L'adesione del sindaco di Minturno al Partito democratico è per ora in stand-by nonostante l'annuncio in pompa magna. L'irritazione di Italia Viva ed in particolare del suo leader Matteo Renzi avrebbe indotto Elly Schlein a frenare sul ritorno dell'ex presidente della Provincia. "Valutazioni ed approfondimenti in corso", hanno fatto sapere dai dem. Tutti i retroscena di una storia non più solo pontina ma anche e soprattutto nazionale
In stand-by. Gerardo Stefanelli, sindaco di Minturno ed ex presidente della Provincia di Latina, ha mantenuto la promessa fatta sabato scorso in pompa magna. Abbandonata Italia viva, ha annunciato di volersi iscrivere al Pd: lo ha fatto. La richiesta di tesseramento al Partito guidato da Elly Schlein l’ha depositata. Lo ha fatto online, e non recandosi presso la locale sezione del Pd di Minturno. Dove, probabilmente, avrebbe potuto rischiare di mettere in imbarazzo il locale Segretario di Circolo. (Leggi qui: Stefanelli, il “richiamo della foresta”: “Ora voglio un Pd vicino al territorio”).
Online, invece, nessun imbarazzo. Online, i vertici del Pd, l’hanno vista. E, dal Pd, fanno sapere: “Si è comportato da galantuomo”.
Ma la sua richiesta è in stand-by: è oggetto di valutazioni. Perché? Cosa sta succedendo? Per capirlo, è necessario fare un passo indietro, a sabato scorso, al post-conferenza stampa di Stefanelli.
Quello strano post-conferenza

“Ciao Andrea, come stai? Ma sei stato alla conferenza stampa di Stefanelli? Come è andata? Chi c’era? Ha detto qualcosa di particolare?” Il telefono ha iniziato a squillare poche ore dopo che il sindaco di Minturno, nonché ex presidente della Provincia di Latina, ha finito di parlare, da solo, nella conferenza stampa in cui ha annunciato il suo abbandono di Italia viva. Già in quella Conferenza manifestava l’intenzione di aderire al Pd, annunciando l’imminente richiesta, “nella speranza che venga accettata”.
“Ma ha detto qualcosa sul fatto che non c’erano esponenti del Pd?” “Veramente la domanda l’ho fatta io”. “E cosa ha risposto?” “Che era un fatto tecnico: non aveva ancora presentato la richiesta di adesione”.
Le telefonate si susseguono, non molte, ma abbastanza per incuriosire. Sono esponenti del Pd, di vario livello. Che vogliono sapere come era andata.

Ora, un fatto strano è che alla conferenza stampa, eccezion fatta per Claudio Moscardelli e Stefano Vanzini, e diversi amministratori locali, non ci fossero esponenti di segreteria, direzione, coordinamento del Pd provinciale. Ma ancora più strano è che – gli assenti – vogliano sapere come sia andata. E due fatti strani ti fanno alzare le antenne. Così, cominci a chiamare te, le fonti che sai essere affidabili.
Matteo chiama Elly che frena

Ed emerge una storia strana, che forse tanto strana non è. E che si lega con dinamiche nazionali: d’altronde,Stefanelli lo aveva detto: “Lascio Italia viva anche perché è un Partito strutturato a livello nazionale e non sapevamo con chi parlare dei problemi del territorio”.
Già, Italia viva. Il Partito di Matteo Renzi, che in Stefanelli aveva l’unico sindaco del territorio, per non parlare del fatto che è anche ex presidente della Provincia. E, secondo le fonti, questo che segue sarebbe il racconto di come è andata.
Venuto a sapere che Stefanelli lasciava Iv per il Pd, Renzi avrebbe chiamato direttamente Elly Schlein. E le avrebbe fatto una piazzata. Della serie “mi scippi un sindaco, non si fa”. E non si fa, soprattutto quando, a livello nazionale, si sta cercando di costruire il famoso “campo largo” in vista delle elezioni politiche. Una procedura delicata, fatta di accordi, intese, equilibri. E non si fa, nel momento in cui anche Italia viva appariva in campagna acquisti, con diversi nomi eccellenti del Pd. Campagna acquisti su cui la Schlein non sarebbe stata tenera, con Renzi.

La Schlein, dunque, si sarebbe resa conto che forse questa vicenda, apparentemente tutta pontina, non lo è del tutto. E che a Latina stavano andando troppo veloce. Stefanelli, infatti, ha fatto tutto in sette giorni: l’annuncio dell’abbandono di Iv e la convocazione della conferenza stampa. Normalmente, si va più piano: si lascia un Partito, si lascia decantare l’abbandono, si inizia a partecipare a qualche convegno con amici del partito nuovo, e magari dopo 4-6 mesi si fa l’annuncio di ingresso. Ma Stefanelli ha colto un po’ tutti di sorpresa.
La conferenza disertata e le riflessioni

Alla conferenza stampa avrebbero dovuto partecipare, secondo le fonti,il segretario regionale del Pd Daniele Leodori, insieme al segretario provinciale, Omar Sarubbo, e probabilmente anche Valeria Campagna, vice segretaria. Ma da Roma arriva l’ordine: occorre raffreddare, rallentare: fermate Stefanelli.
Partono le telefonate verso il sindaco di Minturno: “Guarda, sarebbe il caso di rimandare di qualche giorno, qualche settimana”. Ma è tardi. La macchina social di Stefanelli è già in moto. Dopo l’annuncio, social, del “cambio vita”, c’erano stati anche i post del tenore “Pazientate, sabato saprete tutto”. Dal Pd sono chiari con l’ex presidente: se insisti, non potremo partecipare. E così è stato. Stefanelli non se ne fa un problema e va avanti per la sua strada.

Ora, però, l’affare si è complicato ancora. Anzi, si è ingigantito. Della serie che i pontini del Pd ora pensano: “Come faccio a dire di no, soprattutto nel momento in cui in questi anni ho lavorato tanto per allargare il Partito?”. Un pensiero che deve aver sfiorato lo stesso Sarubbo che, insieme ad altri, come il consigliere regionale Salvatore La Penna, sarebbe alla base dell’operazione. D’altronde, il Pd sostiene Stefanelli in Comune come lo aveva sostenuto in Provincia, e fino al 2019 il sindaco era uomo del Pd.
Ripartono dunque altre telefonate, stavolta da Latina in direzione Roma: “Che facciamo?”. I bene informati nel partito dicono che “ci sono approfondimenti e valutazioni in corso”. Non a livello pontino, dove Stefanelli è considerato gradito e dove il Pd di Sarubbo, segretario dal 2022, ha lavorato molto per ampliare la base. Dunque,“i livelli locali del Partito sono in rispettosa attesa di ragionamenti, che avvengono altrove”, si lascia trapelare. E aggiungono:“Rispettosi, ma anche disturbati”.



