L’Azienda Speciale unisce maggioranza ed opposizione: la vittoria di Giannetti

A Terracina il consiglio comunale ha approvato all'unanimità lo statuto della partecipata. Prova di forza del sindaco nei confronti della sua coalizione che nelle settimane scorse lo aveva messo in difficoltà disertando due sedute dell'assise. Si apre una nuova fase amministrativa e politica con FdI e Lega che dovranno riposizionarsi

“Grazie, grazie, grazie…”. Il sindaco di Terracina Francesco Giannetti questa parola l’ha utilizzata un’infinità di volte quando mercoledì pomeriggio, intorno alle 15, ha concluso con il suo intervento un consiglio comunale che non dimenticherà molto facilmente.

L’assemblea con un voto unanime ha approvato, infatti, le integrazioni e le modifiche allo statuto dell’Azienda Speciale che, con qualche anno sulle spalle (risale al 2009, un anno prima che nascesse la principale partecipata del comune), era diventato da mesi il bersaglio preferito dei suoi due alleati (Lega e Fratelli d’Italia), ma anche della Corte dei Conti e delle organizzazioni sindacali per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali (e dunque dei servizi all’utenza). (Leggi qui: Terracina, maggioranza in panne: il sindaco si affida alle minoranze e leggi anche qui).

Un obiettivo impensabile

E invece la seduta si è svolta in un clima anche esageratamente ecumenico e da “volemose bene”. Una situazione che Giannetti ha sottolineato ringraziando tutti, maggioranza e opposizione: mancava all’appello soltanto il nome dell’usciere del Comune.

L’aula del consiglio comunale di Terracina

Il sindaco è riuscito nell’intento di approvare lo statuto dell’Azienda Speciale. Un obiettivo impensabile sino a qualche giorno fa a causa dell’assenza della sua maggioranza in Consiglio (in due sedute), del contestuale azzeramento delle deleghe assessorili e della “cacciata”, senza colpo ferire, dell’ex assessore alle politiche sociali, la leghista Sara Norcia

Il semaforo verde allo statuto è forse arrivato quando Giannetti ha chiesto a tutte le forze politiche di sotterrare l’ascia di guerra e di fare ricorso “su questo delicatissimo argomento che interessa direttamente i nostri concittadini” al buon senso e al senso di responsabilità.

La vittoria della minoranza

Alessandro Di Tommaso

Parole di prassi che vengono utilizzate in situazioni d’emergenza che le minoranze (Progetto Terracina, Pd, Sinistra Italiana e Europa Verde e la stessa Forza Italia, un tempo facente parte della maggioranza) hanno saputo capitalizzare al massimo sul piano politico.

Approfittando della situazione di difficoltà della maggioranza, le opposizioni con le loro integrazioni e modifiche al testo statutario dell’Azienda hanno ottenuto il massimo cui avrebbero potuto ambire.

La stessa forza di maggioranza relativa, Fratelli d’Italia, è dovuta scendere a più miti consigli quando (l’avevano capito tutti) stava utilizzando lo statuto dell’Azienda come una clava per tentare di beneficiare di una maggiore rappresentatività nella stanza dei bottoni dell’amministrazione terracinese.

Le reazioni di maggioranza e opposizione

Eloquente è stato il tenore degli interventi di tre rappresentanti della maggioranza, Angelo De Angelis (Lega), Massimiliano Di Girolamo (gruppo misto) e Giuseppe Talone (Fdi): ”Serviva una scossa per rilanciare l’operatività dell’Azienda speciale – hanno detto nei loro distinti interventi – e la scossa è arrivata. Fermo restando la situazione politica resta complicata”.

Il Comune di Terracina

Hanno gongolato invece Alessandro Di Tommaso (Progetto Terracina), Daniele Cervelloni (Pd) e Valentina Olleia (Forza Italia): “La città aveva bisogno di una risposta per dotare la partecipata del comune di uno statuto innovativo e al passo dei tempi. La bontà contenutistica delle nostre integrazioni sono state riconosciute dalla stessa maggioranza, sia grazie al lavoro fatto quest’estate in commissione che in aula, chiamata ora a risolvere, se capace, i suoi problemi interni”.

Il segnale politico

Il sindaco Giannetti, mediando con le opposizioni, ha ottenuto un risultato che la maggioranza da sola ha dimostrato di non potergli garantire. Il primo cittadino, anche emozionato, ha lanciato un segnale politico, quello di essere capace d’ora innanzi di beneficiare dell’apporto di maggioranze variabili.

Francesco Giannetti

“Con questo statuto si registra un deciso cambio di passo e un punto di rottura con il passato che va ad aggiungere un tassello importante al lavoro che stiamo portando avanti – ha dichiarato – Da subito avevo auspicato e richiesto il coinvolgimento e il contributo di tutte le forze politiche in questo percorso, e sono davvero soddisfatto perché il mio appello è stato accolto e condiviso, come riconosciuto in aula superando le criticità di un confronto anche serrato ma sempre propositivo”.

Giannetti era anche contento – sempre grazie alle minoranze che considerano il welfare “una stella polare del nostro agire politico” – perché con il nuovo statuto il Comune ed il Consiglio Comunale di Terracina recuperano il proprio ruolo di verifica e di stimolo alla governance dell’Azienda Speciale.

Un percorso di condivisione

“La missione della partecipata del Comune di Terracina è di straordinaria importanza, considerato che si occupa dei più fragili. Per questo è e resta necessario un percorso di condivisione che deve vedere tutti impegnati, indipendentemente dalle posizioni. Un lavoro che non è ancora terminato perché alcuni aspetti andranno verificati, e nel caso modificati, ma questa è la strada giusta che sicuramente continueremo a percorrere”, ha concluso Giannetti.

Alessandra Feudi

Tempo da perdere non c’è e la conferma è arrivata da un secondo voto, sempre all’unanimità, con cui è stata dichiarata “immediatamente eseguibile” la delibera d’approvazione dello statuto. E le ragioni sono formali e sostanziali. Entro i prossimi 15 giorni la Camera di Commercio Latina-Frosinone deve registrare e prendere atto del testo modificato per renderlo operativo con tutte le prescrizioni suggerite come l’urgente pubblicazione del bando finalizzato all’assunzione del nuovo direttore generale

Un’Azienda Speciale efficiente serve, eccome, allo stesso Comune che è in ritardo di quasi 45 giorni per l’approvazione del bilancio consolidato. Per rispondere a questo adempimento (martedì 18 novembre convocata la commissione al ramo) serve anche quello della sua partecipata che “al momento ha solo a disposizione un bilancio pre-consuntivo riguardante l’esercizio finanziari 2024″.

Insomma i problemi che deve affrontare e risolvere un sollevato sindaco Giannetti sono altri. Fratelli d’Italia e la Lega se vogliono avere informazioni sul loro ruolo (e con quale peso numerico) nella Giunta dovranno solo attendere.