Lo straordinario tesseramento di Forza Italia e la porta chiusa dei Fratelli

Due fronti politici si muovono quasi in simultanea e stringono d’assedio il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli. Da un lato Forza Italia, forte di un tesseramento record in provincia, rivendica peso politico. Dall’altro Fratelli d’Italia, con Ferrara e Crescenzi, blocca ogni ipotesi di allargamento della maggioranza.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Due fronti in poche ore. Uno da Centro ed uno da Destra. Entrambi premono sul sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, dando vita ad un finale d’anno sempre più logorante e compresso. Il primo fronte è quello acceso da Forza Italia con la sua straordinaria ascesa in provincia: i dati sul tesseramento parlano di un risultato che soprattutto nel capoluogo non si vedeva da tempo. Non è un bel segnale per il sindaco, civico ma di indicazione leghista: Forza Italia gli ha voltato le spalle da mesi.

Al tempo stesso c’è Fratelli d’Italia. Che scende in campo con i consiglieri Marco Ferrara e Sergio Crescenzi (entrambi vicini all’onorevole Aldo Mattia). Sbarrano il passaggio alle strategie del sindaco di allargare la sua maggioranza, tengono aperta la strada a Forza Italia. Un percorso che irrita Riccardo Mastrangeli, per nulla disposto a farsi tirare per la giacca.

Il tesseramento azzurro

(Foto © Massimo Scaccia)

Stando ai numeri annunciati con una nota, Forza Italia ha saputo rispondere con tempestività alle esigenze del territorio. Paga la scelta di riportare il Partito sui territori, ritornare a creare una classe dirigente per ogni Circolo, eletta dagli iscritti: un modo per incrementare il radicamento. Paga anche la scelta di un’organizzazione fatta di Direttivi che si spostano tra i vari Comuni: ha permesso al Partito di avvicinarsi ancor di più ai cittadini e alle amministrazioni locali. Portare il cuore pulsante del Partito direttamente nelle piazze e nei comuni, dai grandi centri ai borghi più piccoli – ha pagato il dividendo sperato.

Un’iniziativa che ha portato a un risultato concreto: oltre 3.000 tessere sottoscritte in tutta la provincia. Un dato che segna un ulteriore rafforzamento della fiducia e dell’entusiasmo verso il Partito che si è trovato a cambiare pelle.

Il rapporto con Mastrangeli

Riccardo Mastrangeli

Tuttavia, mentre Forza Italia si prepara ad affrontare nuove sfide politiche e amministrative, una questione resta ancora aperta: la posizione del partito nei confronti del sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli. Il dato del tesseramento, infatti, rafforza, paradossalmente, la linea della fermezza: Forza Italia ha tolto la fiducia al sindaco accusandolo di voler decidere tutto da solo e non considerare il peso degli alleati. Gli azzurri chiedevano un rimpasto di Giunta, un azzeramento che producesse una riflessione politica ed una ripresa con slancio diverso. Nulla da fare.

A Frosinone Forza Italia è e rimarrà orgogliosamente all’opposizione del sindaco Riccardo Mastrangeli. Il gruppo consiliare azzurro formato dal Capogruppo Maurizio Scaccia e dal segretario cittadino Pasquale Cirillo infatti,  non sembra per nulla intenzionato a fare passi indietro rispetto a una critica amministrativa che si è fatta sempre più serrata e incalzante. Culminata con una serie di richieste di accesso agli atti, specialmente per quanto riguarda l’affidamento da parte del Comune degli incarichi legali e tecnici.

Lo sguardo, in ogni caso è già proiettato alle comunali del 2027 e il Partito ha messo dei paletti ben precisi. Anche in prospettiva. Non ci sarà alcun appoggio al sindaco uscente, a meno che non si ricomponga quel quadro di centrodestra tradizionale (FdI, Lega, FI) che governa stabilmente a Palazzo Chigi e alla Regione Lazio. Tuttavia, da come si stanno mettendo le cose, questa ricomposizione appare oggi lontana come la voglia di iniziare la dieta dopo le feste.

Il fronte dei Fratelli

Marco Ferrara (Foto © Massimo Scaccia)

Ad aprire il fronte dei Fratelli d’Italia è stato nel pomeriggio il consigliere Marco Ferrara. Seguito, nelle ore successive dal collega Sergio Crescenzi. Entrambi in piena sintonia politica con l’onorevole Aldo Mattia. Tracciano un solco: “avvertiamo il dovere di fare chiarezza sulla attuale situazione politica a Frosinone”. E spiegano agli elettori che “le dinamiche legate alle elezioni provinciali non possono e non devono distorcere la volontà espressa dai cittadini frusinati nel 2022”. In pratica?

Tra febbraio e marzo si vota per le Provinciali. E per puntallare il risultato, il sindaco vuole riassestare la sua maggioranza sistemando anche la Giunta. La nuova architettura immaginata dal sindaco non piace a parte di FdI. Perché? “Il mandato che da loro abbiamo ricevuto è chiaro: il centrodestra ha vinto e il centrodestra deve governare. ​Sosteniamo con forza le seguenti scelte: ​No a ribaltoni: qualsiasi rimpasto di giunta deve avvenire esclusivamente all’interno del perimetro del centrodestra”.

Sergio Crescenzi (Foto © Massimo Scaccia)

Ferrara e Crescenzi chiedono rRispetto per Fratelli d’Italia: “chiediamo al Sindaco Riccardo Mastrangeli la nomina di un terzo assessore per il nostro Partito, a testimonianza del nostro peso politico in consiglio comunale (5 consiglieri di maggioranza) e del lavoro già svolto e da svolgere sino a fine consiliatura in consiglio comunale ed in giunta”.

La mossa doppia

È una doppia mossa. Interna al Partito ed interna alla maggioranza. Dire che il centrodestra ha vinto e tocca a lui governare significa chiudere le porte della maggioranza alle forze politiche che nel 2022 hanno sostenuto il Centrosinistra ed altri candidati a Sindaco diversi da Mastrangeli. A chi si riferisce Ferrara? A liste come il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli che sta facendo da stampella al sindaco dopo essersi schierata contro di lui alle urne. “​Il rimpasto di giunta deve essere l’occasione per ricompattare la coalizione di centrodestra in vista del nuovo appuntamento elettorale del 2027, non serve per annacquare la nostra identità”.

Aldo Mattia e Fabio Tagliaferri

​Questo significa dare ancora più forza a Fratelli d’Italia: senza la stampella del Polo Civico, FdI ha un peso ancora maggiore. Inoltre, la richiesta del terzo assessore a FdI crea un problema interno: quell’assessore deve esprimerlo l’area di Aldo Mattia, in base alla cambiale politica accesa in occasione del Congresso cittadino. Mattia ritirò il suo candidato, spianando la strada al nome unitario espresso da Fabio Tagliaferri. Il Segretario è stato eletto ma l’assessore non è mai arrivato.

Dare un assessore a Mattia indebolisce automaticamente l’area Tagliaferri. Ed i due guardano alle elezioni comunali 2027 con un occhio particolare: entrambi farebbero volentieri il candidato sindaco “se il Partito me lo chiedesse”.