L’opposizione incalza e Mastrangeli corregge la rotta, il Pd fa smart working

Sul caos viabilità e sulla contestata rotatoria di De Matthaeis si mobilitano opposizioni e pezzi della maggioranza. Il Partito Democratico resta ai margini del dibattito, mentre Mastrangeli corre ai ripari per ricompattare la coalizione.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

A Frosinone, sulla mobilità cittadina, sta succedendo qualcosa di politicamente singolare e probabilmente unico in Italia: tutti parlano — compresi i consiglieri di maggioranza — tutti protestano, tutti si muovono. Tranne chi, teoricamente, per numeri e storia, dovrebbe guidare l’opposizione: il Partito Democratico.

In questa lunga e convulsa settimana politica, caratterizzata dalle polemiche sul BRT e soprattutto sulla rotatoria di Piazzale De Matthaeis, il grande assente nel dibattito è stato proprio il PD. Un’assenza così evidente da diventare essa stessa una notizia. E ad un anno dalle elezioni comunali è una notizia che politicamente pesa.

L’opposizione ha fatto il suo lavoro. Il PD no

La protesta dell’opposizione in piazza De Matthaeis

L’opposizione, intanto, ha fatto il suo. Forza Italia e Lista Futura hanno avuto il merito politico di organizzare il sit-in a De Matthaeis, intercettando il malumore reale dei cittadini e inducendo il sindaco Riccardo Mastrangeli — al di là della narrazione fatta veicolare — a una riflessione concreta sull’opera e sulla gestione della viabilità. Che magicamente i lavori verranno fatti di notte. (Leggi qui: Top e Flop, i protagonisti di giovedì 21 maggio 2026).

Il capogruppo della lista del sindaco — un ossimoro monumentale tra ruolo e azione politica — Anselmo Pizzutelli, con la consueta analisi precisa e quasi chirurgica, è entrato nel merito dei costi dell’opera, delle scelte tecniche e delle responsabilità politiche. Il consigliere Angelo Pizzutelli, formalmente nel PD ma sostanzialmente battitore libero — che da tempo viaggia su una corsia autonoma, spesso più veloce del suo stesso Partito — sul tema della mobilità è intervenuto con toni molto critici, coerenti con una linea che sostiene da anni. Già nel 2022 denunciava il caos di De Matthaeis e contestava gli «esperimenti» sulla viabilità.

Stefano Pizzutelli (Foto © Massimo Scaccia)

E il PD ufficiale, le bandiere, il simbolo? Non pervenuti. La Segreteria cittadina non interviene, non prende posizione, non partecipa, non organizza una mobilitazione pubblica, non convoca una conferenza stampa, non firma nemmeno un comunicato che lasci il segno. Non assume una posizione forte e riconoscibile capace di intestarsi politicamente il malcontento cittadino. Come disse il replicante Roy Batty nel film di fantascienza del 1982 Blade Runner«Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare».

Lo smart working della politica

Si dirà: il Segretario cittadino dem Stefano Pizzutelli è impegnato nella costruzione del Campo largo per provare a vincere le Comunali del prossimo anno, dopo quindici anni di batoste elettorali. Tutto vero. Tutto giusto. Ma la politica non è solo ingegneria elettorale. La politica vive di presenza, di immediatezza, di conflitto, di contrapposizione quotidiana: specialmente quando manca appena un anno al ritorno alle urne.

Il rischio concreto per il PD, a forza di fare tattica da casa una sorta di smart working della politica è quello di rimanere schiacciato sotto il proprio ombelico. La politica è occupazione di spazi di visibilità, e quelli lasciati vuoti non restano mai tali. Sono come i posti auto in via Aldo Moro il sabato pomeriggio: se non li occupi tu, ci parcheggia qualcun altro.

La riunione d’urgenza di maggioranza

Riccardo Mastrangeli

Mentre i dem riflettono, il sindaco Mastrangeli ha dovuto fare i conti con la realtà. Ha capito perfettamente che qualcosa stava rischiando di rompersi irrimediabilmente nella coalizione che lo sostiene. La riunione di maggioranza convocata d’urgenza nelle ultime ore non è stata una formalità. Anche se con diverse assenze ingiustificate — le sedie vuote erano una decina, segnale da valutare — è stato un vero e proprio tagliando politico, necessario dopo le fibrillazioni esplose in settimana proprio sul tema della mobilità.

La presa di posizione dell’ex sindaco Paolo Fanelli, consigliere comunale di FdI, ha avuto un peso enorme. Quando a criticare la gestione della viabilità non sono solo le opposizioni, ma anche pezzi autorevoli della propria maggioranza, significa che il disagio è arrivato fin dentro Palazzo Munari — e senza fare anticamera. La convocazione d’urgenza del vertice è la plastica dimostrazione di una massima immortale del filosofo Emil Cioran«Ciò che dà l’impulso alla storia è l’inquietudine, non la pianificazione». E di inquietudine, in maggioranza, ce n’era parecchia.

Claudio Caparrelli (Foto © Massimo Scaccia)

La situazione è comunque molto complessa e delicata se anche un altro consigliere di maggioranza ha sentito il dovere di intervenire. Peraltro chiedendo di portare il tema della mobilità in consiglio comunale. Lo ha fatto il Capogruppo del Polo Civico, Claudio Caparrelli questa mattina, dicendo “È arrivato il momento di fare il punto della situazione per trovare una sintesi tra la necessità di portare avanti interventi che possano disegnare la Frosinone del futuro e l’esigenza (sacrosanta) di tenere in considerazione le richieste dei cittadini, delle famiglie, dei commercianti e degli automobilisti”.

Caparrelli sollecita ad evitare le “guerre sante, gli ultimatum, le strumentalizzazioni politiche”. E mette tutti di fronte ad un’evidenza: “Da quanti anni ripetiamo che Frosinone ha i record dell’inquinamento da polveri sottili, del numero di auto per abitanti, di veicoli vecchi e inquinanti?

Uno stratagemma per far uscire allo scoperto chi in maggioranza non condivide più le scelte di Mastrangeli ma rimane sotto copertura? Ennesimo segnale che la campagna elettorale è già iniziata”.

Finezze democristiane

Riccardo Mastrangeli

Mastrangeli, da fine e navigato democristiano qual è, sa che governare significa anche capire il momento in cui bisogna concedere qualcosa per evitare che il sistema imploda. Sa anche che la fiducia, in politica, funziona come l’abbonamento del treno: va rinnovata ogni mese, altrimenti il controllore ti fa scendere. 

Nelle due ore di faccia a faccia il sindaco ha incassato le richieste di condivisione dei suoi consiglieri, stanchi di esercitare solo il ruolo notarile di decisioni calate dall’alto. Esibendo doti di diplomazia e realpolitik non comuni, ha convenuto che una maggiore partecipazione dei consiglieri comunali alla vita amministrativa può solo essere positiva. Si è concordato un cambio di passo: riunioni di maggioranza ogni quindici giorni e ascolto reale dei suggerimenti di chi, alla fine, sta in mezzo alla gente e dovrà metterci la faccia per chiedere il voto tra pochi mesi.

La prova del nove della ritrovata compattezza si vedrà solo al prossimo Consiglio Comunale. Ad oggi il timore di perdere la poltrona si è confermato il collante politico più potente e resistente a Frosinone. Roba da far impallidire l’idrogel adesivo di Attak, capace di creare legami molecolari fortissimi con qualsiasi superficie.