Lazio, si all’assestamento da 180 milioni: coperto il debito dei Comuni verso Saf 

Via libera ufficiale dall'Aula alla manovra che salva i 91 Comuni ciociari dal debito verso Saf per i conguagli arretrati dal 2007. Non una pioggia di bonus né una spartizione in codice, ma risorse mirate per sanità, casa, viabilità e sociale. Dal salvataggio del Santa Lucia ai fondi per Gaza, la manovra Rocca sceglie le priorità e le finanzia

I numeri parlano. Come le lettere. Soprattutto in politica. L’assestamento da 180 milioni approvato nelle ore scorse dal Consiglio regionale del Lazio è uno di quei casi in cui i numeri, se ben letti, parlano da soli. Parlano della direzione politica scelta, delle urgenze percepite, della volontà – più o meno esplicita – di segnare una discontinuità rispetto al passato.

La maggioranza del presidente Francesco Rocca ha compiuto un’operazione che non si limita ad assestare i conti. Ha messo in campo una manovra che, per impostazione e contenuti (condivisibili o non) è di chirurgia politica. Non tanto per la cifra – tutt’altro che trascurabile – ma per il modo in cui viene distribuita.

In quei conti ci sono i soldi con cui togliere dalle spalle dei 91 Comuni ciociari il maxi debito accumulato dal 2007 verso Saf, per i conguagli che non erano stati fatturati dal 2007. (Leggi qui: Rifiuti, salvataggio da 14 milioni: la Regione ci mette la faccia (e i soldi). E qui: Il conto lo paga la Regione: 13,8 milioni ai Comuni della Saf).

L’assestamento

Giancarlo Righini dopo l’approvazione dell’assestamento

È una delle operazioni messe a punto dall’assessore Giancarlo Righini. Il Consiglio ha dato il via libera definitivo all’articolo 1 del Collegato alla legge di bilancio che stanzia 13,8 milioni di euro a fondo perduto per coprire il cosiddetto conguaglio Saf – un debito che i Comuni ciociari hanno accumulato negli anni e che rischiava di pesare in modo insostenibile su bilanci comunali già in difficoltà e sulle tasche dei cittadini. (Leggi qui: Saf, ecco quanto si risparmierà Comune per Comune).

La misura rientra in un pacchetto più ampio di sostegno finanziario e prevede l’erogazione dei fondi in tre tranche da 4,6 milioni di euro all’anno, distribuite dal 2025 al 2027. L’obiettivo è duplice: salvaguardare la tenuta finanziaria dei Comuni coinvolti ed evitare ripercussioni sulla gestione del ciclo dei rifiuti da parte della Saf, società incaricata del servizio sul territorio. Per garantire trasparenza e correttezza nella gestione delle risorse, è stato inoltre stabilito che sarà la Regione a nominare un revisore contabile, che dovrà certificare con esattezza l’ammontare del conguaglio da coprire.

Soldi per Ater e Santa Lucia

Il commissario Ater Antonello Iannarilli

Trenta milioni per salvare il Santa Lucia, con Inail ed Enea a fare da spalle istituzionali, non sono solo una boccata d’ossigeno per un centro di eccellenza a rischio: sono anche una dichiarazione d’intenti. Difendere ciò che funziona, metterci soldi veri, ed evitare che il dibattito si limiti al rimpianto postumo.

Altri trenta milioni finiscono nelle casse delle Ater. Una boccata d’ossigeno per i vari Antonello Iannarilli alla guida delle case popolari del Lazio e rimasti senza i soldi per pagare gli stipendi. Figurarsi per fare le manutenzioni o per costruire nuovi alloggi. Quei 30 milioni toccano direttamente uno dei nervi scoperti della Regione: l’edilizia pubblica in affanno cronico.

Oltre i confini

Ma la manovra va anche oltre i confini regionali. Due milioni e cento mila euro sono stati destinati all’emergenza umanitaria a Gaza. Un gesto che alcuni bollerebbero come “simbolico”, ma che nella sostanza si inserisce nella tradizione – spesso dimenticata – delle Regioni italiane capaci di esercitare diplomazia solidale. Qui, il simbolismo diventa anche messaggio: l’Italia non è solo quella degli interessi nazionali, ma anche quella della responsabilità globale.

Poi ci sono i dettagli che valgono una notizia a parte: 1,5 milioni per combattere il virus West Nile, 9 milioni di riconoscimento una tantum per i medici dei pronto soccorso, 1,8 milioni per monitorare ponti e viadotti, e altri 48 per coprire i costi sostenuti dalle strutture sanitarie private durante l’emergenza Covid. La partita giocata da Rocca è chiara: tutelare i nodi deboli del sistema prima che diventino voragini.

Altri 8 milioni sono stati allocati a sostegno delle Rsa e hospice che operano nella salute mentale. Per Piano Sociale Regionale ci sono 5 milioni di euro per continuare il percorso di azzeramento delle liste d’attesa, per l’assistenza nelle case famiglia alle persone con disabilità e per il sostegno ai progetti del “Dopo di noi”. E inoltre uno sconto del 10% sulla tassa automobilistica regionale.

(Foto © Ansa)

Nel complesso, la manovra si presenta non una somma di rivendicazioni di parte ma un quadro coerente che tiene insieme sanità, emergenza, sociale e infrastrutture. Francesco Rocca la commenta dicendo “Quella che abbiamo approvato è una manovra fortemente politica, tra le più significative da quando siamo alla guida della Regione Lazio. Una manovra che affronta i problemi in modo diretto sceglie le priorità con lucidità e interviene con responsabilità e coraggio. Abbiamo messo risorse dove servono davvero, per sostenere chi ha più bisogno e per rafforzare i nostri presidi sociali, sanitari e territoriali”.

L’assestamento del Lazio non è rivoluzionario. Ma è – e qui sta il punto – sensato. Come dice l’assessore al Bilancio Giancarlo Righini: “Sono investimenti fatti senza produrre nuovo debito. È finita l’epoca dei disavanzi, ora i conti sono sotto controllo. Manca un ultimo passo, quello relativo al consolidamento del debito: l’amministrazione farà di tutto per centrare il risultato”.