L’autobus impazzito della Mad: frenato il biodigestore, ma nessuno al volante

Mad recepisce il provvedimento del Tar che sospende le autorizzazioni ambientali. Stop alla gestione del biogas, del percolato, e di 48 misure di sicurezza previste per legge. "Da ora la responsabilità è vostra”

Roccasecca viaggia su un autobus senza freni: come nel film da oscar Speed del 1994 con  Keanu Reeves, Dennis Hopper e Sandra Bullock. La sua fortuna è che il bus non si trova su una strada di montagna con tornati ravvicinati ma viaggia su un’autostrada. Ma non c’è più l’autista ed i freni non funzionano. È la situazione che si è determinata nelle ore scorse con il provvedimento preso dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio.

A chiederlo è stato il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco. Ha chiesto la revoca delle Autorizzazioni Ambientali della discarica Mad. È la ex discarica provinciale che da tre anni è ferma per scelta aziendale nonostante due diffide della Regione Lazio a riaprire e tornare ad accogliere i rifiuti. Il Tar di Latina ha sospeso quelle autorizzazioni in attesa di entrare nel merito delle questioni sollevate dal sindaco.

All’atto pratico, così come è stata formulata quella sospensiva equivale a togliere l’autista da un bus che st sull’autostrada. E nessun altro è in grado di azionare i freni.

Ecco a voi il volante

Il bio digestore Mad

Infatti, nel pomeriggio il presidente del Consiglio d’Amministrazione ha comunicato che rispetterà il provvedimento. Senza battere ciglio. E quindi? L’impianto non è una buca nella quale sotterrare rifiuti: è molto di più. È una struttura che è stata premiata a livello europeo nella quale si produce biogas facendo fermentare il mais che poi alimenta due grossi motori da nave per produrre energia elettrica. E allora?

L’azienda ha comunicato che sulla base del provvedimento del Tar “da oggi la scrivente società non potrà più provvedere alla esecuzione delle attività, necessarie per la sicurezza”. Quali?

Innanzitutto la gestione del biogas prodotto nei bacini: circa 1.200 metri cubi ogni ora. Mad sospende da subito la verifica della corretta estrazione e della successiva combustione nei motori che producono energia elettrica: attività necessaria ad evitare pericolose fuoriuscite in atmosfera di biogas in pressione.

Stop anche alla gestione e allontanamento del percolato prodotto nei 4 bacini di rifiuti pieni da alcuni anni. Ogni giorno un addetto passa con una cisterna da camion attaccata al trattore ed aspira i liquami generati dai rifiuti sotterrati anni fa (circa 100 mc/giorno). Ad evitare che i liquami finiscano nei terreni avvelenandoli ci sono i due motori Caterpillar ingranati a retromarcia per aspirare il terreno che ricopre i rifiuti e tenerlo compatto, soprattutto per aspirare i liquami in una rete di canali interrati dai quali ogni giorno passano i tecnici con la cisterna.

Ma soprattutto, stop alla gestione del biodigestore alimentato a biomasse vegetali, cioè mais maturato al 70%. Si tratta di una vasca di accumulo di 2.500 metri cubi di sostanze in fermentazione e di una cupola contenente 500 metri cubi di biogas. La conseguenza? La sua attività biologica potrebbe essere compromessa se non adeguatamente gestita e alimentata.

Le altre 48 buche sull’asfalto

Foto Sara Minelli © Imagoeconomica

Se non bastasse, sull’asfalto dove passa quel bus, ci sono 48 buche. Sono rappresentate dalle 48 prescrizioni alle quali Mad deve ottemperare ogni giorno sulla base degli articoli 29 bis e seguenti del Decreto Legislativo 152/2006, delle indicazioni tecniche per la gestione delle discariche previste dal Decreto 36/2003 e tutte le prescrizioni specifiche previste nell’Autorizzazione ambientale ora sospesa dal Tar. “La scrivente MAD – dice la lettera – non potrà più dare attuazione alle disposizioni: ben 48 prescrizioni che si sommano alle condizioni tecniche, che non potranno essere più attuate dalla scrivente in quanto destinataria del provvedimento di sospensione dell’AIA”.

Mad lo ha scritto oggi pomeriggio al Ministero dell’Ambiente, al Prefetto di Frosinone, al Presidente della Regione, ai Direttori Regionali dell’Ambiente, dell’Aia, della Protezione Civile, al Presidente della Provincia di Frosinone, al Comune di Roccasecca, ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri ed alla Procura della Repubblica.

A tutti ha fatto presente di non poter gestire gli impianti, nel rispetto della sospensione delle Autorizzazioni Ambientali. Facendo notare un dettaglio: “le stesse autorizzazioni oggi sospese erano già state valutate positivamente dal Consiglio di Stato con la recentissima sentenza n. 7987 del 4 ottobre 2024. Tanto che i lavori di realizzazione del 5° bacino, già iniziati nel 2020, sono stati ripresi solo successivamente a tale sentenza”.

L’interrogazione

In mattinata la discarica era stata al centro di un’interrogazione regionale presentata dal Consigliere Claudio Marotta (Avs). Riprendeva le notizie sull’intenzione della proprietà di valutare la vendita di alcuni asset della Mad e quella della sospensiva concessa dal Tar bloccando temporaneamente l’autorizzazione ambientale. Marotta chiede di sapere se la regione intenda bloccare e revocare definitivamente le autorizzazioni.

In quel caso, sarà la Regione a dover mandare un autista a governare i freni degli impianti Mad.