Presentato dall'Agenas il "Programma Nazionale Esiti 2025" che ha fotografato la situazione della sanità italiana. Il Lazio si è confermato territorio di eccellenze ospedaliere. Prestigioso il risultato ottenuto dal nosocomio del capoluogo che entra nel lotto delle 26 strutture che hanno raggiunto standard di qualità "Molto Alto". Non mancano le criticità con 19 presidi della regione giudicati in maniera negativa
La sanità italiana sta provando a cambiare passo. Tra luci e ombre, anche il Lazio mostra i muscoli recuperando terreno su aree critiche e confermando le sue punte di diamante. È quanto emerge dalla lettura delle 100 pagine del Programma Nazionale Esiti (PNE) 2025, presentato presso l’Auditorium Cosimo Piccinno del Ministero della Salute. Lo ha illustrato l’Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali).
Un punto di riferimento per gli operatori

L’appuntamento, atteso ogni anno dalla comunità scientifica, rappresenta ormai un punto di riferimento per tutti gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). A dieci anni dal decreto (70/2015) che ha ridisegnato gli standard ospedalieri, il sistema mostra una capacità di tenuta, con una qualità dell’assistenza che migliora soprattutto dove i volumi di attività sono più alti.
Il PNE 2025 ha analizzato 1.117 strutture per acuti, pubbliche e private, attraverso 218 indicatori tra volumi, esiti, appropriatezza clinica e organizzativa. Il quadro generale mostra progressi importanti in settori chiave – dall’infarto alla chirurgia oncologica, fino all’assistenza materno-infantile – ma anche persistenti criticità, soprattutto nelle regioni meridionali e insulari.
Il Lazio regione di eccellenze sanitarie

Secondo le rilevazioni del PNE 2025, su dati 2024, il Lazio si conferma territorio di eccellenze sanitarie, con il “Fabrizio Spaziani” di Frosinone tra gli ospedali migliori d’Italia in Neurologia. In un panorama spesso dominato dai giganti romani, l’ospedale frusinate ottiene un riconoscimento di assoluto prestigio nell’ambito del Sistema Nervoso. (Leggi qui: «Sono i dettagli a fare la differenza» non solo nelle notizie).
Il report PNE 2025 inserisce il presidio ospedaliero del capoluogo, infatti, nell’elenco ristretto delle 26 strutture italiane che hanno raggiunto un livello di aderenza agli standard di qualità “Molto Alto”.
Nello specifico, lo Spaziani è stato valutato positivamente su entrambi gli indicatori chiave dell’area, posizionandosi allo stesso livello di colossi come il San Raffaele di Milano o il Gemelli di Roma. Un risultato che certifica l’eccellenza clinica della locale neurologia e neurochirurgia nel trattamento di patologie complesse.
Strutture romane in prima fila

Allargando lo sguardo alla intera Regione, il Lazio presenta situazioni di eccellenza assoluta, concentrate prevalentemente a Roma ma con segnali importanti anche dalle altre province.
1. Area Cardiocircolatoria:
È un anno d’oro per la cardiologia pubblica romana. Nell’elenco delle strutture con livello “Molto Alto” (valutate su almeno 4 indicatori), spiccano due giganti che hanno saputo riorganizzarsi:
- Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini (Roma)
- Azienda Ospedaliera Sant’Andrea (Roma)
Entrambe le strutture hanno ottenuto valutazioni eccellenti su ben 7 indicatori. È un segnale forte: la sanità pubblica è in grado di competere sui grandi numeri e sulla complessità.
2. Chirurgia Oncologica:

Quando si parla di tumori, i volumi fanno la qualità. Più operi, più diventi bravo e sicuro. In questo campo, il Policlinico Universitario A. Gemelli e il Policlinico Umberto I si confermano riferimenti nazionali con livello “Molto Alto” su 7 indicatori.
Tuttavia, bisogna guardare anche a sud di Roma. L’ospedale S. M. Goretti di Latina si piazza nella fascia di eccellenza (“Molto Alto”) valutato su 4 indicatori. Una sponda importante per l’area pontina e per il sud del Lazio. Bene anche il Gemelli e l’Ospedale S. Eugenio.
3. Ortopedia e Osteomuscolare:
Nell’area osteomuscolare (protesi, fratture, ecc.), il Lazio vanta numerose strutture di alto livello. A Latina brilla l’Icot, che raggiunge il livello “Molto Alto” su 6 indicatori, confermandosi polo di attrazione anche per pazienti da fuori regione.

Tra le altre eccellenze regionali segnalate con livello “Molto Alto” si collocano:
- Polo Ospedaliero Santo Spirito (Roma)
- Ospedale San Paolo (Civitavecchia)
- CTO A. Alesini (Roma)
- Ospedale Città di Aprilia
- Policlinico Tor Vergata e Campus Bio Medico
Va tutto bene? No
Non è tutto rose e fiori nella Regione. Il PNE utilizza uno strumento severo chiamato “Audit” per monitorare le strutture che presentano criticità nei dati o risultati di livello molto basso per due anni consecutivi.

Il Lazio ha ancora 19 strutture segnalate per l’audit, un numero alto se confrontato con la Lombardia (14) o il Veneto (16). Questo significa che in quasi venti ospedali della regione ci sono reparti che devono rivedere urgentemente i loro processi o la qualità dei dati trasmessi.
Tuttavia, c’è una buona notizia che merita di essere sottolineata: 6 strutture del Lazio sono migliorate e sono uscite dalla procedura di audit rispetto allo scorso anno.. Tra queste, figurano nomi pesanti che hanno evidentemente lavorato sodo per risolvere le criticità:
- Az. Osp. San Camillo-Forlanini (Roma)
- Azienda Ospedaliera Sant’Andrea (Roma)
- Osp. S. Sebastiano (Frascati)
- Ospedale S. Giovanni Evangelista (Tivoli)
- Polo Ospedaliero di Viterbo
- Istit. Chir. Ortop. Traumatologico (Latina)
Un Lazio a due velocità
Il PNE 2025 in sintesi restituisce la fotografia di un Lazio a due velocità, ma in ripresa. Se da un lato permangono diseguaglianze e un numero ancora elevato di strutture sotto osservazione, dall’altro le eccellenze non sono più isolate.

Per la provincia di Frosinone poi il risultato dello “Spaziani” in Neurologia è la dimostrazione che la qualità non è solo appannaggio delle grandi metropoli, si può fare anche nei territori, ma va difesa e sostenuta con investimenti mirati.
La strada tracciata da Agenas è chiara: concentrare la casistica complessa, monitorare i dati e intervenire dove i conti non tornano. Il Lazio del Presidente Francesco Rocca sembra aver imboccato la strada giusta, ma ora serve continuità.



