Visita privata del Pontefice Leone XIV all'Abbazia durante il soggiorno a Castel Gandolfo. Preghiera sulla tomba di San Benedetto per i popoli segnati dalla guerra, pranzo con la comunità monastica e un messaggio che parte dal simbolo della rinascita europea.
Una preghiera per la Pace nel mondo, inginocchiandosi su quelle che sono state le macerie del martirio europeo nella Seconda Guerra Mondiale: Montecassino. Papa Leone XIV ha fatto visita questa mattina all’Abbazia ed alla sua comunità monastica. Una visita privata, effettuata nel corso delle vacanze estive che il Pontefice sta trascorrendo a Castel Gandolfo dove resterà fino al 27 luglio.
Secondo il comunicato diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede, il Papa «si è fermato a pregare presso la tomba di San Benedetto, affidandogli la sua intercessione per la pace in quelle regioni del mondo segnate da spargimenti di sangue e conflitti». Ha poi pranzato con la comunità religiosa prima di fare rientro a Castel Gandolfo.
Montecassino e Leone per la pace

Non è un caso isolato. Nei giorni scorsi a Montecassino era andato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme. Aveva portato con le sue parole l’eco dei bombardamenti e della distruzione di Gaza, la testimonianza dello sterminio di un popolo. Quel giorno il padre Abate dom Luca Fallica e tutta la Comunità benedettina dell’Abbazia, lo avevano accolto a Montecassino e gli avevano consegnato il Premio Pacis Nuntius 2026, assegnato a marzo durante le celebrazioni per il transito di San Benedetto.
La scelta di Montecassino come meta di una visita seppure privata di Papa Leone non è priva di significato. Perché avviene n un momento in cui i conflitti internazionali segnano il calendario dell’agenda diplomatica vaticana e San Benedetto è patrono d’Europa, con la sua regola – ora et labora – ha fondato la civiltà monastica occidentale proprio in questo luogo.
Patrimonio di spiritualità

Primo monastero dell’ordine benedettino, fondato da San Benedetto da Norcia nel 529, Montecassino venne distrutta e ricostruita più volte nel corso dei secoli: l’ultima, dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi è uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati d’Italia e patrimonio spirituale della cristianità occidentale.
E proprio per questo Papa Leone ha voluto pregare lì, sulla tomba del santo che fondò quel luogo di ritiro e meditazione. Che fu tomba per centinaia di martiri civili: innocenti che cercarono sul quel monte solo pace e rifugio dalla follia di una guerra. Il cui fragore ancora oggi non smette di versare sangue innocente.



