Altro rinvio dell'assemblea dell'ente gestore del servizio idrico che avrebbe dovuto approvare la famosa ricapitalizzazione di 30 milioni. Continua il braccio di ferro tra Pd-FI e FdI-Lega. Matilde Celentano, sindaca di Latina, in una lettera ha chiesto il differimento di 120 giorni per mettere sullo stesso tavolo il futuro della società e le elezioni provinciali. Il Pd attacca il centrodestra e chiede le dimissioni del CdA. Il sindaco Lucidi di Sezze tenta una mediazione per salvare l'azienda
Fuori anche… la seconda. Non è la palla del servizio di una partita di tennis. Ma la Seconda convocazione dell’assemblea dei soci di Acqualatina, rinviata (a questo punto sine die) lunedì mattina al termine della riunione convocata presso l’hotel Europa. Avrebbe dovuto decidere se ricapitalizzare la società che gestisce l’acqua e la depurazione in quasi tutta la provincia di Latina ed alcuni centri al confine nella provincia di Frosinone. Servono poco più di 30 milioni di euro.
La presenza dei sedici sindaci e dei delegati dei Comuni civici, di quelli amministrati da Forza Italia e del Partito Democratico non è bastata a rendere valida la seduta. Sarebbe stata necessaria la presenza dei due terzi degli aventi diritto.
Italgas e Comuni a guida FdI e Lega, assenze decisive

A fare la differenza è stata, ancora una volta, l’assenza dei rappresentanti del socio privato Italgas (detentore del 49% delle quote) e dei comuni a guida Fratelli d’Italia e Lega contrari alla ricapitalizzazione di una società che ha davanti un’attività industriale di poco meno di sette anni. Stanno cercando di difendere la governance della società e, soprattutto, la parte pubblica contestata da tempo dai sindaci Dem e di Forza Italia.
Nei giorni scorsi l’amministratrice delegata Patrizia Vasta, rappresentante nel CdA per conto del socio privato, aveva denunciato come siano sempre più vuote le casse della società. E aveva spiegato le ragioni: serve liquidità per garantire continuità operativa e investimenti sulla rete dal momento che sono raddoppiati i costi nell’ultimo anno (da 20 a 40 milioni di euro) e l’elusione tributaria ( ioè il fatto che i cittadini non paghino le bollette) avrebbe superato quota 100 milioni.
Un rinvio strategico

Ufficialmente Matilde Celentano, sindaco di Latina, socio di maggioranza per la parte pubblica, ha inviato una lettera all’assemblea chiedendo un rinvio di 120 giorni dell’approvazione della ricapitalizzazione. In occasione della prima convocazione di lunedì scorso il delegato del comune capoluogo Giacomo Mignano aveva rinunciato a mettere ai voti la proposta di rimpinguare le casse della società facendo rinunciare ai comuni di incassare i canoni concessori dovuti dal socio provato per gli impianti che gli hanno fatto trovare pronti per l’uso qundo la gestione dell’aqcua è stata privatizzata. Si tratta di una soluzione che, insieme al ricorso di prestiti fruttiferi, è stata respinta da Italgas perché “non praticabile”.
Il rinvio della seconda convocazione dell’assemblea dei soci di Acqualatina è stato un altro chiaro segnale di Fratelli d’Italia e della Lega. Vogliono mettere sullo stesso tavolo (per un possibile accordo con Forza Italia) il futuro dell’ente gestore e la contestuale elezione del nuovo presidente della Provincia. Come si collegano le due cose?

È presto detto. I 120 giorni di rinvio chiesti dal sindaco Celentano e, dunque, da Fratelli d’Italia coincidono con l’elezione del nuovo presidente della Provincia di Latina. La scadenza naturale del mandato di Gerardo Stefanelli sarà il 21 dicembre ma l’interessato, di comune accordo con Forza Italia ed il Pd ha fatto sapere di voler beneficiare del termine (60 giorni) che la riforma Del Rio gli concede per indire i comizi elettorali e da questo momento di ulteriori 30 giorni per eleggere il nuovo presidente e rinnovare, dopo due anni, il consiglio provinciale.
Il Pd attacca FdI e chiede le dimissioni dl CdA
E il Pd? Non potendo esercitare alcun potere contrattuale su scala provinciale, ha deciso di affiancare la linea di Forza Italia. E dopo la fumata nera di lunedì mattina, il segretario provinciale dei Dem ha stigmatizzato il comportamento ostruzionistico dei sindaci dell’area Fdi-Lega e del socio privato.

“Stanno impedendo – ha dichiarato Omar Sarubbo – ai Comuni di esercitare il diritto di voto loro assegnato dai Consigli comunali, i quali si sono espressi in maniera netta e contraria all’aumento di capitale richiesto dalla società. Far mancare il numero legale significa tradire la volontà popolare e sottrarsi deliberatamente al voto sull’aumento di capitale”.
Nel mirino del segretario del Pd c’è soprattutto Fratelli d’Italia: “Sta provocando la paralisi di Acqualatina. Non si può imputare alle amministrazioni comunali, espressioni del voto democratico, la responsabilità di una situazione che è figlia esclusivamente di chi non vuole discutere nel merito e continua a sfuggire a un passaggio decisionale fondamentale”.
E dopo il presidente Gerardo Stefanelli anche il Pd ha chiesto l’azzeramento dell’attuale CdA di Acqualatina: “Le sue dimissioni – ha concluso Sarubbo – sono la premessa imprescindibile per avviare qualunque confronto serio e per permettere finalmente ai Comuni di sedersi a un tavolo da pari, contribuendo in modo collegiale alla ricerca delle soluzioni migliori”. (Leggi qui: Acqualatina, toni sempre più accesi: Stefanelli chiede le dimissioni del CdA).
Il tentativo di mediazione del sindaco Lucidi

A svolgere un ruolo determinante potrebbero essere anche i comuni guidati da amministrazioni civiche. Uno di questi è quello di Sezze, il cui sindaco Lidano Lucidi lunedì era regolarmente presente all’assemblea. “Questa situazione di stallo, di fatto, sta impedendo dagli inizi di settembre ai soci di procedere con qualsiasi decisione strategica o operativa, proprio in un momento in cui la continuità aziendale amministrativa e del servizio idrico richiede interventi urgenti”, ha detto Lucidi.
Il primo cittadino setino potrebbe fare da mediatore affinché Forza Italia ed il Pd da una parte e l’asse Fdi-Lega tornino a trattare. E l’interessato si dichiara “disponibile a dar vita ad un confronto costruttivo, anche al di fuori delle assemblee previste dal codice civile. L’obiettivo è uno soltanto: salvaguardare la società e garantire la continuità di un servizio essenziale per i cittadini. Un eventuale fallimento avrebbe conseguenze pesantissime, a partire dall’impossibilità di assicurare persino la manutenzione ordinaria.”.
I rinvii servono soltanto per allontanare ogni possibile soluzione su come affrontare la questione finanziaria di Acqualatina. “Ciò che sta accadendo ha ormai assunto i contorni del paradosso: a fronte dei disservizi ai cittadini e di un rischio di profonda crisi finanziaria, non si riesce neanche ad aprire un’assemblea. Per questo chiediamo che venga finalmente ristabilito un percorso di responsabilità e di decisioni nell’interesse esclusivo delle comunità che serviamo”, ha concluso il sindaco di Sezze.
Il convegno del Partito Socialista

Come superare Acqualatina sarà il tema di un convegno che, organizzato dal coordinamento del Partito Socialista, si svolgerà venerdì 5 dicembre, alle 17, presso il teatro “Punto Zero” di Itri. Vi parteciperanno, tra gli altri, l’ex sottosegretario Bobo Craxi ed il segretario regionale Gianfranco Schietroma. Per l’ex sindaco di Bassiano, Memo Guidi, “è lunga la lista delle inadempienze commesse da Acqualatina”. Ma non ha brillato, in tema di mancata vigilanza, lo stesso socio pubblico, ovvero i sindaci, presenti nel Consiglio di Amministrazione.
E Guidi cita i “vari aumenti tariffari legati a una qualità del servizio idrico tutt’altro che migliorata”; le dispersioni idriche, “passate dal 46% del 2002 al 70% nel 2024” ed il crescente costo dell’energia; il mutuo accesso con l’irlandese Depfa Bank (115 milioni di euro), che “avrebbe dovuto garantire la riduzione delle perdite e l’ammodernamento della rete idrica“.
A dire dei socialisti Acqualatina, torna ora a bussare alla porta. Per il periodo tariffario 2024–2029 “pretende un incremento del 9,5% delle tariffe, per coprire investimenti già previsti nel Piano degli Interventi 2022–2023, e quindi in parte già pagati dagli utenti con le bollette”. E l’interrogativo finale dell’ex sindaco di Bassiano è scoppiettante: “E poi sono stati realmente realizzati questi investimenti?”.



