sede naturale per l’università»

Un coro sostanzialmente unanime: gli investimenti ci sono, ma la città universitaria si costruisce anche con i servizi, l’autonomia e la visione.