Lo scuolabus incendia l’Aula: la maggioranza c’è, parte dell’opposizione apre 

La seduta del 29 settembre parte con bilancio, videosorveglianza e caserma. Poi arriva il punto più atteso: la gara per il trasporto scolastico fino al 2030. La minoranza entra nel merito di costi, tempi e organizzazione. Ciotoli risponde con numeri e dettagli. Alla fine una parte dell’opposizione sceglie di votare a favore. Il passaggio politico è superato. Ora resta quello più difficile: far funzionare il servizio.

Il Consiglio comunale di Ceccano doveva essere quello dello scuolabus ed alla fine lo è stato. Cinque punti all’ordine del giorno ma il quarto si è preso quasi tutta la scena: il nuovo affidamento del trasporto scolastico comunale per le annualità dal 2026/2027 al 2029/2030.

Formalmente il Consiglio era chiamato ad approvare la relazione prevista dalla normativa, il capitolato speciale, gli obblighi di servizio pubblico e gli indirizzi per la gara ad evidenza pubblica. Dietro il linguaggio tecnico c’era però una scelta politica molto semplice da capire. Il Comune vuole togliere lo scuolabus dalla precarietà degli affidamenti brevi e trasformarlo in un servizio stabile fino al 2030.

La discussione è durata, ha avuto momenti di confronto vero, ci sono state critiche, risposte, qualche battuta e perfino una parte della minoranza che, dopo avere sollevato dubbi, ha deciso di sostenere la proposta. Per una sera l’Aula ha fatto quello che dovrebbe fare sempre: discutere prima di votare.

Prima sicurezza e bilancio

Prima di arrivare allo scuolabus il Consiglio ha affrontato la variazione di Bilancio.

Il Sindaco Andrea Querqui ha richiamato innanzitutto il tema della sicurezza. Il Comune ha partecipato ad un bando per la videosorveglianza, con particolare attenzione alle zone più frequentate e ai luoghi della movida. Nel dibattito è stato richiamato anche il clima degli ultimi giorni, segnato da episodi di cronaca che hanno riportato al centro il tema del controllo del territorio.

Nella stessa variazione ci sono poi circa 25mila euro destinati all’ampliamento della caserma e secondo quanto spiegato dal sindaco, l’intervento consentirà di creare condizioni migliori anche per rafforzare la presenza delle Forze dell’Ordine.

Videosorveglianza e caserma finiscono così nello stesso capitolo politico: quello della sicurezza. Poi è arrivato lo scuolabus.

La scelta lunga quattro anni

Francesca Ciotoli

L’ Assessore Francesca Ciotoli ha preso la parola per illustrare il nuovo impianto.

La gara coprirà il periodo da novembre 2026 fino a maggio 2030. Il Comune arriva a questa scelta dopo la fase sperimentale svolta nel primo semestre del 2026, che secondo l’assessore ha consentito di ricostruire esigenze, percorrenze, numero degli utenti e criticità del servizio. 

L’Amministrazione aveva già annunciato nei giorni scorsi che quest’anno lo scuolabus partirà entro metà novembre, spiegando che i tempi più lunghi dipendono proprio dalla volontà di procedere con una gara pluriennale e non più con mini-affidamenti di pochi mesi. La promessa politica è altrettanto precisa e quello del 2026 dovrebbe essere l’ultimo avvio in ritardo.

Dal 2027 il servizio è programmato dal 1° ottobre al 30 maggio di ogni anno. Le tariffe, per il momento, non dovrebbero subire variazioni ed è proprio su queste date che la minoranza ha aperto uno dei primi fronti.

Otto mezzi, molte più linee

Ciotoli ha chiarito un punto che rischiava di diventare equivoco. Il capitolato prevede otto mezzi, ma otto mezzi non significa otto linee. La ragione sta nella frammentazione degli orari scolastici. Sono previste due fasce di ingresso al mattino e fino a otto differenti fasce di uscita nel pomeriggio. Lo stesso autobus potrà quindi essere impiegato su percorsi diversi nel corso della giornata. 

Il problema è proprio lì: quando due scuole escono a distanza di venti minuti, lo stesso mezzo non può essere contemporaneamente in due punti differenti.

Per questo il Comune ha costruito il servizio sulle richieste ricevute e non su una divisione rigida del territorio. Nei casi più difficili, quando una deviazione comporta troppi chilometri o un allungamento eccessivo dei tempi per tutti gli altri utenti, la linea dovrà essere adattata trovando soluzioni concordate con le famiglie. 

L’obiettivo dichiarato è anche correggere una delle maggiori criticità emerse durante la sperimentazione: tempi di percorrenza troppo lunghi.

Il casa-scuola e i punti di raccolta

(Foto © DepositPhotos.com)

Qui si è aperto un altro passaggio, ovvero che il servizio continuerà ad avere come riferimento il collegamento casa-scuola e scuola-casa, ma il capitolato contempla anche la possibilità di utilizzare punti di raccolta.

Fabio Giovannone e Alessia Macciomei hanno chiesto chiarimenti proprio su questo. La domanda è stata semplice: il servizio continuerà davvero ad arrivare sotto casa oppure ci saranno fermate e pensiline da raggiungere? Macciomei ha sottolineato che, trattandosi di un piano quadriennale, sarebbe stato utile avere maggiori certezze già in questa fase. Ha chiesto anche come siano stati calcolati i chilometraggi se le linee possono cambiare annualmente in base alle richieste. Dubbi tecnici, ma con ricadute molto concrete per le famiglie.

I numeri del servizio

L’intervento di Fabio Giovannone

Alla fine del dibattito è stato lo stesso sindaco a mettere in fila i numeri principali.

Il quadro illustrato in Aula prevede circa 300 studenti, otto plessi scolastici, dieci fasce orarie, otto autobus, otto autisti e una percorrenza stimata di circa 346.885 chilometri in quattro anni. I giorni di servizio previsti nell’intero periodo sono circa 600 e il dato economico è quello che ha acceso maggiormente il confronto.

Il sindaco Andrea Querqui ha indicato un importo dell’affidamento di circa 1,452 milioni di euro più Iva. Nel corso della relazione si è parlato di un peso medio annuo attorno ai 400-450mila euro, da verificare poi sulla base dell’aggiudicazione definitiva della gara. 

Ed è qui che Giovannone ha affondato il colpo..

La domanda: da dove arrivano i soldi?

Palazzo Antonelli

Il consigliere di opposizione ha fatto un confronto con il passato. Secondo la sua ricostruzione, negli anni precedenti il servizio aveva un costo vicino ai 300mila euro e un numero maggiore di linee. Con il nuovo sistema, ha osservato, il costo complessivo cresce. Da qui la domanda politica: se ogni anno servono più risorse per lo scuolabus, da quali capitoli verranno prese? Ambiente? Manutenzione? Servizi sociali? Progetti? Altri investimenti? Giovannone non ha contestato l’utilità del servizio. Ha contestato la necessità di capire quale sarà il prezzo complessivo per il bilancio comunale.

È stato uno dei passaggi più sostanziali della serata, perché ogni scelta amministrativa ha due lati: quello del servizio che viene garantito e quello delle risorse che devono essere trovate.

Il nodo degli utenti futuri

La scuola Mastrogiacomo

Altro tema: oggi gli iscritti sono circa 270. Il modello è stato costruito su una previsione di 273 utenti ma nessuno può sapere quanti saranno tra due o tre anni. L’assessore ha spiegato che il capitolato consente aggiustamenti fino al 10 per cento all’interno dell’ordinario e contempla modifiche più importanti in presenza di eventi eccezionali o cambiamenti strutturali. 

Qui è intervenuta anche la questione demografica. Ciotoli ha ricordato che le proiezioni indicano nei prossimi anni una diminuzione della popolazione scolastica potenziale. La stima richiamata in Aula parla di circa 255 ragazzi in meno nella fascia interessata, con un ridimensionamento medio vicino al 15 per cento. Una tendenza che, se confermata, potrebbe cambiare gradualmente il fabbisogno del servizio.

Il Comune spera che trasferimenti e nuovi residenti possano almeno in parte compensarla, ma la fotografia demografica resta.

Disabilità e accompagnatori

Il nuovo affidamento introduce anche un elemento specifico sull’inclusione: sono previsti due accompagnatori, destinati soprattutto alle esigenze degli studenti con disabilità. 

Ciotoli ha ricordato che già durante la sperimentazione erano state accolte tutte le richieste ricevute da famiglie con figli disabili ma ha riconosciuto che in precedenza mancava un vero servizio strutturato per il trasporto carrozzato. Il nuovo capitolato vuole colmare anche questa lacuna e per l’assessora il trasporto scolastico resta prima di tutto uno strumento per assicurare la continuità del diritto allo studio alle famiglie che, senza un mezzo comunale, avrebbero maggiori difficoltà a garantire una frequenza regolare. 

C’è poi un passaggio meno appariscente, ma importante. Dal futuro assetto emerge che chi avrà morosità pregresse non regolarizzate non potrà accedere automaticamente al servizio. Ciotoli ha precisato però che la misura non vuole colpire le famiglie in difficoltà. Restano le fasce di esenzione totale e quelle di contribuzione ridotta sulla base dell’Isee per i servizi scolastici. Nei casi di reale fragilità economica o sociale il Comune prevede un raccordo con gli altri servizi dell’Ente. Il principio illustrato è quello di distinguere tra chi non può pagare e chi semplicemente non paga.

Il rapporto con il trasporto regionale

Uno dei motivi per cui la costruzione della gara è arrivata fino a settembre riguarda anche il rapporto con il trasporto pubblico locale. Ceccano è interessata dall’attivazione della nuova Unità di Rete 09. Secondo Ciotoli, i percorsi originariamente previsti non intercettavano adeguatamente le scuole cittadine e i principali servizi territoriali. Il Comune ha quindi presentato una proposta di modifica a Regione Lazio e Astral.

La questione pesa soprattutto per gli studenti delle medie. Al mattino circa 200 ragazzi utilizzano il trasporto pubblico locale e se una parte importante di loro dovesse improvvisamente ricadere sul servizio scuolabus comunale, cambierebbero completamente numeri e costi. Per questo l’Amministrazione ha atteso di avere un quadro più chiaro prima di chiudere la programmazione.

Anche la formula della gara dice qualcosa sulla scelta politica: l’aggiudicazione avverrà secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma il prezzo conterà soltanto per una parte. Ottanta punti su cento saranno assegnati sulla qualità tecnica dell’offerta, mentre gli altri venti alla componente economica. In altre parole, il Comune dichiara di voler privilegiare sicurezza, organizzazione, qualità dei mezzi e capacità gestionale rispetto al semplice ribasso. Saranno premiati anche mezzi con minore impatto ambientale e caratteristiche superiori ai requisiti minimi previsti.

Giovannone tira fuori il Querqui del 2023

Francesco Ruggiero

Poi il dibattito diventa politico. Fabio Giovannone recupera una dichiarazione del 2023. Andrea Querqui allora sedeva in opposizione e criticava l’Amministrazione perché, a metà ottobre, il trasporto scolastico non era ancora partito. Giovannone legge quelle parole e osserva che nel 2026 il servizio partirà addirittura a novembre. 

Sembrava il colpo migliore della minoranza, invece è diventato invece anche l’assist migliore per la maggioranza. L’ Assessore Francesco Ruggiero interviene subito. Non nega quelle dichiarazioni. Le usa. Il ragionamento è: proprio perché Querqui allora denunciava la discontinuità del servizio, oggi l’Amministrazione sta costruendo un affidamento quadriennale che dovrebbe evitare di ritrovarsi ogni settembre allo stesso punto. Ruggiero invita apertamente la minoranza a sostenere la delibera, sottolineando che il voto non riguarda soltanto il servizio di quest’anno, ma la garanzia del trasporto per le famiglie fino al 2030.

La stessa chiave verrà ripresa dal sindaco nelle conclusioni. Querqui ringrazia Giovannone per avere ricordato quelle vecchie parole e sostiene che oggi la scelta pluriennale rappresenti proprio la risposta al problema che denunciava tre anni fa. Una risposta politica costruita sullo stesso argomento dell’avversario.

Non tutti si convincono

Andrea Querqui

La minoranza però non arretra completamente. Macciomei annuncia l’astensione. Condivide l’idea dell’appalto pluriennale e l’impostazione inclusiva ma ritiene che alcuni aspetti siano ancora poco definiti. In particolare le date del servizio, i punti di raccolta, le linee e il chilometraggio. 

Anche Di Pofi insiste sul calendario. Se la scuola comincia a metà settembre e termina nei primi giorni di giugno, perché pianificare per quattro anni un servizio che parte il primo ottobre e si interrompe il 30 maggio? Una domanda che resta politicamente legittima anche dentro un progetto pluriennale. 

Nel corso della discussione, però, una parte della minoranza cambia atteggiamento. Manuela Maliziola e Paolo Aversa scelgono di sostenere il provvedimento. È probabilmente il dato politico più interessante della seduta. Non capita ogni giorno che l’opposizione entri in Aula con dubbi, ascolti le risposte e alla fine decida di votare insieme alla maggioranza su un servizio così importante. Da una parte c’è una scelta di responsabilità istituzionale, dall’altra c’è anche una lettura politica intelligente: se il servizio funzionerà, potranno ricordare di averlo sostenuto; se avrà problemi, potranno comunque dire di avere chiesto chiarimenti e garanzie prima del voto. .

Ciotoli supera l’esame dell’Aula

Francesca Ciotoli

Per Francesca Ciotoli era una prova importante perchè sul dossier si era accumulata molta attesa. La partenza a novembre aveva già fornito all’opposizione un argomento semplice da utilizzare. In Aula però l’assessora è arrivata con un impianto molto dettagliato: costi, mezzi, fasce orarie, utenti, disabilità, morosità, criteri ambientali, rapporti con Astral e flessibilità del contratto. Persino chi ha annunciato l’astensione ha riconosciuto la complessità e l’ambizione del progetto. La prova politica del Consiglio è stata superata, ma quella amministrativa comincia adesso.

Nell’intervento finale il sindaco ha rimesso insieme la scelta politica. Ha ringraziato l’assessora, gli uffici, gli assessori e i consiglieri, sottolineando che per finanziare il servizio ogni settore dell’Amministrazione ha dovuto rinunciare a qualcosa. Ha legato lo scuolabus anche al sostegno alle famiglie e alla crisi della natalità.

Andrea Querqui

Poi ha spiegato perché il Comune ha scelto quattro anni invece dei vecchi affidamenti brevi: maggiore continuità, tempi di apprendimento più lunghi per gli operatori, investimenti ammortizzati su un arco temporale maggiore e quindi, nelle intenzioni, un servizio progressivamente più efficienteed ha soprattutto ringraziato il consigliere Giovannone per aver ripreso quelle parole. Querqui dichiara che quelle parole sono coerenti a quanto si sta facendo oggi in consiglio comunale. Prima c’erano delle criticità proprio da lui evidenziate? Oggi con questa delibera si sta proprio cercando di risolvere quelle problematiche evidenziate qualche anno fa. Assist gratuito di Giovannone.

La gara, per importo, avrà inoltre una dimensione europea ed è anche questo, secondo Querqui, ad avere richiesto più tempo rispetto ad una normale procedura di affidamento.

Un Consiglio che ha fatto il Consiglio

Alla fine resta una fotografia rara: nessun voto preso in partenza come un atto di fede.

Ciotoli ha spiegato. Giovannone ha attaccato. Querqui, Ruggiero, De Santis; Maura, Malizia hanno risposto. Macciomei, Di Pofi e Maliziola hanno posto questioni tecniche. La maggioranza ha difeso il progetto. Ciotoli ha risposto nel merito. Querqui ha chiuso con numeri e argomenti.

Alessia Macciomei

Poi qualcuno della minoranza ha cambiato voto e questo significa che il dibattito è servito a qualcosa. Non ha cancellato le differenze politiche ma le ha rese più chiare.

La maggioranza può rivendicare di avere portato in Aula un affidamento che promette continuità fino al 2030. La minoranza può rivendicare di avere messo sotto la lente costi, date, fermate e sostenibilità.

Sul tavolo resta un impegno economico importante. Resta una partenza a novembre che l’Amministrazione dovrà spiegare alle famiglie e resta soprattutto una gara che deve ancora trasformarsi in servizio. Per ora il Consiglio ha dato l’indirizzo, ma vera verifica comincerà quando partirà il primo autobus e lì non conteranno più gli interventi in Aula, ma conteranno soprattutto gli orari.