Lazio Zero: la nuova cabina di regia della Sanità regionale

Nata con la riforma sanitaria avviata da Nicola Zingaretti e completata sotto Francesco Rocca, Lazio Zero punta a centralizzare contabilità, acquisti e personale del sistema sanitario regionale. Un progetto ambizioso che promette efficienza e risparmi, ma apre un nodo politico: meno autonomia per le ASL e più controllo da parte della Regione.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Non è una ASL, non è un assessorato: ambisce a diventare il vero cervello del sistema sanitario regionale. Lazio Zero rappresenta uno degli strumenti più rilevanti della riorganizzazione sanitaria avviata nel Lazio, prima con la giunta Zingaretti e ora portata a compimento sotto la guida del presidente Francesco Rocca.

Istituita con la Legge Regionale 115 del 2019 e approvata dal Consiglio nella seduta del 10 novembre 2021, Lazio Zero nasce con un obiettivo chiaro: non erogare servizi sanitari, ma governarli. Non cura pazienti, non somministra terapie ma mette ordine nei meccanismi che stanno dietro alla sanità: contabilità, acquisti, personale, sistemi informativi, logistica. Il cambio di paradigma è evidente: si passa da un sistema basato su tante ASL autonome a una struttura centrale che coordina e standardizza.

Secondo la legge istitutiva, l’azienda centralizza pagamenti e contabilità, gestisce procedure di gara e approvvigionamenti, coordina il personale della Sanità Regionale, sviluppa i sistemi informativi sanitari e monitora qualità, costi e performance. È, di fatto, una «holding sanitaria regionale»: un cervello intermedio tra Regione e ASL territoriali.

Il sito «in costruzione»

(Foto © DepositPhotos.com)

Da ieri pomeriggio è online anche il nuovo sito dell’azienda. La homepage è essenziale, quasi minimale: in apertura campeggia il messaggio «Sito in costruzione», accompagnato da una struttura grafica lineare e istituzionale. La grafica è sobria, dominata dal blu istituzionale e dal bianco, con il logo della Regione Lazio ben in vista.

La user experience è costruita per segmenti chiari. L’home page si presenta come un cruscotto operativo: niente immagini di corsie d’ospedale, ma icone funzionali che rimandano a «Chi siamo»«Attività» e «Amministrazione Trasparente». Il sito è diviso in sezioni strategiche — spicca la parte dedicata ai Bandi e Concorsi, destinata a diventare il vero «ufficio di collocamento» centralizzato della sanità laziale.

Navigando tra i documenti, emerge con chiarezza il ruolo di Lazio Zero come «Azienda di coordinamento»Il sito non parla ai cittadini ma agli addetti ai lavori: dirigenti, amministrazioni, fornitori.

Il core business

(Foto © DepositPhotos.com)

Il cuore del progetto Lazio Zero è chiaro: eliminare duplicazioni. Oggi ogni ASL del Lazio ha uffici acquisti, contabilità, personale. Lazio Zero punta a concentrare tutto in un’unica macchina amministrativa, con due obiettivi: risparmiare risorse generando economie di scala e uniformare procedure e controlli.

In teoria, tutto questo dovrebbe liberare le aziende sanitarie territoriali da incombenze burocratiche, permettendo loro di concentrarsi esclusivamente sull’assistenza ai malati. Ma è qui che si apre il file politico. Perché centralizzare significa anche: maggiore potere decisionale regionale, maggiore capacità di indirizzo politico, riduzione dell’autonomia delle singole ASL e minore capacità di incidenza delle politiche sanitarie da parte dei territori.

Una scelta politica netta

Francesco Rocca

Oggi la sanità rappresenta quasi l’80% del bilancio regionaleChi controlla la sanità, controlla tutta la Regione, province comprese. Lazio Zero non è una semplice riorganizzazione amministrativa: è una scelta politica netta, che sposta il baricentro della sanità dal territorio al centro.

Se funzionerà, potrà davvero razionalizzare il sistema e migliorare i servizi. Se fallirà, rischia di diventare l’ennesimo «carrozzone» regionale, buono solo per distribuire incarichi. In ogni caso, il sito di Lazio Zero con il suo «Sito in costruzione» è la fotografia perfetta della situazione: un progetto ambizioso, ancora incompleto, sospeso tra innovazioni concrete e interrogativi aperti.

(Foto di copertina: © DepositPhotos.com)