La rottura con Patto Civico ricompatta la maggioranza ma scatena l'opposizione. Recchia denuncia una «resa dei conti personale». Di Fabio e Costantini ricordano che l'amministrazione è nata nel «brodo di coltura del ricatto». Cianfrocca risponde con ironia. E un messaggio cifrato sul futuro.
Finita la telenovela Patto Civico, ad Alatri comincia quella successiva. La prima soap si era conclusa con la scena madre: la rottura consumata in pieno Consiglio Comunale, con i Consiglieri di Patto Civico Umberto Santoro e Martina Gatta che abbandonano l’Aula ed il sindaco Maurizio Cianfrocca che gli ritira le deleghe. Un finale che ha ricompattato la maggioranza. Ma ha scatenato le opposizioni. (Leggi qui: Alatri, la resa dei conti: Patto Civico abbandona l’Aula, Cianfrocca ritira le deleghe).
Dai banchi delle minoranze Matteo Recchia, Fabio Di Fabio e Nazzareno Costantini non fanno sconti tra accuse e ironie. Il giudizio è netto: «È stato offerto ai cittadini uno spettacolo desolante».
Recchia: «Veti incrociati e liti di condominio»

Il consigliere dem Matteo Recchia mette il dito nella piaga con precisione chirurgica. «Nell’ultimo Consiglio, l’Aula si è trasformata nel palcoscenico di una resa dei conti personale che una città di 28.000 abitanti non merita minimamente. La verità emersa è cristallina: si va avanti a colpi di veti incrociati, personalismi e liti di condominio, dimenticando completamente che fuori dal palazzo ci sono i problemi reali di una comunità».
Ancora più tagliente la doppietta Di Fabio (PD) e Costantini (Noi per Alatri). «”Chi è senza peccato scagli per primo la pietra.” È semplicemente paradossale che i due consiglieri di Patto Civico siano stati “defenestrati” dal sindaco e dalla sua maggioranza con l’accusa di essere dei “ricattatori politici”, quando l’Amministrazione Cianfrocca è nata ed è rimasta, sin dal primo giorno, immersa nel “brodo di coltura” del ricatto permanente: ora usato da una parte contro l’altra, ora viceversa».
Il messaggio cifrato sulle alleanze future

La risposta del sindaco non si fa attendere. Arriva con quella punta di ironia che è il suo marchio di fabbrica in situazioni di questo tipo. «Fa sorridere leggere parole come ricatto, poltrone, pavidità e incoerenza da chi questi termini li conosce bene. Del resto sono i protagonisti delle passate amministrazioni e parte di quei Partiti che all’esterno fanno finta di essere compatti mentre all’interno si consumano divisioni, accordi di convenienza e lasciano agli altri i problemi da risolvere».
Ma è la chiusura del ragionamento di Cianfrocca a meritare la massima attenzione. «Oggi quelli buoni e illuminati sono diventati gli esponenti di Patto Civico. Non mi sorprendo. È la conferma che questa amministrazione piace anche ai consiglieri di opposizione. Altrimenti non si spiegherebbe perché alcuni di loro vogliano costruire una coalizione futura con membri di quella attuale».
Un messaggio cifrato, ma nient’affatto oscuro: il sindaco vuole far capire che nel panorama politico alatrese, a un anno dalle elezioni, può accadere di tutto. A partire dalle alleanze. Di cui, avendo già annunciato il no al bis, Cianfrocca sarà spettatore. Per ora.



