Il 12 settembre piazza De Gasperi sarà teatro del convegno “La corruzione e le mafie mortificano la vita del cittadino”, con ospiti d’eccezione. Un’occasione per riaffermare il valore della legalità, dell’impegno civile e della buona amministrazione
Cosa prova un cittadino perbene quando si accorge che le regole non valgono per tutti? Quando un appalto viene truccato, quando un incarico viene assegnato per favoritismi, quando chi rispetta la legge viene lasciato indietro, mentre chi ha amici potenti passa avanti? Quella sensazione, sorda e profonda, si chiama ingiustizia. E quando entra nei rapporti tra cittadino e Stato, rompe il patto democratico alla base della nostra convivenza civile.
La corruzione nella pubblica amministrazione e le infiltrazioni mafiose non sono eventi isolati, né responsabilità di pochi. Sono una zavorra collettiva, che sottrae risorse, tempo, fiducia. E che colpisce soprattutto i più onesti, i più deboli, chi aspetta un servizio pubblico, una risposta, un’opportunità, senza chiedere niente in cambio.
A questi cittadini è dedicato il convegno pubblico “La corruzione e le mafie mortificano la vita del cittadino”, organizzato dalla sezione di Cassino dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio (UNMS), in programma giovedì 12 settembre alle ore 18 in piazza De Gasperi a Cassino.
Un convegno di grande respiro a Cassino

Un evento di grande respiro civile, istituzionale e sociale, pensato per accendere una luce su un tema spesso percepito come distante, ma che invece ci riguarda da vicino, ogni giorno.
Secondo l’ultimo rapporto OLAF (Ufficio europeo anti-frode) e le stime della Corte dei Conti italiana, la corruzione costa ogni anno all’Italia tra i 60 e i 100 miliardi di euro. Si tratta di risorse sottratte ai servizi essenziali, ai territori, alle famiglie. Ogni euro ottenuto con l’inganno è un euro in meno per la sanità, per la scuola, per le politiche sociali.
E dove manca lo Stato, arriva la criminalità, che si infiltra, approfitta, controlla. Spesso in silenzio. Ma c’è anche chi risponde, chi lavora ogni giorno per contrastare questi fenomeni e restituire allo Stato la sua dignità.
Relatori d’eccezione

Tra i relatori del convegno spiccano due figure centrali nel contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione sistemica. Il Generale Pasquale Angelosanto, originario di Sant’Elia Fiumerapido, già Comandante del ROS dei Carabinieri, ha condotto alcune delle più complesse indagini contro le mafie economiche e imprenditoriali. Un uomo che ha imparato a riconoscere il volto moderno della criminalità: quello che si presenta in giacca e cravatta, con curriculum impeccabili, ma legami oscuri.
Accanto a lui, Ignazio Portelli, già Prefetto di Frosinone e oggi Commissario Straordinario del Governo per la Regione Siciliana. Durante il suo mandato nel Frusinate ha firmato sette interdittive antimafia nei confronti di aziende e soggetti legati alla criminalità organizzata, togliendo potere, visibilità e terreno fertile ai clan.

A completare il quadro degli interventi, il Procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci, profondo conoscitore del territorio e delle dinamiche giudiziarie del centro e sud Italia, e l’avvocato Paolo Bonaiuti, esponente dell’UNMS, impegnato da anni nel promuovere la cultura della legalità e della responsabilità pubblica.
A moderare l’incontro sarà la giornalista Angela Nicoletti, già vincitrice nel 2018 del Premio Nazionale ‘Piersanti Mattarella’ grazie a un’inchiesta sul giusto utilizzo dei beni confiscati in Italia.
Sequestro dei beni, risposta forte alla corruzione

Una delle risposte più forti alla corruzione e alla mafia passa proprio per il sequestro dei beni accumulati illegalmente. Le indagini di polizia giudiziaria non si limitano a colpire penalmente i colpevoli: recuperano soldi, beni mobili e immobili, che entrano nel Fondo Unico Giustizia e vengono destinati anche a sostenere le famiglie delle vittime del dovere.
I beni confiscati, poi, attraverso l’Agenzia nazionale e le Prefetture, vengono messi a disposizione dei Comuni per finalità esclusivamente sociali: un passaggio fondamentale per la giustizia, ma anche per la rinascita dei territori.
Il modello-Cassino
Il Comune di Cassino, in questo, è un modello positivo e concreto. Grazie alla collaborazione tra amministrazione, Prefettura e associazioni del territorio, è riuscito a recuperare diversi immobili confiscati trasformandoli in spazi pubblici al servizio della collettività.

Tra questi spicca il Palazzo della Cultura, oggi diventato un presidio simbolico della legalità e un punto di riferimento per la cittadinanza attiva. Ma non è l’unico: a breve un altro bene confiscato alla criminalità sarà destinato a un progetto straordinario, “Dopo di Noi”, pensato per sostenere famiglie con figli autistici, garantendo loro un futuro anche quando i genitori non ci saranno più.
Questo è lo Stato che funziona. Questo è il volto della buona amministrazione. E piazza De Gasperi il 12 settembre sarà il palcoscenico per chi ci crede.
Un’occasione di riflessione per tutti i cittadini
Il convegno è aperto a tutta la cittadinanza, con una particolare attenzione agli amministratori pubblici, ai giovani, alle associazioni e a chi lavora quotidianamente dentro e accanto alle istituzioni.

Un momento per riflettere, ma anche per riconoscere il lavoro di chi non si arrende alla rassegnazione, e continua a pensare che la legalità non sia un concetto astratto, ma una scelta concreta, una strada percorribile.
Il 12 settembre, Cassino sarà il simbolo di uno Stato che si racconta attraverso l’esempio. Un’occasione per dimostrare che la legalità conviene, che la buona amministrazione è possibile, e che nessun territorio è destinato all’opacità, se la comunità si unisce attorno ai valori giusti.



