Lega, il comunicato scarno e il Partito che si muove sotto traccia

Dietro la nota ufficiale del Direttivo regionale (poche righe, nessuna notizia) si muovono un appuntamento nazionale a Roma, il nodo della legge elettorale e l'ipotesi di elezioni regionali anticipate in quattro Regioni.

Il comunicato della Lega Lazio, diffuso ieri sera al termine del Direttivo Regionale, sta in dieci righe. E non contiene, a leggerlo, una sola notizia: «Si riparte con ancora più forza», «organizzazione, identità, territorio e partecipazione», un «Avanti Lega Lazio» a chiudere. È la lingua che i Partiti riservano all’esterno quando, all’interno, si sta discutendo di tutt’altro. E infatti, a giudicare da quanto filtra dalla riunione, di tutt’altra sostanza si è discusso.

Un appuntamento nazionale e un segnale di unità

Il primo punto reale riguarda l’agenda. Martedì 8 e mercoledì 9 settembre a Roma va in scena A Tua Difesa, l’appuntamento nazionale promosso dal vicesegretario federale Claudio Durigon, senatore del Lazio e uomo di peso della corrente laziale del Carroccio. Alla due giorni sono stati invitati il governatore della Lombardia Attilio Fontana e il governatore del Veneto Luca Zaia. È un dettaglio che, in un Partito attraversato per tutta l’estate da tensioni tra l’ala di governo e i cosiddetti governatori del Nord, vale come un segnale preciso di dialogo interno tra sensibilità diverse, prima ancora che come una notizia di cronaca.

Il secondo punto è Pontida. Nel racconto interno alla Lega non viene presentata come il consueto rito di fine estate ma come uno snodo politico vero: il momento in cui il Partito dovrà misurare la tenuta della propria leadership e la direzione da imprimere ai mesi che seguono. È lì, più che nel comunicato di ieri, che si giocherà la partita del «radicamento in ogni provincia» che la nota regionale evoca in modo così generico.

La legge elettorale e il rischio urne

Ma il ragionamento che ha attraversato il Direttivo riguarda soprattutto Roma ed il Parlamento. Dal dibattito è emerso che al Senato è in discussione la riforma della legge elettorale, con il ritorno delle preferenze. A Palazzo Madama la norma verrà approvata con scrutinio palese, cioè si vedrà in faccia chi ha votato per cosa. Il passaggio successivo quello alla Camera, sarà a scrutinio segreto ed il timore (non dichiarato ma circolato nella riunione) è che i franchi tiratori possano affossare la riforma. Quindi, abbiamo scherzato?

In quel caso, secondo la lettura che si fa strada tra i dirigenti laziali della Lega, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni potrebbe scegliere di andare rapidamente al voto anticipato, considerando un gesto di sfiducia politica verso di lei quell’eventuale voto contrario a Montecitorio.

Un election day con le quattro Regioni?

Da qui l’ipotesi più delicata, quella che nessun comunicato ufficiale avrebbe mai messo per iscritto: se si andasse alle urne, potrebbero anticipare di qualche mese anche le elezioni regionali nei territori guidati dal centrodestra, con un election day che metterebbe insieme le elezioni Politiche nazionali e quelle regionali in Lazio, Sicilia, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia.

Un’ipotesi, va detto, che resta tale: nessuna delle quattro Giunte l’ha formalizzata e la stessa fonte che la riferisce la inquadra come scenario possibile, non come decisione presa. Ma è il tipo di scenario che, una volta pronunciato in una riunione di Partito, smette di essere un’ipotesi tra le tante.

Il fronte laziale: casa, tessere e geografie interne

Claudio Durigon, Davide Bordoni, Mario Abbruzzese

Sul terreno più strettamente regionale, l’assessore Pasquale Ciacciarelli ha annunciato ottanta milioni di euro destinati al Piano Casa: una cifra che, nella Regione guidata da Francesco Rocca, arriva mentre si consolidano i rapporti nel centrodestra in vista del voto.

L’aria di elezioni galvanizza anche il Segretario Regionale Organizzazione Mario Abbruzzese. Lo scorso anno ci fu la cifra record di 10mila tesserati leghisti nel Lazio: Matteo Salvini ringraziò pubblicamente ma poi chiese, in modo altrettanto evidente, che quest’anno si raggiungesse quota 20mila.

Nel suo intervento Abbruzzese non indica cifre, mette in chiaro però che la mobilitazione deve esserci e deve essere corale in tutti i circoli leghisti della regione. Subito dopo Pontida partirà la nuova campagna di tesseramenti: il segnale che il Partito, archiviata la vetrina del pratone, tornerà a misurarsi sul terreno più prosaico e più decisivo, quello degli iscritti in carne e ossa.

I rumors riferiscono che tra Abbruzzese e Ciacciarelli c’è un timido riavvicinamento dopo un’estate di rapporti tesi a causa delle differenti vedute politiche sull’assetto ed il futuro della Lega. Il barometro segna: «Rapporti formali ma esistenti».

Pontida talvolta può fare miracoli.