L’ippocastano scuote la maggioranza: la minoranza si compatta e Massa è nel mirino

Il crollo della settimana scorsa a Castel Sindici unisce l'opposizione in un fronte comune a tutela della sicurezza dei cittadini. Un'interrogazione urgente chiede conto di un anno di ritardi. Nel mirino la gestione del verde pubblico: oggi sono stati chiesti i documenti sul presunto taglio programmato e sul destino della Quercia "Gaia"

Il tonfo del grande ippocastano a Castel Sindici continua a produrre echi. Questa volta, passata la paura, non sono rumori di rami spezzati, bensì il fruscio pesante delle carte bollate e delle mosse politiche ben calibrate. In una Ceccano dove le geometrie d’aula sono spesso frammentate, il tema della sicurezza dei cittadini ha compiuto un piccolo, grande miracolo politico: ha compattato la minoranza. (Leggi qui: Crolla l’ippocastano a Castel Sindici. E Del Brocco affonda: “Inadeguati”).

Non è un dato scontato perché vedere l’opposizione muoversi come un sol uomo su un tema che ha scosso profondamente la città dimostra una maturità politica notevole. Ginevra Bianchini, Ugo Di Pofi, Alessia Macciomei, Fabio Giovannone e Paolo Aversa hanno unito le forze, firmando congiuntamente un’interrogazione urgente a risposta scritta. Un blocco unito che, con garbo istituzionale ma con estrema fermezza, ha deciso di inchiodare l’amministrazione Querqui alle proprie responsabilità.

La “pistola fumante”: quella perizia datata aprile 2025

La relazione di aprile 2025

Il documento protocollato in queste ore dai cinque consiglieri è un vero e proprio pressing politico. Non fa sconti, non usa toni sguaiati ma va dritto al cuore amministrativo del problema. Il primo punto dell’interrogazione è, di fatto, la “pistola fumante” della vicenda: la minoranza fa riferimento a una VTA (Valutazione di stabilità degli alberi) datata 22 aprile 2025, che già certificava il «rischio estremo di caduta».

La domanda posta dall’opposizione è tanto semplice quanto granitica: se il pericolo era noto e certificato da un anno intero, per quale motivo l’Amministrazione non ha provveduto a mettere in sicurezza l’area, magari semplicemente delimitandola e segnalandola in modo adeguato? I consiglieri chiedono di sapere se questo stallo sia stato frutto di un indirizzo politico o di ostacoli burocratici da spiegare analiticamente. Un anno di attesa è un tempo amministrativo che, quando c’è di mezzo l’incolumità pubblica, non può passare sotto silenzio.

Le carte sul tavolo: la sfida a Colombo Massa

Colombo Massa

L’interrogazione accende poi un faro potentissimo sulla figura del delegato all’Ambiente, Colombo Massa. Una delega, la sua, che appare ogni giorno più fragile, costantemente esposta ai colpi di una minoranza che ha imparato a colpire chirurgicamente i punti deboli della maggioranza.

Dopo il crollo, Massa si era difeso affermando che il taglio dell’ippocastano era già in calendario per “la prossima settimana. L’opposizione, in modo molto elegante ma spietato, ora chiede di vedere le carte. Il documento chiede copia di tutta la documentazione presente negli uffici (delibere, determinazioni, affidamenti, ordini di servizio) da cui si evinca questa fantomatica calendarizzazione. In politica le parole volano, le determine restano. E la minoranza vuole leggerle.

Riccardo Del Brocco

Ad aprire il fronte politico, prima ancora dell’interrogazione consiliare, erano stati i vertici cittadini del centrodestra. L’ex assessore all’Ambiente, Riccardo Del Brocco, aveva fin da subito definito la maggioranza «inadeguata» a governare simili criticità, muovendo una critica dura ma puntuale verso l’operato del delegato all’Ambiente, espressione di Europa Verde in Consiglio. 

Una linea condivisa anche dall’avvocato Rino Liburdi, presidente del circolo cittadino di Fratelli d’Italia, intervenuto nel dibattito attraverso un video. A supportare le loro posizioni era stata l’apparizione sui social proprio della fatidica perizia datata aprile 2025, un documento inequivocabile che certificava l’estremo pericolo dell’ippocastano e l’urgenza di intervenire per tutelare la cittadinanza.

L’assenza che fa rumore

Emanuela Maliziola (Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

C’è tuttavia un dettaglio in calce a quell’interrogazione che, agli occhi dei più attenti osservatori delle dinamiche di Palazzo Antonelli, non è passato inosservato: manca una firma. È quella di Manuela Maliziola. Già sindaco in quota socialista dal 2012 al 2015 e candidata nell’ultima tornata elettorale, la consigliera è da sempre riconosciuta per la sua caratura e scaltrezza politica. 

Qual è, dunque, la lettura di questo silenzio istituzionale? Nel gioco dei retroscena, le ipotesi si rincorrono. Potrebbe trattarsi di un calcolatissimo attendismo, l’attesa tattica prima di piazzare una mossa più pesante. Oppure, ed è qui che i sussurri si fanno interessanti, potrebbe celare un lento avvicinamento alla squadra di governo. 

Una convergenza che, considerando la sua solida estrazione di sinistra, non rappresenterebbe un salto nel vuoto contro natura. Il non essersi unita all’atto d’accusa sull’ippocastano potrebbe suonare come un messaggio cifrato recapitato direttamente sulla scrivania di Andrea Querqui: un modo elegante per dire “io ci sono, ma opero con altri metodi, potresti iniziare a tenermi in considerazione“. 

Non a costo zero

Maliziola per tutta l’opposizione

È chiaro a tutti che l’eventuale approdo in maggioranza di un peso massimo come la Maliziola non avverrebbe a costo zero. Chiederebbe inevitabilmente deleghe di primissimo piano e, visti anche gli imbarazzi creati al sindaco dal delegato all’Ambiente Colombo Massa, non è affatto escluso che una di queste possa essere proprio quella all’Ambiente.

Ed è a quel punto che il sindaco Andrea Querqui dovrebbe attingere a piene mani non solo alle sue doti politiche, ma anche a quelle professionali. Da buon farmacista, dovrebbe indossare i panni dell’abile chimico: pesare gli ingredienti, dosare gli equilibri con il misurino, evitare reazioni incontrollate e possibili rigetti dentro la coalizione.

Al momento, è doveroso precisarlo, siamo ancora nel puro e affascinante regno della fantapolitica, lontani da notizie, conferme o trattative ufficiali. Ma in politica, si sa, spesso sono proprio i silenzi a mandare i segnali più rumorosi.

Da Gaia all’ippocastano: la tutela del bene comune

La quercia Gaia

In conclusione, il lavoro certosino dell’opposizione non si ferma all’evento di sabato. L’interrogazione chiede conto anche dei danni materiali causati dalla caduta e riapre il fascicolo sulla celebre Quercia “Gaia” (crollata in precedenza zona Madonna delle Grazie), domandando che fine abbia fatto il legname asportato e quali siano i progetti e i tempi per restituire quell’area alla pubblica fruizione.

Oggi la palla passa al sindaco Querqui e al delegato Massa, che avranno dieci giorni per fornire risposte scritte. Quello che emerge, tuttavia, è il successo politico di una minoranza capace di esaltare il proprio ruolo di controllo. Di fronte al rischio di tragedie sfiorate, l’opposizione ha dimostrato che la tutela del territorio non ammette divisioni. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto, e le scusanti della fatalità, davanti a perizie vecchie di un anno, non reggono più.